Politica

Raiano: sulla Riserva ‘Gole di San Venanzio’ monta la polemica

Raiano, 11 gennaio– La pubblicazione del bando per l’affidamento gestionale della Riserva Naturale delle Gole di San Venanzio non giustifica e ne attenua assolutamente le gravi e scandalose proroghe di affidamento effettuate fino ad oggi dall’Amministrazione Comunale.Lo denuncia oggi in una nota il Movimento “Alternativa Civica Democratica – Per Raiano”

Dice il Movimento “Riepiloghiamo per chiarezza la vicenda. A fronte di un affidamento iniziale di due anni, l’Associazione Ambiente e/è Vita ha beneficiato di una prima proroga nel 2014 di ben cinque anni con scadenza giugno 2019e, da giugno 2019, di altre tre proroghe per un totale di altri nove mesi di proroga fino al 31 marzo 2020. Circa sei anni di proroga dopo i due anni di affidamento iniziale,ben quattro provvedimenti amministrativi con giustificazioni risibili: una vera e propria anomalia per non aggiungere altro. In oltre  cinque anni di proroga l’Amministrazione Comunale non  è stata in grado di indire uno straccio di gara per individuare un nuovo soggetto per la gestione?

Viene naturale e lecito sospettare che il tutto sia stato programmato per arrivare alla fine di marzo di quest’anno, alla vigilia delle nuove elezioni amministrative, magari procedendo con un nuovo affidamento di tre anni da parte dell’Amministrazione uscente per condizionare e mettere di fronte al fatto compiuto l’auspicabile nuova Amministrazione Comunale: scelta di una gravità e scorrettezza inauditi.

Un sospetto – prosegue la nota  del Movimento “Alternativa civica Democratica– alimentato ulteriormente dalla lettura del Bando di gara con procedura aperta al massimo ribasso (comunque anomalo a fronte di finanziamenti regionali annuali per la gestione ordinaria a importo fisso da preventivare e rendicontare), ma il cui peso del ribasso è pari a 6 punti sui 100 punti massimi derivanti dalla somma di tutti quelli previsti per gli aspetti curriculari.Tra questi ultimi anche 0,25 punti per ogni anno di gestione riserve naturali, fino ad un massimo di 4 punti: con i soli sei anni di proroga il soggetto “uscente” (sic!!!) porta in dote 1,5 punti.

Se non bastasse, augurandoci che non sia così, sembra che tutti gli altri aspetti curriculari e programmatici, che danno luogo ad un punteggio, siano calati su misura del soggetto gestore uscente.

Al nuovo soggetto affidatario, inoltre, viene anche richiesto di indicare la presenza al proprio interno di un “operatore con la qualifica di Direttore e/o Coordinatore delle Attività con esperienza di gestione di aree protette”. Oltre a nutrire legittimi sospetti sulla reale finalità dell’obbligo, quel che appare grave è il timore che il Comune rinunci ad indicare una propria figura di riferimento, coordinamento e controllo del soggetto terzo che, di fatto, diventa controllore e controllato come avvenuto fino ad oggi a causa della mancata nomina di un Direttore come previsto dalle norme e procedure deliberate dal Consiglio Comunale.

La Riserva, all’origine pensata come occasione di crescita di imprenditorialità e professionalità locali è diventata uno strumento nelle mani di soggetti esterni per ragioni puramente politiche e di parte e gestori in piena autonomia di risorse economiche regionali. A tal proposito- conclude la nota–  rinnoviamo  la seguente richiesta di chiarimento- Dagli atti notiamo che l’Associazione, su una dotazione totale annua di 93.532,00 euro per il 2018, ha rendicontato una spesa di soli 63.200,00 circa, mentre la restante somma di 30.332,00 sarebbe stata “gestita direttamente dall’Amministrazione Comunale di Raiano”.

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