Venerdi, 19 aprile 2019

Quota 100: nella scuola abruzzese rischia di essere devastante


2019/02/09 08:230 comments

 

La denuncia arriva da  Davide Desiati Segretario Generale  Cisl scuola Abruzzo e Molise. Nella nostra regione i possibili aventi diritti sfiorano le cinquemila unità (4857) mentre le domande relative al personale Ata è di 433 aventi diritto. In sostanza, spiega il sindacato, si tratta del 25% del personale per ogni singola scuola. Il quadro preciso si potrà conoscere meglio dopo il 28 febbraio

 Sulmona, 9 febbraio- L’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo ha confermato ufficialmente l’enorme rischio per la scuola abruzzese con l’introduzione della   quota 100 per le pensioni.

“Se il numero dei potenziali aventi diritto a livello nazionale è preoccupante, in Abruzzo- spiega Davide Desiati (Cisl scuola)- rischia di essere devastante. E’ da ricordare che sono stati assunti gran parte dei vincitori dei concorsi espletati e la stragrande maggioranza delle graduatorie provinciali dei precari sono esaurite, quindi a settembre i posti liberi per i pensionamenti non avranno aspiranti e dei nuovi concorsi annunciati per il 2019 non si ha ancora traccia. Inoltre, non si tratterebbe di una situazione di un unico anno, perché una volta emanato il bando occorrono quasi 2 anni per ottenere una graduatoria di merito finale”.

A fronte di 433 domande di pensione di docenti ed ATA presentate nei termini previsti (dicembre 2018), l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo ha comunicato alle organizzazioni sindacali che sono ben 4857 i possibili aventi diritto, dopo un monitoraggio svolto tra novembre e dicembre per acquisire dalle scuole gli elenchi del personale nato tra il 1952 ed il 1957.

QUOTA 100 rischia di produrre oltre 10 volte il numero di domande normalmente presentate e rischia di interessare mediamente ben il 25% del personale di ogni singola scuola. E’ facilmente comprensibile che se in una scuola venisse meno il 25% del personale in un unico anno, sarebbe necessaria una profonda riorganizzazione interna ed una revisione del piano dell’offerta formativa, perché in pensione andrebbero ovviamente le risorse umane più esperte. Tutto questo ad iscrizioni già fatte, per cui verrà delusa l’aspettativa di alunni e famiglie per quella particolare offerta formativa e per quel particolare personale nella scuola.

La giusta aspirazione di docenti ed ATA che, con almeno 38 anni di lavoro e 62 anni di età, hanno tutto il diritto di andare in pensione, rischia di produrre un grave danno alla scuola abruzzese semplicemente per la scelta di attuare una riforma senza creare prima le opportune condizioni per salvaguardare il sistema scolastico. E’ iniziato il conto alla rovescia e dopo il 28 febbraio si conoscerà l’entità effettiva del problema. (h.9,00)

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