Venerdi, 10 novembre 2017

Perché è stata declassata Sulmona?


2016/09/09 16:582 comments

Dopo  qualche tempo in silenzio il prof. Aldo Ronci, il sulmonese che ha scoperto nell’estate 2014 la vicenda dell’esclusione della città dai poli di attrazione, dopo aver sollecitato, sensibilizzato e richiamato l’attenzione degli amministratori locali (di ieri e di oggi) e dopo aver sollecitato la Giunta regionale a rivedere la decisione, o comunque a restituire giustizia a questo territorio, torna a parlare del problema. Lo studioso ricostruisce i diversi passaggi storici e delinea scenari preoccupanti per la città a cominciare dalla perdita di servizi sanitari importanti presso l’Ospedale. Lancia però l’appello a combattere insieme per reinserire la città nel DEA di 1 livello. Resta l’interrogativo di fondo: chi doveva tutelare gli interessi della città e del territorio, oltre alle finzioni, perché ha taciuto?

 

Ospedale Sulmona 3Sulmona, 9 settembre.- Nel DCA n.11 del 20.02.13 il Commissario ad acta pro-tempore Giovanni Chiodi ha definito quale doveva essere l’organizzazione ed il funzionamento della rete dell’emergenza – urgenza della Regione Abruzzo nel nuovo sistema regionale di assistenza sanitaria. La rete ospedaliera dell’emergenza – urgenza prevedeva i presidi ospedalieri sedi di DEA di I livello nei soli quattro capoluoghi di provincia per cui erano stati esclusi i presidi di Avezzano, Lanciano, Vasto e Sulmona. La decisione è stata confermata nel DCA n. 84 del 9.10.13.

“Tre anni dopo tale scelta- spiega Ronci- è stata modificata dal Piano di riqualificazione del Sistema Sanitario Abruzzese approvato con DCA n.55 del 10 Giugno 2016 dell’attuale Commissario ad acta Luciano D’Alfonso che ha invece aggiunto ai presidi ospedalieri sedi di DEA di I livello dei quattro capoluoghi di provincia, per la Provincia dell’Aquila  anche quell0 di  Avezzano e per la Provicia di Chieti, Lanciano e Vasto derogando dal disposto del Decreto Lorenzin che prevede, per i presidi ospedalieri sede di Dea di I livello un bacino di utenza di almeno 150.000 abitanti ed escludendo Sulmona. La deroga è avvenuta per la Provincia di Chieti in quanto essa ha una popolazione di 390.000 abitanti mentre per poter istituire 3 ospedali DEA di I livello (Chieti, Lanciano e Vasto), la provincia avrebbe dovuto avere 450.000 abitanti e non si è voluto invece derogare per l’ospedale di Sulmona che offre servizi ospedalieri ad un territorio che, come a tutti noto, sulla base dei dati demografici, morfologici ed ambientali è la più svantaggiata della Regione. Il mantenimento dell’Ospedale Dea di I livello serve per evitare il peggioramento della qualità della vita ed il progressivo ulteriore spopolamento condannando questo territorio a diventare sempre più marginale ed isolato dal contesto regionale.

 

Aldo RonciIl declassamento e il depotenziamento dell’Ospedale di Sulmona comporterà:

6 Unità Operative Complesse in meno (Neurologia, Ostetricia e Ginecologia, Anestesia e Rianimazione, Urologia, Radiologia e Direzione Sanitaria) con la conseguenza che non saranno più dirette da personale altamente qualificato;

7 Servizi in meno (Ematologia, Malattie endocrine, Nefrologia, Allergologia, Diagnostica vascolare e Angiologia, Laparoscopia chirurgica e Terapia fisica);

6 posti letto in meno da 166 della dotazione attuale a 160 della riorganizzazione.

