Economia

Presenze turistiche, per Cna un agosto con più ombre che luci

Di Dionisio: «Bilancio negativo rispetto al 2020, occorre cominciare a programmare subito il futuro»

Pescara,12 agosto  – Strutture turistiche piene come nelle previsioni, ma solo nella settimana di Ferragosto; ma se invece il paragone corre con il mese di agosto del 2020 il piatto invece piange decisamente. E’ quanto osserva il presidente regionale di Cna Turismo Abruzzo, Claudio Di Dionisio, secondo cui «se è vero che è ancora presto per tracciare bilanci definitivi sull’andamento delle presenze turistiche nella stagione estiva in corso, è anche vero che per alcuni comparti, come ad esempio quelli della vacanza attiva e del turismo “esperienziale”, il discorso appare diverso. Perché si individuano già alcune linee di tendenza che non sono positive».

Così, prosegue, «stando almeno alla mia esperienza diretta, se ad agosto di un anno fa si stentava a trovare anche un solo posto letto disponibile per i nostri tour in alcune aree dell’Abruzzo, oggi la situazione appare del tutto rovesciata: c’è ampia disponibilità di posti letto last minute, e anche per una sola notte. Equesto non vale solo per le aree montane ma anche lungo la costa e altre aree del territorio: insomma, è la conferma di un andamento delle presenze che tuttoè tranne che travolgente».A detta del presidente di Cna Turismo, insomma, occorre da subito gettare le basi per invertire la tendenza nella prossima stagione, con la Regione nelle vesti di capofila e un’agenda da scrivere, meglio se insieme, con alcuni capitoli irrinunciabili: «Serve un lavoro di concertazione con gli imprenditori del settore, ma su programmi di medio-lungo periodo e non a corto raggio; serve l’individuazione di potenziali nuovi mercati, a partire da quelli esteri su cui siamo deboli; serve programmare la presenza negli appuntamenti fieristici che contano per tempo; serve un’efficace campagna di comunicazione, considerando che altri territori si muovo con testimonial anche di assoluto prestigio e noi in modo non certo paragonabile. Solo così potremo ridare fiato e vitalità a un settore che i due anni di pandemia hanno reso particolarmente vulnerabile e fragile».

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