Venerdi, 10 novembre 2017

Pratola Peligna: una storia sociale fotografica


2017/06/22 11:040 comments

È il progetto di Edoardo Puglielli e Lisa Zavarella, due nomi conosciuti nell’ambito della ricerca storica e della promozione culturale. Una ricostruzione della storia dei ceti popolari e delle classi lavoratrici del Novecento pratolano attraverso fotografie, immagini e rari filmati.

Nella foto: 1919, alunni della scuola elementare di Pratola Peligna

Nel 1911, sotto la spinta di importanti lotte sindacali fu promulgata la legge Daneo-Credaro. La legge avocò finalmente la scuola elementare allo Stato (sollevando così i municipi dalla relativa spesa, spesso insufficiente) e affermò il principio della scuola elementare quale servizio pubblico statale da garantire a tutti. La legge, inoltre, elevò l’obbligo scolastico, migliorò la condizione salariale degli insegnanti, istituì nuove scuole per l’alfabetizzazione degli adulti e il patronato obbligatorio in tutti i comuni con il compito di fornire assistenza agli alunni più bisognosi.

Prima dell’età giolittiana la legislazione prevedeva un obbligo scolastico limitatissimo, affidato alla buona volontà dei comuni, privo di una qualsiasi seria garanzia finanziaria e quindi del tutto inadeguato ad affrontare il grave problema dell’analfabetismo; anche i maestri erano affidati alla discrezionalità dei comuni, che tendevano a pagare stipendi minimi, quasi sempre inferiori ai salari medi operai.

Grazie alla legge Daneo-Credaro il tasso di analfabetismo scese significativamente: dal 51% del 1901 e dal 46,7% del 1911 passò al 35,8% nel 1921. Anche il numero dei maestri in servizio crebbe: da 67.753 (1901-10) a 89.220 unità (1911-20).

Nei primi due decenni del XX secolo, in Abruzzo si registrò la seguente situazione.

Nel 1901 il tasso di analfabetismo regionale era del 69,2% (quello femminile del 78,8%). Nello stesso anno, su una popolazione residente di 1.070.361 unità, le scuole elementari erano 1.584, con 1.608 insegnanti e 69.560 alunni; 89 erano le scuole serali per l’alfabetizzazione degli adulti, con 92 insegnanti e 2.945 iscritti.

Nel 1911, su una popolazione residente di 1.116.497 unità, il tasso di analfabetismo regionale scese al 57% (quello femminile al 66,4%).

Nel 1921, su una popolazione residente di 1.131.087 unità, il tasso di analfabetismo regionale scese al 44,3% (quello femminile al 50,2%). Nello stesso anno, le scuole elementari abruzzesi erano 4.059, con 2.652 insegnanti e 118.314 alunni.

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