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Scuola: domani si riparte anche con le superiori tra incertezze e preoccupazioni

Sulmona, 10 gennaio–  Tra difficoltà, preoccupazioni ed incertezze  domani è un giorno particolarmente importante per migliaia di studenti  delle superiori anche nella nostra regione  che potranno riprendere l’attivià didattica in presenza. L’Abruzzo infatti è una delle tre Regioni dove l’attività scolastica  puo’ ripartire al 50%. Tutto sembra essere stato predisposto nel migliore dei modi e perfino il sistema dei trasporti è stato organizzato adeguatamente.Le polemiche non mancano e le resistenze pure.La Cisl scuola Abruzzo e Molise, ad esempio,è contraria a questa decisione.

“Il rinvio della riapertura in presenza delle scuole superiori è stato ormai deciso da ben 14 regioni, chiaro segno di una non condivisione della valutazione fatta dal Ministero dell’Istruzione e dal Governo a livello nazionale.La situazione abruzzese non appare assolutamente diversa dalle regioni che  hanno deciso il rinvio. Il numero di contagiati attivi da COVID19- si legge in una nota-  alla data di venerdì in Abruzzo è pari a 11.097(dati Regione Abruzzo), dopo il picco raggiunto il 30 novembre 2020 con 18.192, ed è pari ad oltre cinque volte il massimo numero raggiunto nella prima ondata(2108 persone il 22/04/2020). Il grafico di questo dato, dall’inizio della pandemia ad oggi, mostra chiaramente non solo il notevole innalzamento, ma anche comela discesa del numero di contagiati è molto molto lenta a partire da Natale.

La scuola abruzzese, con segnalazioni continue di contagi tra alunni e personale scolastico nella scuola già in presenza, dalla scuola dell’infanzia alla scuola media,sta già pagando un costo notevole, pertanto non si riesce proprio a comprendere la fretta di riportare anche le scuole superiori in presenza in uno scenario che non è sicuramente quello di una riapertura in sicurezza.

La Cisl  scuola  Abruzzo Molise chiede il rinvio del ritorno in presenza nelle scuole superiori, in modo da assicurare una effettiva riapertura in sicurezza e non con formule ( 50%, 75%, giorni alterni, orari sfalsati, alternanze settimanali, ecc.) che destabilizzano ulteriormente l’attività didattica”.

Lucilla Di Marco

 

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