Domenica, 3 dicembre 2017

Questione migranti: Italica, piccoli comuni non vanno lasciati soli


2017/12/02 20:580 comments
Sulmona,2 dicembre-  Torna sulla questione migranti Alberto Di Giandomenico, il coordinatore di Italica, Identità e Territorio partendo proprio dalla notizia dell’aumento dei fondi per l’accoglienza migranti e del contestuale  dimezzamento del bonus bebè. Ancora più convinto che di immigrazione non si campa, ma si tratta solo di affari per le cooperative coinvolte, Di Giandomenico parla delle vocazioni turistiche dei centri montani che rischiano di essere  sacrificate per soddisfare appetiti superiori. In uno dei trascorsi interventi, Di Giandomenico chiedeva al Comune di Campo di Giove di verificare la voce di una struttura ricettiva del Comune resasi disponibile ad ospitare i futuri profughi. la voce fu confermata e Campo Di Giove,  alle falde della Maiella madre, sacrificava la sua struttura ricettiva per guadagni immediati che però potevano compromettere lo sviluppo economico-turistico della località.
Per evitare il peggio, le amministrazioni di Campo di Giove e di Cansano avrebbero chiesto dei migranti. Così per bloccare un eventuale flusso maggiore degli stessi nei 2 paesi. Un gesto disperato per il coordinatore del movimento Italica: “Può essere anche una mossa, tra virgolette, intelligente, ma ancora una volta è dimostrato come i Comuni siano stati lasciati soli – dichiara il coordinatore  – Se ci fosse un grande afflusso turistico a nessun privato forse verrebbe in mente di fare posto, più di tanto, ai migranti. Propongo ai Comuni di Cansano e Campo di Giove di invitare la Regione Abruzzo a diversi incontro, in queste 2 realtà, per approntare una linea di sviluppo per questo  territorio montano, vista la disponibilità sempre dimostra nei confronti dell’Ente regionale.
La Regione va invitata a Cansano e Campo di Giove affinché dalle vostre mani riceva i progetti e le proposte e si metta con voi a tavolino per programmare interventi e reperire stanziamenti tali da evitare per il futuro costrizioni ingiuste per questa piccola comunità – I Comuni montani devono farsi sentire, i loro problemi vanno conosciuti, studiati e risolti dagli amministratori regionali. La condizione è che quest’ultimi sappiano davvero di cosa si sta tratta, di quali problemi soffrono queste realtà. Va fatta una programmazione di interventi per le piccole realtà, ma sul posto, ascoltando davvero chi combatte nel quotidiano – conclude Di Giandomenico – Programmare dal punto di vista economico e sociale è necessario affinché le piccole amministrazioni dispongano sempre di risorse e misure da attivare per qualsiasi tipo di urgenze a sostegno di commercianti, ristoratori, albergatori che si trovino in un momento particolare di difficoltà, per non dover essere costretti,mai più  a sacrificare un’attività storica per andare avanti”. (h. 20,30)

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