Giovedi, 21 febbraio 2019

Regionali: Minniti a Sulmona in difesa dell’Abruzzo


2019/02/05 14:240 comments

 

-Una regione straordinaria divenuta terra di scontro strumentale tra poteri nazionali- “So che c’è una parte delle persone che sono arrabbiate, ma in Abruzzo ci vuole una leadership autorevole, qualcuno che legga le carte e le capisca”

Sulmona,5 febbraio- Marco Minniti, deputato ed ex ministro dell’interno, ieri ha sfidato le intemperie per raggiungere l’aula consigliare di Palazzo San Francesco a Sulmona, dalla sua amata Calabria. Lo ha fatto, nell’ultima settimana “di una campagna elettorale molto impegnativa” per fare una raccomandazione a tutti gli abruzzesi che domenica decideranno il destino della Regione.

“So che c’è una parte delle persone che sono arrabbiate, ma in Abruzzo ci vuole una leadership autorevole, qualcuno che legga le carte e le capisca.” Questa persona sarebbe proprio il capo della coalizione del centrosinistra, Giovanni Legnini, in corsa per le regionali del 2019. Proprio lui perché avrebbe dimostrato di essere competente, in virtù della sua lunga esperienza, al Consiglio Superiore della Magistratura, e prima ancora come parlamentare. Secondo il deputato sarebbe utile poter avere alla Regione “una persona che può fare anche il consulente al governo sulle politiche economiche”.

Insomma l’unica persona giusta da votare, perché tutti quelli che sono stati in visita, negli ultimi tempi sul nostro territorio, sarebbero solo impegnati in un rapporto di carattere strumentale con questa terra:  “Son venuti qui in massa dal governo, non per discutere del futuro di questa terra ma per discutere del futuro della loro coalizione di governo”.

Nell’aula consigliare, dove ha tenuto un discorso ininterrotto per circa quarantacinque minuti, a sostegno dei due candidati consiglieri del PD, Antonio Di Rienzo e Velentina Di Benedetto, Marco Minniti si è anche sentito in dovere di esprimere la sua opinione riguardo le attuali linee politiche adottate al governo nei confronti dei flussi migratori: “Abbiamo vissuto, gli ultimi sette mesi, come se ci fosse una drammatica emergenza, come se stesse arrivando un’invasione nel nostro paese, anche se non c’era nessuna invasione.  I flussi dal 31 maggio dello scorso anno, erano già diminuiti del 78% dal Mediterraneo Centrale e dell’85% dalla Libia.”

In realtà, ha spiegato l’ex ministro dell’interno: “stiamo assistendo ad una strategia della tensione comunicativa, ma tutto questo fa male all’Italia”. In altre parole si terrebbe viva una tensione, anche se questa tensione non c’è.

Oltre ai due candidati a consiglio regionale erano presenti anche l’onorevole Stefania Pezzopane, il consigliere comunale Bruno Di Masci e il segretario provinciale del partito democratico, Francesco Piacente.

Pur non volendo commentare la vicenda giudiziaria, che sta coinvolgendo Matteo Salvini: “perché ne discuteranno i senatori della repubblica e coloro che sono nella giunta dell’autorizzazione a procedere”, Minniti ha condiviso la sua opinione su come si sia gestita la questione migratoria in questi mesi di governo, ricordando, riguardo la Diciotti, la  nave del corpo militare dello stato italiano, il cui compito è quello del salvataggio in mare. “Cosa c’entra con una grande democrazia come l’Italia, che uno utilizza i migranti e l’equipaggio a bordo, come ostaggi di una trattativa diplomatica? Un grande paese utilizza le armi di convincimento che ha, utilizza la forza dell’influenza, la proprie capacità, per portare avanti una trattativa con l’Europa.”

Manuela Susi

 

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