 

 “Di fronte a tale gravissima spoliazione -aggiunge Ronci- tutte le forze che sostengono che il Centro Abruzzo ha diritto ad un futuro migliore devono far fronte comune per sostenere con forza che l’Ospedale di Sulmona deve rimanere sede di DEA di I livello derogando dal Decreto Lorenzin come è stato fatto per la Provincia di Chieti, tralasciando ipotesi di ampliamento del Bacino di utenza che prevedono l’inclusione dei comuni del versante nord della Maiella che si trovano nel Chietino e nel Pescarese, in quanto da un lato è poco ragionevole pensare che i residenti in tali comuni, che per arrivare a Sulmona devono passare per Scafa, non preferiscano andare a Chieti o a Pescara e dall’altro lato l’inclusione dei residenti in tali comuni non farebbe comunque arrivare il bacino di utenza a 150.000 abitanti.

 

LA STORIA DEL DECLASSAMENTO DI SULMONA DA POLO DI ATTRAZIONE AD AREA INTERMEDIA

Incomprensibile, per non dire altro, il comportamento del DPS (Dipartimento per lo Sviluppo Economico) che nella classificazione delle Aree Interne effettuata nel 2014, diversamente da quanto aveva fatto nella classificazione effettuata nel 2012, ha  individuato come Poli di Attrazione (centri di offerta dei servizi sanitari, scolastici e dei trasporti) i quattro capoluoghi, Avezzano, Giulianova e il Polo Intercomunale Atri, Roseto, Pineto e Silvi.

Incomprensibile perché per essere definiti tali le Città dovevano possedere tra gli altri il requisito della presenza di un Ospedale DEA di I livello e allora:

  • se teneva conto dello stato dell’arte del tempo (Servizi Sanitari funzionanti nella Regione Abruzzo) doveva considerare come Poli anche Sulmona, Lanciano e Vasto
  • se invece teneva conto del DCA n.11 del 20.02.13 doveva escludere anche Giulianova e il Polo Intercomunale Atri – Roseto – Pineto. Sic  !!     (h. 17,00)

 

 

2 Comments

  • Massimiliano Ventresca

    Caro direttore,scusami se approfitto ancora della Tua disponibilità’ ma la documentazione, ancora una volta chiara ed esauriente, prodotta dal prof.Ronci merita attenzione e riflessione.Il nostro Movimento ,come ben sai, e ‘ lontano da tentazioni e strumentalizzazioni politiche.Oggi non c’è’ spazio,la città’ ha bisogno di altro. Sul problema del declassamento la città’ ed il territorio si giocano molto perché’ non è solo la riduzione di servizi ospedalieri importanti ma c’è’ secondo noi ben altro. In questo modo la città’ esce dal gruppo delle sette città’ più’ importanti d’Abruzzo e viene inserita fra quelle più’ piccole Anch’io ritengo che la partita può’ essere ancora recuperata Ci vuole molta volontà’ e determinazione elementi che ora non mi pare di cogliere a cominciare dagli amministratori di Palazzo San Francesco e se non c”e’ volontà’ come si fa a convincere la Regione e i suoi rappresentanti che Sulmona ha subito un torto ? Grazie dell”ospitalita’.
    Massimiliano Ventresca Coordinatore Movimento ” Patto per Sulmona”

  • Caro Prof. Ronci a quanto pare la soluzione di certi problemi vitali per Sulmona è solo politica.
    Se è vero, come di fatto è, che la legge Lorenzin ammette delle deroghe suffragate da validi motivi, e Sulmona di buone ragioni ne ha da vendere, la domanda che sorge spontanea è: ma i nostri politici le sanno queste cose o, per non disturbare il manovratore(Governatore), per fini reconditi che noi non possiamo
    conoscere e sapere si dimostrano sempre acquiescenti senza mai mostrare un minimo di risentimento per le continue “offese” che vengono perpetrate sempre ai danni di Sulmona!
    Da quanto Lei ha giustamente rappresentato la legge dei numeri ( 150000 abitanti) pare che si applica solo e sempre per Sulmona (vedi anche situazione punto nascite) e questo e la riprova che politicamente la Città, sebbene abbia anche un assessore ai posti di comando, è proprio scarsa!

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