Venerdi, 6 gennaio 2017

Ricordo di Tullio De Mauro


2017/01/06 10:090 comments

tullio-de-mauro Sulmona, 6 gennaio.–   Il grande linguista ci ha lasciato alla vigilia dell’Epifania. Tullio De Mauro, classe 1932, nato a Torre Annunziata (Napoli) si laureò alla Sapienza di Roma in Lettere Classiche nel 1956. Iniziò presto la carriera di docente nella sua terra d’origine, all’Università Orientale di Napoli, assistente di Glottologia del titolare di cattedra, l’illustre e dottissimo Walter Belardi, sino al 1960.

   Fu qui che feci la sua conoscenza, io nelle vesti di studente-lavoratore –mi mantenevo facendo l’ istitutore (10 mila lire al mese più vitto e alloggio)al Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni (Caserta), lui mingherlino ma acuto studioso ed osservatore di fenomeni linguistici a vasto raggio. L’esame biennale di Glottologia, all’epoca, era lo scoglio più duro per gli iscritti al Nuovo Ordinamento nella sede di Via Mezzocannone, proprio di fianco all’Università Centrale, a due passi da Piazza del Gesù Nuovo ove Vittorio De Sica girava alcuni suoi film con Sofia e Marcello e noi studenti facevamo a gara per farci prendere come ‘comparse’ per la ricompensa di 50 lire!

   Tullio De Mauro era un ‘desaussuriano’ convinto, aveva tradotto l’opera fondamentale del famoso linguista ginevrino Ferdinand De Saussure: “Cours de linguistique générale” e, quel che era importante per noi studenti, sapeva interpretarla e, soprattutto, spiegarla con facilità di scelta di linguaggio e di espressioni per cui, agli esami dinanzi ai due cardini della Glottologia di allora –lui e Walter Belardi- chi li aveva seguiti costantemente ed attentamente non poteva se non meritare un bel “30”.

   Il Professore si trasferì poi alla Sapienza di Roma, al Dipartimento di Scienza del Linguaggio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.

   Nel 2000 Giuliano Amato lo chiamò a far parte del suo secondo Governo con l’incarico di Ministro dell’Istruzione. Pochi mesi dopo il giuramento, Tullio De Mauro venne in visita all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara e tenne un discorso nell’anfiteatro della Facoltà di Lettere al Campus di Madonna delle Piane, sottolineando la necessità di investire di più sulla Scuola, aumentando anche il salario agli insegnanti, tra i meno remunerati dell’Unione.

   Andai a salutarlo e gli ricordai i vecchi tempi dell’Orientale di Napoli, lui docente ed io studente: ripercorremmo nella mente tanti momenti di vita giovanile, di spensieratezza, in quella Napoli così ricca di fascino e di misteri; ricordava tutti i suoi colleghi docenti: Fabio Cupaiolo latinista, Nino Accaputo francesista, Paolo Scarano storico, Giuseppe Carlo Rossi iberista (spagnolo e portoghese), Teodor Onciulescu di filologia romanza…e, ovviamente, il suo maestro Walter Belardi grande amico e collega di Antonino Pagliaro alla Sapienza, al quale Tullio De Mauro succederà con grande merito.

   Le opere di Tullio De Mauro sono numerosissime, così pure le Lauree Honoris Causa da parte di Atenei di varie parti del Mondo, e le sue Conferenze in ogni angolo del pianeta. Su tutte svetta il suo “Dizionario della Lingua Italiana” che continuava ad aggiornare personalmente on line.

   Addio professore! Ti salutiamo con l’ultimo pensiero di Ferdinand de Saussure (1857-1913) tratto dalla sua monumentale e fondamentale opera che è alla base della tua formazione e di ciò che hai saputo insegnarci: «la linguistique a pour unique et véritable objet la langue envisagée en elle-même et pour elle-même»!

   Mario Nardecchia

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