Mercoledi, 15 agosto 2018

Ottaviano Giannangeli, un protagonista del nostro tempo


2018/06/03 20:042 comments

  Sulmona, 3 giugno-   La memoria nel nostro presente per non disperdere i fiori culturali nati in terra d’Abruzzo. Così, parafrasando il titolo della mostra Ottaviano Giannangeli – Poeta del tempo imperfetto aperta il 1° giugno a Raiano che ripercorre la vita e l’opera di Ottaviano Giannangeli, scomparso nella notte tra il 16 e il 17 dicembre dell’anno scorso nella cittadina peligna.

   Quel tempo imperfetto, ripreso da una tra le migliori opere del poeta e illustrato da dodici pannelli curati magistralmente da Andrea Giampietro come autore dei testi e ricercatore dei documenti fotografici, in cui Giannangeli ha percorso il suo vissuto alla ricerca del suo essere poeta senza limiti di spazio e di tempo, dalla terra d’Abruzzo alle realtà culturali fuori d’Italia, dalla sua condizione di poeta fino al confine della vita con l’opera omnia Quando vivevo sulla terra (Verdone editore, Castelli – Teramo, 2017).

   Letterato, poeta, pittore, studioso di cultura musicale, autore di testi di canto popolare, docente universitario ed altro ancora che il critico d’arte Cosimo Savastano ha ricordato nel Convegno d’apertura alla mostra insieme allo stesso curatore e a Damiano Venanzio Fucinese studioso dell’architettura e del folklore abruzzese. Inoltre la scoperta di una stele, alla presenza della signora Elisabetta, moglie amatissima del poeta, ha coronato magnificamente la serata.

   Giannangeli è stato una delle menti più prestigiose del ‘900 abruzzese che ha onorato con studi, opere letterarie e iniziative conosciute ed apprezzate da innumerevoli testimonianze della cultura italiana e Le care lettere (Edizioni Amaltea, Raiano – Aq, 2002004), a dimostrazione, spaziano tra nomi come Calvino, Ginzburg, Montale, Quasimodo, Debenedetti, Silone, Flora, Bonanni fino a Carlo Azeglio Ciampi per citarne solo alcuni.

   Poi come non menzionare Dimensioni, a cui sono particolarmente legato, la rivista da lui fondata nel 1957, punto d’incontro della cultura abruzzese e non, che raccoglieva racconti, liriche, dibattiti, testi d’opinione, indagini con l’apertura del primo numero a firma di Laudomia Bonanni, Fausto Brindesi, lo stesso Giannangeli, Giovanni Titta Rosa, Pasquale Scarpitti, Giuseppe Bolino, Giammario Sgattoni, Giuseppe Rosato e gli auguri per la nascita da parte di Ettore Paratore, Gioacchino Volpe, Mario Pomilio, ecc.

   E Raiano, secondo le intenzioni del Sindaco, dell’Amministrazione cittadina e di tutte le realtà culturali e sociali del territorio, vuole continuare con la strada intrapresa per il suo figlio più illustre, per non dimenticare, per fare in modo che il passato costituisca sempre il presente di una memoria collettiva.

 

        Gianfranco Giustizieri

 

2 Comments

  • Ezio Pelino

    Su Ottaviano Giannangeli è stato scritto giustamente molto.
    Ma forse nessuno ha colto in pieno la sua natura di poeta che viveva in mezzo al popolo.
    Mi chiese una volta di parlare con gli studenti del liceo scientifico. Fu un dialogo vivo e coinvolgente. Domandava agli studenti di che paese fossero, in che via abitassero e lui, che sembrava avesse in mente la mappa minuta del territorio dei vari paesi della valle Peligna, ricordava i nomi e i nomignoli degli abitanti di vie, vicoli e piazze.
    Conosceva tutti e per tutti aveva da raccontare simpaticamente storie e aneddoti.

  • Francesco

    A proposito di quanto rappresentato da Ezio Pelino, tengo a precisare che io lo ho avuto negli anni ‘50 Come docente all’ITC De Nino e dal cognome di noi studenti lui riusciva ad indovinare il paese di provenienza.

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