Venerdi, 10 novembre 2017

Pratola Peligna: Nerostellati, quando il regime di Mussolini sciolse la squadra


2017/04/30 10:590 comments

Un nuovo articolo tratto dal progetto di Edoardo Puglielli e Lisa Zavarella «PRATOLA PELIGNA: UNA STORIA SOCIALE FOTOGRAFICA». I due ricercatori stanno realizzando una ricostruzione della storia dei ceti popolari e delle classi lavoratrici del Novecento pratolano attraverso fotografie, immagini e rari filmati.

Lidio Di Simone

Fotografo: Oreste De Dominicis – Calciatore: Lidio Di Simone

Nel 1919 nasce a Pratola Peligna il Circolo Sportivo Sagittario. I colori sociali adottati sono: pantaloncini NERI e maglia BIANCA con striscia orizzontale ROSSA. Si tratta degli stessi colori della bandiera della Lega Proletaria, organizzazione terzinternazionalista particolarmente forte a Pratola: il NERO rappresenta il lutto, la sofferenza delle classi lavoratrici e delle masse popolari perennemente sfruttate e oppresse; il ROSSO rappresenta la rivolta e la riscossa contro lo sfruttamento e l’oppressione; il BIANCO rappresenta la pace nella giustizia sociale.

Nel 1925 la squadra viene sciolta perché accusata di essere composta da tutti elementi antifascisti. Uno degli uomini più in vista è l’operaio comunista Francesco (‘Ciccio’) Pizzoferrato, segretario del circolo sportivo e dirigente della locale sezione della Lega Proletaria nel periodo 1919-22. Uomini e dirigenti del C.S. Sagittario non si danno però per vinti e rifondano immediatamente una nuova società: il Gruppo Sportivo Calciatori Pratolani. I colori sociali sono: pantaloncini NERI e maglia VERDE. Durante il Campionato Abruzzese di Seconda Divisione del 1926 (vinto dai Calciatori Pratolani addirittura con una settimana di anticipo) la squadra adotta per la prima volta la casacca nerostellata destinata ad entrare nella storia: maglia NERA con stella BIANCA. Il 30 novembre 1926, però, la società viene sciolta ancora una volta. Per gli apparati di pubblica sicurezza del regime fascista, infatti, «la squadra Calciatori Pratolani non è che la filiazione del disciolto circolo sportivo Sagittario. In massima parte è composta di elementi antinazionali e antifascisti. Tale loro attività potrebbe provocare perturbamenti dell’ordine pubblico». Così si legge nel documento firmato dal prefetto dell’Aquila che, sollecitato dal podestà di Pratola, decreta lo scioglimento definitivo della società.

L’erede del Gruppo Sportivo Calciatori Pratolani è in qualche modo la Società Sportiva Pro-Italia, nata dalla fusione di due squadre minori (C.S. Morrone e U.S. Pro-Pratola) nell’agosto 1925. I colori sociali della Pro-Italia sono: maglia BIANCA con una stella NERA (i bianco-stellati). La Pro-Italia adotta successivamente anche una casacca a strisce verticali BIANCHE e NERE, una casacca GIALLO-ROSSA, per poi tornare alla casacca nero-stellata negli anni 1930-32.

Nel 1932 la Pro-Italia si scioglie. Viene fondata la U.S. Pro-Pratola, che conserva la casacca NERA con stella BIANCA.

Negli anni 1938-40, terminata l’esperienza della Pro-Pratola, si registra la costituzione della GIL Pratola, e poi, subentrando al suo posto, quella della Società Sportiva Pratola (S.S. Pratola). I colori sociali della GIL e della SS restano casacca NERA con stella BIANCA.

Dopo la Liberazione dell’Italia centrale dal nazifascismo viene fondata a Pratola la Società Sportiva Sagittario, che nel nome richiama il leggendario Circolo Sportivo Sagittario nato nel 1919 e sciolto nel 1926 per antifascismo. Nell’autunno 1944 la squadra riprende le attività sportive adottando la casacca NERA con stella BIANCA.

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