Lunedi, 18 marzo 2019

Ripartiamo da Sulmona


2014/08/25 12:004 comments

( di Massimiliano Ventresca*)

– S’intensifica il dibattito sul ruolo e sulle prospettive della nostra città.Per il Coordinatore del Movimento ‘Patto per Sulmona’ è necessario costruire una nuova identità con una matrice fortemente culturale.Poi lo sviluppo che non c’è piu’ e le idee che mancano per rimetterlo in moto-

   PATTO PER SULMONA  Sulmona,25 agosto.- Caro direttore, lontano dall’Abruzzo e dall’Italia ho potuto legge solamente in questi giorni la riflessione di Asterix apparsa sul CorrierePeligno in data 16 agosto scorso“ un territorio con le ruote sgonfie’ e dico subito che ne condivido la sostanza( come non farlo?) e lo spirito. L’occasione però mi offre lo spunto per qualche considerazione che all’interno del nostro Movimento ‘Patto per Sulmona’ (laboratorio di politica e cultura) negli anni scorsi spesso abbiamo sviluppato sperando di poter contribuire ad alimentare quel sano dibattito che fa bene a tutti. Eccole:
a) Le fortune di una città e di un territorio, secondo noi, le fanno i bravi amministratori e le buone idee. Dalle nostre parti spesso non abbiamo avuto né gli uni, né le altre. Sulmona sono ormai decenni che non muove un passo in avanti. Non arrivano investimenti e lo sviluppo si è inceppato. Anzi, se vogliamo dircela tutta, è andato indietro. Molte aziende sono state chiuse, molti posti di lavoro persi. Molti giovani per inseguire una speranza sono fuggiti altrove in Italia e all’estero. Certo la colpa va ricercata in tante direzioni ma tutti abbiamo potuto toccare con mano che a Sulmona non c’è stato un tentativo della politica ( di destra, di sinistra o di centro) capace di dare un segnale in grado di invertire questa tendenza. Sul territorio circostante, quello per intenderci che molti individuano nel Centro Abruzzo, le cose sono andate ancora peggio.I comuni,piccoli e grandi,si muovo ognuno per conto proprio La Comunità montana è nata, e morta, senza lasciare traccia.Per anni è stato un carrozzone inutile e costoso per le tasche di Pantalone. La Regione ha deciso di chiuderle tutte ma ancora non ha detto come e quando visto che continuano a restare aperte e nessuno sa spiegare per quali ragioni. E prima ancora delle Comunità montane altri carrozzoni inutili e costosi erano i consorzi di bonifica che hanno rappresentato nel tempo centri di clientele politiche che facevano comode a tutti
b) La città di Sulmona, nonostante le tradizioni storiche e culturali, da anni non ha piu’ una identità forte capace di rappresentare un valore aggiunto per la sua crescita. Manca una politica culturale vera capace di trainare sullo stesso piano l’intero territorio circostante. Ma in questo settore la strategia vincente la dovrebbero fare gli amministratori della cosa pubblica ed i cittadini chiamati a partecipare e a scegliere. La Giostra Cavalleresca è una grande bella manifestazione festosa di popolo ma non puo’ rappresentare l’identità culturale di una città nobile come la nostra. La mostra di pittura o di fotografia, anche di straordinario valore artistico, ad esempio, ha un senso se inserite in un programma organico per promuovere la cultura e l’immagine dell’intero territorio dove il ruolo del Comune o della Regione diventa essenziale non solamente come erogatore di poche ( o tante) risorse ma perché inseriti a pieno titolo nella organizzazione dell’evento. Invece ogni anno di questi tempi gli organizzatori tornano a piagnucolare e a metter in discussione la possibilità di organizzare l’iniziativa. Roba da non crederci solamente se si pensa cosa spendono,e sprecano di risorse pubbliche, tanti comunelli della zona ogni estate. Per fortuna che la città non è solo questa perché ci sono altre realtà straordinarie come teatro, cinema, musica che invece meriterebbero maggiori attenzioni e sostegno oiu’ concreto.

c) Sento ripetere spesso tornando a Sulmona che le fortune della nostra città sono legate ad un recupero del rapporto con il territorio. E’ vero e lo sottoscrivo. Nessuno però mi ha fatto capire come e con quali strumenti . Molto tempo fa ( non ricordo quando) il Presidente del Censis il prof. De Rita presentando in città il programma di sviluppo del nostro territorio aveva ipotizzato una serie di processi che, secondo lui, avrebbero consentito alla Valle peligna di arrestare il declino e di rimettersi in moto. Sono passati tanti anni, si sono alternate molte generazioni di politici e amministratori ma l’agonia della nostra zona non si è mica arrestata. Ognuni di noi puo’ avere le idee che vuole ma la capacità di contribuire a dare una mano si misura dalle cose che siamo capaci di realizzare con i fatti e non con le chiacchiere. Il nostro laboratorio ci vuole almeno provare perchè siamo convinti che prima di ogni cosa è necessario restituire a questa città di quasi 25 mila abitanti,ovvero una periferia di una grande realtà urbana, un ruolo forte e una prospettiva incoraggiante. E solo allora si puo’ ‘sognare’ qualcosa di piu’ grande.Ma senza l’unità e l’oroglio dei sulmonesi cosa pensiamo di costruire ?. Grazie per la disponibilità e l’attenzione che pensate di riservarci (h. 12,00)

