Politica

Parco Majella: Iezzi raccoglie la sfida ma le Associazioni non si presentano

Il presidente Franco Iezzi, insieme al direttore del Parco della Majella, Oremo Di Nino, ha risposto alla lettera aperta sottoscritta da alcune associazioni del territorio al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Le associazioni non hanno preso parte.

Sulmona, 1 Ottobre– Il presidente del Parco nazionale della Majella Franco Iezzi aveva indetto, per venerdì sera “in un luogo neutro”, un incontro pubblico per confrontarsi sui temi contenuti nella nota sottoscritta da alcune associazioni ambientaliste al ministro Galletti e al presidente D’Alfonso. Le associazioni non si sono presentate ma l’occasione è stata utile per fare chiarezza su alcuni aspetti.

All’incontro, coordinato dalla giornalista Maria Trozzi, il Presidente ha risposto ai firmatari esponendo alcune argomentazioni circa il suo mandato. Nell’occasione è stata ricordata prima di tutto la procedura con cui gli è stato conferito l’incarico nel 2012 e all’accusa di inesperienza avanzata nella lettera “…l’attuale presidente Dott. Franco Iezzi, classe 1941, laureato in economia e commercio che per oltre 42 anni ha diretto il Consorzio industriale di Sulmona, dalla semplice e veloce lettura del cui curriculum si evince la totale estraneità del medesimo da ogni tematica che riguardi la missione di  un parco” Iezzi risponde ammettendo di avere scarse competenze in materia di ambiente ma di essere in possesso delle capacità manageriali e relazionali necessarie per eseguire l’incarico conferitogli.

Circa l’incendio sul Morrone, il Presidente ritiene di non avere responsabilità di spegnimento incendi e concorda con il direttore Di Nino, a cui poco dopo ha passato la parola, sull’avere sempre agito per agevolare le operazioni del Direttore nelle operazioni spegnimento.

Anche Di Nino si è difeso dall’accusa di essere rimasto in vacanza durante l’emergenza, spiegando di essere rientrato non appena ricevuto l’allarme. Dal 27 agosto ricominciava a partecipare agli incontridel Centro operativo comunale, nonostante non fosse tenuto ad essere presente a tutte le riunioni.Dichiara il Direttore: “Per coadiuvare l’azione del DOS e con lo scopo di evitare che le fiamme si
propagassero nel versante pescarese siamo stati anche noi con rastrelli e flabelli a Valle Dentro(Pacentro), Campo Tosto (Sant’Eufemia), Valle dei Monaci e Monte Cimerone (Sulmona), AiaccioGrande (Salle), Aiaccio Grande della Madonna (Caramanico Terme), Eremo di San Pietro(Sulmona) e Colle delle Vacche (Pratola).”

Riguardo le piste tagliafuoco che richiederebbero una soluzione correttiva per evitare il rischio idrogeologico ha dichiarato: “Noi del Parco abbiamo dato la nostra disponibilità solo per individuare i percorsi che avrebbero agevolato lo spegnimento da terra, il resto dell’organizzazione era deputata ai Vigili del Fuoco.”

 Altro punto affrontato questa volta dal Presidente, è quello secondo cui il Parco della Majella non sia stato convocato, insieme agli altri rappresentanti delle amministrazioni coinvolte nel disastro, all’incontro del 13 settembre indetto da D’Alfonso per parlare di un eventuale “rimboschimento”. Iezzi, che comunque si trova alla fine del suo mandato, ha terminato la conferenza elencando alcuni dei successi ottenuti durante il suo lavoro: la realizzazione della storica Transiberiana d’Abruzzo che ha attirato 32mila visitatori, la mostra su Celestino V ospitata dai Musei Vaticani, l’accordo con Google per realizzare la street view del monte Amaro, il piano di marketing territoriale da 600mila euro seguito dal direttore dell’ufficio del Turismo del Trentino e i vari finanziamenti ricevuti per i
progetti Life Coornata e Life Wolfnet. Poi la promessa di un rapporto dettagliato, al momento opportuno, di questa esperienza che comunque va raccontata. (h.8,00)

Manuela Susi

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