di Maurizio Spina *
- Lo sviluppo dell’Abruzzo passa attraverso la sua capacità di essere competitivo nei mercati e nella sua capacità attrattiva. Questa sfida sulla competitività il sistema produttivo abruzzese deve ancora vincerla ed il tempo è una variabile fondamentale. Abbiamo un passo lento ed il tempo passa inesorabilmente, una risorsa preziosa non utilizzata. La causa nella difficolta' a recepire il cambiamento e' essenzialmente un problema culturale-
L'Aquila,19 marzo.- L’Abruzzo verso il 2030 sulle ali dell’Aquila rappresenta una opportunità importante per l’intera comunità , a partire dalla città capoluogo e la classe dirigente della regione, perché la sfida per la competitività, lo sviluppo e l’occupazione dobbiamo ancora vincerla e la strada resta lunga e irta di difficoltà. L’Abruzzo è una Regione di media dimensione, con solo 1.300.000 abitanti, una natura che le ha donato molte ricchezze , una storia che ha lasciato bellissime tracce, una municipalità diffusa e radicata sul territorio, una popolazione laboriosa e vivace, un intrapresa diffusa e viva che si esprime in micro e piccole unità; ma e' una regione in ritardo e in difficoltà nel cogliere le sfide del cambiamento, con una classe dirigente che fa fatica ad affermarsi.
Il coraggio necessario che la fase richiede, ha bisogno di un numero maggiore di uomini e donne. Lo sviluppo dell’Abruzzo passa attraverso la sua capacità di essere competitivo nei mercati e nella sua capacità attrattiva. Questa sfida sulla competitività il sistema produttivo abruzzese deve ancora vincerla ed il tempo è una variabile fondamentale. Abbiamo un passo lento ed il tempo passa inesorabilmente, una risorsa preziosa non utilizzata. La causa nella difficolta' a recepire il cambiamento e' essenzialmente un problema culturale. Competitività vuol dire ricerca-innovazione – infrastrutture - export – credito e capitalizzazione - efficienza pubblica amministrazione- capitale umano – dimensione e capacità sistemica , progettuale, di governance e di valutazione dei risultati.
Segnali nella giusta direzione ci sono, ma i risultati ancora mancano e le aree di intervento coinvolte sono limitate rispetto alle potenzialità presenti nella regione. Mi riferisco all’avvio di una nuova politica di sviluppo attraverso nuovi e importanti strumenti come i poli d’innovazione e le reti, alle riforme avviate e alcune non ancora concluse. Strumenti che possono e debbono produrre progettualità e capacità di fare sistema. I poli d'innovazione e le reti, andrebbero diffusi in tutti i settori: dal turismo, alla cultura, dal commercio all’ambiente, dai servizi alla persona, nelle professioni a quelle verso la comunità ed alla pubblica amministrazione.
L'esempio dovrebbe venire dalle eccellenze ma le tre Universita' abruzzesi che avrebbero la possibilita' di costituirsi in Federazione di Atenei, sono indecise, nulla si muove ed invece dovrebbero già guardare oltre alleandosi con le migliori universita' italiane. Il sistema bancario locale dovrebbe procedere ad ulteriori processi di aggregazione a partire da quelle popolari. Basilea tre non lascia spazio ed il credito e' essenziale per lo sviluppo. Le professioni all’Aquila formino società interdisciplinari, quale occasione migliore per migliorarsi e migliorare la qualità dei servizi resi ai cittadini. Il tessuto infrastrutturale della Regione va completato, guardando ai Balcani e all' Europa dei corridoi trans-nazionali, nel corridoio 8 dovremmo inserire la regione. Porto, aeroporto e ferrovie restano snodi strategici per il nostro futuro. Essere nella nuova programmazione dei fondi strutturali europei 2014-2020 per l'Abruzzo e' un obiettivo vitale.
La Città intelligente, proposta dell’OCSE e dell’ Università di Groningen, e' una sfida da cogliere. Ripartire dall' Aquila, trasformando il sisma in una nuova opportunita' per la citta' (nella ricostruzione, nella qualita' del costruito, nel ridisegno urbano, nella mobilita' , nei servizi) e per l'intera regione. Spero che le forze politiche sappiano trasformare la scadenza elettorale in un incontro di idee e proposte per la città capoluogo regionale e far scendere il timbro della voce. Qualsiasi risultato darà la competizione democratica, chi vince si ricordi che la città è di tutti gli Aquilani ma anche capoluogo della Regione ed il vero vincitore deve essere sempre L’Aquila e l’Abruzzo.
L'Abruzzo ringrazia il Ministri Barca e l’Ocse per l'impegno assunto, abbiamo bisogno di scomodare le nostre certezze.
Per quello che ci riguarda, in qualita' di soggetti promotori, come Cgil Cisl Uil e Confindustria, non mancheremo di dare il nostro piccolo contributo per un Abruzzo capace di dare speranza e offrire opportunita' ai nostri giovani, con le proposte che nei prossimi giorni presenteremo alla comunità regionale sull’utilizzo delle risorse raccolte dai lavoratori e dalle imprese per l’Aquila. (h.17,30)
* Segretario generale della Cisl Abruzzo





