Economia

Se anche nel turismo questo territorio registra difficoltà…

Se pure una città come Sulmona   anche nel comparto del turismo le cose non vanno bene qualcosa dovrà pur significare. Le risultanze contenute nell’ultimo rapporto preparato dal prof. Aldo Ronci ne sono la riprova più evidente. Il numero delle presenze ha subito un significativo decremento come confermano i dati ufficiali Istat (non di una singola struttura). A Sulmona, ad esempio, nel periodo considerato tra il 2014 e 2017 le presenze nelle strutture ricettive hanno segnato una flessione del 9,7% dato peggiore sia della flessione dell’1,4% dell’Abruzzo che dell’incremento dell’11,3% dell’Italia. La politica regionale  del settore deve cambiare profondamente a livello di promozione ma anche quella dei singoli comuni richiede agli amministratori locali un cambio di passo  che è prima di ogni cosa un fatto culturale. Intanto c’è una ripresa di attenzione attorno alla strategia delle  sette Aree funzionali che per Sulmona e il Centro Abruzzo rappresenta la sola  speranza credibile.

Sulmona, 17 giugno– Il Territorio Peligno (formato da Valle Peligna, Valle del Sagittario e bassa Valle Subequana) si trova al centro delle tre vette più alte dell’Appennino (Gran sasso, Majella e Monte Velino), al centro di quattro Parchi (tre nazionali e uno regionale), vanta la presenza di numerose aree protette e il lago di Scanno, il più grande d’Abruzzo. Il Territorio Peligno è ricco di storia e di cultura, cosparso com’è da numerosi monumenti, musei, castelli, chiese, e necropoli antiche. I più famosi tra i monumenti: l’Abbazia Celestiniana, il complesso dell’Annunziata, l’acquedotto Medioevale e il Santuario di Ercole Curino a Sulmona; tra i musei: il Museo Archeologico, la Pinacoteca Civica di Arte Moderna e il Museo del Confetto a Sulmona, il Museo della Lana a Scanno; tra i castelli: quello Caldora a Pacentro e  quello Cantelmo a Pettorano. Il Territorio Peligno conta ben 7 paesi appartenenti al “Club dei Borghi più Belli d’Italia”. Nel è convinto il sulmonese prof. Aldo Ronci che proprio in questi giorni ha presentato l’ultimo rapporto sulla condizione del turismo a Sulmona e nel Centro Abruzzo dopo quello presentato nelle settimane scorse relativo a quello dell’Alto Sangro.

 Secondo Ronci un Territorio con queste caratteristiche dovrebbe essere uno dei più attrattivi dal punto di vista turistico e invece i dati analizzati non lo confermano; al contrario ci mostrano un territorio che forse non riesce  ad esprimere tutte le sue potenzialità in campo turistico. Nell’effettuare l’analisi dei dati sul Turismo Peligno si voleva prendere in considerazione quelli dei tre centri più rappresentativi Sulmona, Scanno e Campo di Giove ma purtroppo si è dovuto escludere Campo di Giove in quanto la composizione della struttura degli esercizi ricettivi di quest’ultimo era completamente disomogenea rispetto a quella degli altri due comuni.

Dall’analisi dei dati che seguono si evidenzia che:

tra il 2014 e il 2017

  • a Sulmona le presenze nelle strutture ricettive hanno segnato una flessione del 9,7% dato peggiore sia della flessione dell’1,4% dell’Abruzzo che dell’incremento dell’11,3% dell’Italia;
  • a Scanno si registra una pesantissima flessione delle presenze del 30% mentre altri territori montani come l’Alto Sangro e la Val di Fassa segnano rispettivamente incrementi dell’1,2% del 13,2%.

nel 2017

  • i dati relativi all’affollamento turistico (rapporto tra presenze e abitanti), all’utilizzazione delle strutture ricettive (rapporto tra presenze e posti letto) e alla diffusione delle strutture ricettive (posti letto per ogni 100 abitanti) confrontati
    • per Sulmona con quelli dell’Abruzzo e dell’Italia,
    • per Scanno con quelli delle località montane dell’Alto Sangro e della Val di Fassa,
  • mostrano che i dati del turismo dei due comuni più rappresentativi del territorio dal punto di vista turistico sono di gran lunga peggiori di quelli dei territori di confronto.

Come si è già sostenuto in altra sede per l’Abruzzo e ancora di più per il Territorio Peligno, per incrementare la bassa presenza turistica occorre rendere i territori più attrattivi dal punto di vista turistico:

  • curando meglio l’arredo urbano;
  • offrendo una più ampia possibilità di scelta di praticare sport;
  • mettendo a disposizione dei turisti una offerta più differenziata di attività di svago e divertimento (come ad esempio la Zipline messa in funzione a Pacentro);
  • creando itinerari storici, religiosi, monumentali, artistici, culturali, enogastronomici.

 

È vero che delle attrattive sopra citate prese singolarmente nessuna ha un alto grado di attrattività ma nell’insieme comunque pongono il Territorio Peligno come uno dei più interessanti dell’Italia Peninsulare e se a ciò si riuscisse ad aggiungere una maggior cura dell’arredo urbano, gli interventi locali di ampliamento di possibilità di praticare discipline sportive e di messa a disposizione di un’ampia offerta di attività di svago e divertimento e la creazione dei più svariati itinerari tematici e soprattutto si riuscisse a porre in essere una vasta e capillare campagna di marketing territoriale probabilmente si arriverebbe a migliorare l’attrattività dell’Abruzzo e del Territorio Peligno.

Ma il marketing territoriale è forse il più importante e anche il più costoso intervento da realizzare in quanto né l’Abruzzo, né le sue attrattive turistiche e tra queste il Territorio Peligno sono ancora conosciuti in campo nazionale e ancora di più in campo internazionale. Una politica di marketing territoriale non può prescindere da scelte regionali in ordine allo sviluppo del turismo regionale e alla sua articolazione fra le aree urbane regionali.

Per uno sviluppo effettivo ed equilibrato della Regione Abruzzo in tutti i settori dai servizi essenziali all’ industria, alle costruzioni, all’agricoltura al turismo esiste una sola via istituire le 7 Aree Urbane Funzionali così come individuate da uno studio del Dipartimento di Architettura dell’Università “G. D’Annunzio” coordinato dal Prof. Roberto Mascarucci (1) e Aree Funzionali Urbane tornerebbero a mettere le Aree Interne (caratterizzate dallo  spopolamento, dall’invecchiamento, dal dissesto idrogeologico, dalla diminuzione degli  occupati) al centro dell’interesse e dell’attenzione della politica regionale e ciò  comporterebbe per esse un impegno a livello regionale:

  • per garantire alle popolazioni che vi risiedono i servizi essenziali ed indispensabili;
  • per delineare strategie del sistema insediativo;
  • per il sostegno ai settori produttivi;
  • per la tutela dell’ambiente;
  • per poter riuscire ad attuare efficaci politiche di sviluppo.

Per poter attuare efficaci politiche di sviluppo nel campo turistico bisogna destinare risorse sia agli interventi di carattere locale ma soprattutto al marketing territoriale tenendo bene in evidenza le peculiarità, le attrattive e le aspettative delle Aree Funzionali Urbane e tra queste il Territorio Peligno. (h. 14,30)

 

 

[1]Le 7 Aree Urbane individuate sono: L’Aquila, Chieti-Pescara, Teramo, Avezzano, Sulmona,   Lanciano e Vasto.

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