* Coordinatore movimento ‘Patto per Sulmona’
( laboratorio di politica e cultura)

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4 Comments

  • Fornarina

    Con tutto il rispetto per il Movimento “Patto per Sulmona”, non possiamo consentire che eserciti azioni di disorientamento. Nel testo scrive: “I comuni, piccoli e grandi, si muovo ognuno per conto proprio.” Appunto perchè c’è chi continua a fare i Patti per un solo Comune, foss’anche quello che dovrebbe essere capofila del territorio !!

  • Nell’intervento si critica la Giostra, le mostre. Si Favoreggia per la musica (ok per la Camerata), il cinema (?), il teatro (??) . Forse si apprezza il premio Caniglia e allora: “NESSUN DORMA”….

  • Massimiliano

    Sono costretto ad intervenire in questo dibattito per correggere una distorsione interpretativa sulle nostre riflessioni fatte dal lettore o lettrice ( che cattivo costume nascondersi dietro l’anonimato).Il nostro Movimento non ha mai fatto in nessuna occasione iniziative di ‘disorientamento’ proprio perché’ i nostri giovani,studenti,professionisti si sono sempre mossi sulla base di studi ricerche e dati scientifici .Chi afferma il contrario e’ in malafede. In questi anni due sono i documenti di riferimento in materia di programmazione ecomica per la città’ ed il territorio e che la classe politica non ha mai voluto leggere: il piano di sviluppo socio-economico della Valle Peligno redatto dal Prof De Rita commissionato dalla Comunita’ Montana e quello commissionato dal Comune di Sulmona al CENSIS SPA Entrambi con luci ed ombre tracciavano alcune ipotesi di sviluppo degli anni futuri ed erano sicuramente punti di riferimento preciso Oggi purtroppo occorre ripartire dal modello di sviluppo urbano forte prima di pensare alle nuove direttrici di sviluppo con città’ gemelle o quasi Il ‘Patto’ e’ un ‘ laboratorio di politica e cultura’ non un soggetto che insegue accordi con questo o quel comune ma operando in questa città’ non può’ che occuparsi e chiamare a raccolta le migliori energie della nostra comunità’ La seconda critica che viene sollevata francamente non si è’ capito bene ma se si sostiene che si vuole favorire questo o quell’aspetto della cultura francamente ci sembra una cretinata

  • Più terra terra e, molto brutalmente, faccio presente che negli ultimi tempi o meglio da qualche decennio, eleggiamo come aministratori persone che pensano a vivere alla giornata. Non hanno progetti strategici di sviluppo per la Città ed il suo hinterland; sono subalterni all’Aquila e Pescara e pronti salire sul treno del Ras di turno che viene a prometterci (la storia si ripete)con le passerelle preelettorali tutto e di più:
    Sulmona merita senz’altro più attenzione, ma ci vuole anche uno scatto d’orgoglio che rivendichi le nostre buone cause!
    I Legnini di turno che promettono attenzione alla nostra causa elaborano e deliberano il decreto-legge “Sblocca Italia” che favorisce solo la Valle del Sangro e penalizza ahimè Sulmona in considerazione del fatto che, purtroppo, quel decreto sblocca (sic!) anche la vexata questio della Centrale di Compressione Gas delle Case Pente, essendo ormai il problema energia avocato a se dallo Stato e ritenuto di primario interesse nazionale: via libera alla Snam!
    “Intelligenti pauca” a dimostrazione che tutte le nostre manifestazioni contro tale realizzazione, penalizzante per Sulmona ed il suo territorio, sono svanite nel nulla e la Regione con D’Alfonso, allineato sulle posizioni di Renzi, non avrà mai il coraggio di tutelare i giusti interessi di Sulmona.
    Occorre , come ripeto, un nuovo scatto di orgolgio per il riscatto delo nostro Centro Abruzzo!?…
    Passerò pure per qualunquista, ma oggi a Sulmona non c’é più nessuno che come noi, con ideali diversi, avemmo il coraggio di opporci al Governo Centrale con la rivoluzione civile di Jamme mò….

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