Venerdi, 10 novembre 2017

Radiografia di una regione che stenta a crescere


2017/11/08 17:400 comments

 Sulmona, 8 novembre– In Abruzzo negli ultimi tre anni che vanno dal 2014 al 2016 la popolazione ha subito una flessione di 11.692 abitanti e tale flessione è stata dello 0,88% pari a quasi il triplo della decrescita italiana dello 0,32%,le imprese diminuiscono d 2.425 unità registrando una decrescita dell’1,87% corrispondente a due volte e mezzo quella media nazionale dello 0,77%,l’export (+21,3%) è cresciuto molto più del valore italiano (+6.9%) ma il risultato è quasi esclusivamente da attribuire al settore dell’automotive e alla sola provincia di Chieti,gli occupati (-15.000) e i disoccupati (+10.000) realizzano variazioni percentuali peggiori e in controtendenza rispetto ai valori italiani,il tasso di occupazione e quello di disoccupazione sono entrambi peggiori di quelli nazionali, Lo rivela l’ultimo rapporto dell’economista sulmonese Aldo Ronci.

 Nello stesso periodo  il PIL Abruzzese

  • ha registrato un incremento di appena lo 0,5% pari ad un quarto di quello italiano (+1,8%) e cresce meno anche del mezzogiorno (+0,8%),

  • nel solo 2016, ha subito una flessione dello 0,2% a fronte di una crescita media nazionale dello 0,9%, annotando il terzo peggior risultato tra le regioni italiane e il peggior risultato tra le regioni del Mezzogiorno.

Da aggiungere che nel I semestre 2017 i dati sono ancora negativi per quanto riguarda l’andamento della popolazione [-4.566 (Abr -0,35%; It -0,14%)] e la dinamica delle imprese [-168 (Abr -0,11%; It +0,33%)] e perfino l’export subisce una brusca frenata (Abr +1,9%; It +8%) mentre il mercato del lavoro riesce a tenere [+3.000] ma si attesta su valori ancora bassi rispetto a quelli pre-crisi [-23.000].

Le considerazioni fatte confermano lo stato di grave crisi in cui versa l’economia abruzzese caratterizzata da due dinamiche una abbastanza positiva, quella delle medie e grandi imprese, e l’altra sofferente, quella delle piccole e micro imprese soprattutto artigiane.

Il sistema produttivo abruzzese ha bisogno di cambiare passo e ciò può avvenire soltanto se agli interventi sulle infrastrutture, agli incentivi per la concessione del credito, all’abbassamento delle imposte, alla semplificazione amministrativa, alla realizzazione dei Poli di Innovazione e alla creazione delle Reti d’impresa (azioni queste ultime due che interessano un numero molto limitato di imprese) si aggiunge il miglioramento della competitività delle imprese (in particolare delle micro-imprese che rappresentano il 95% del totale delle imprese e impiegano il 52% degli occupati) e l’intervento della Regione Abruzzo più importante ed efficace in questo senso dovrebbe orientarsi nell’incentivare la creazione di servizi e iniziative capaci di attivare innovazioni. (h. 17,30)

 

Leave a Reply


Trackbacks