Politica

Pd: Casciani “ Sulmona non ne puo’ piu’ ”

 

 Il neo segretario del Circolo  Dem di Sulmona in una nota  analizza il significato del  raduno dei “combattenti e reduci dimasciani”  poi critica, e ironizza, sulla storia( vecchia) della “ giunta di salute pubblica” che portò i tre consiglieri del gruppo Pd a saltare dall’opposzione alla maggioranza a sostegno dell’Amministrazione Casini.Una scelta sbagliata,secondo Casciani, perché la città poteva tornare al voto già nella primavera scorsa. Perché si è preferito allungare l’agonia e oggi s’invoca il ritorno al voto anticipato proprio nel momento sbagliato per la città?  Chi aveva interesse a mettere Sulmona in ginocchio?  Infine la nota affronta la strana storia di un alleanza tra Di Masci e Gerosolimo    definiti “ affossatori seriali di Amministrazioni comunali”

 

 

 

Sulmona, 21 gennaio- All’indomani del raduno dei “combattenti e reduci dimasciani”, il sintomo più evidente della difficoltà a far quadrare le cose a palazzo San Francesco e in Città, sta tutta in una parola: bugie! Se finora, Bruno Di Masci ha concesso al sindaco Annamaria Casini, una grande rendita di posizione, la mossa dell’ex professore di far dimettere i suoi assessori, tradisce una difficoltà che rasenta la disperazione. Lo scrive oggi il neo segretario del Circolo Pd di Sulmona,Franco Casciani

“Naufragata sugli scogli del voto anticipato la minaccia pretestuosa di qualche mese fa del “commissariamento lungo”, la instabile e friabile maggioranza ha il fiato corto dilaniata, com’è, e non certo da ieri, da interessati distinguo. Di Masci- rileva Casciani- mentiva, sapendo di mentire, quando sosteneva che la nascita di una giunta di salute pubblica avrebbe evitato un lungo commissariamento. L’amministrazione Casini poteva essere licenziata un anno fa, di questi tempi, e si sarebbe andati a votare a Primavera dell’anno scorso.

Era chiaro un anno fa, e lo è ancor di più oggi, in cosa consistesse l’evocata “giunta di salute pubblica”: non certo a risollevare una Città inchiodata e impantanata, ma più banalmente a esaudire il mai sopito desiderio di potere di Di Masci che, avvalendosi di professionisti dal “curriculum di alto profilo” (curricula in realtà mai esibiti)  ha nominato, con l’assenso della prima cittadina, suoi fidatissimi rappresentanti, utili solo a procrastinare non solo la sua esistenza istituzionale ma anche quella del sindaco. La maggioranza, in attesa di una finale resa dei conti, fa da sponda ad un ceto politico disinvolto attento soprattutto ai piccoli e  grandi interessi che si aggirano dalle parti di palazzo San Francesco. Cosa dire, poi, dell’asse che si è creata tra due soggetti politici, Bruno di Masci e Andrea Gerosolimo? I due pur avendo elettorati diversi e impostazioni ideologiche diversificate (forse), quando si tratta di far cadere anticipatamente un’amministrazione, girano a braccetto in modo organizzato.

D’altra parte è cosa nota che Di Masci e Gerosolimo abbiano un minimo comune denominatore: quello di essere affossatori seriali di amministrazioni comunali. Azioni, queste, che nulla hanno a che vedere con il bene comune e con l’esigenza da noi fortemente sentita di risollevare le sorti della Città ma che certo contribuisco ad allontanare le persone dalla politica e ad anestetizzare una città che vede sempre più il consolidamento del potere dei soliti noti che spesso, sedicente classe dirigente, lucra sui problemi che essa stessa crea. Inconcludenza e autoreferenzialità: Sulmona non ne può più. Per questo, consigliere Di Masci, vogliamo rammentare al vecchio socialista cosa diceva Nenni: “nella vita di ciascuno di noi c’è un periodo in cui si dà il meglio di sé. Il resto è soltanto un lento declino”. (h. 10,00)

 

 

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