Sabato, 19 gennaio 2019

Orgogliosa di poter portare a Roma i bisogni della mia città


2019/01/05 08:461 comment

 

 

 

Sulmona, 5 gennaio- Il nostro incontro con la senatrice sulmonese Gabriella Di Girolamo, attivista nel Movimento 5 Stelle, perseverante nelle battaglie intraprese fin dagli esordi del suo impegno politico, iniziato nel 2013, quando si è iscritta al portale della forza politica.  Gabriella è nata sotto il segno del toro: determinata, concreta e pratica, con i piedi ben saldati a terra, anche dopo la nomina da senatrice a marzo 2018. Questa esperienza elettorale seguiva ad un’altra, quella del 2014, anno in cui si candidò alle regionali ottenendo 1135 voti dagli altri attivisti, ma non fu eletta nel consiglio regionale. Da marzo 2018 è impegnata nell’attività legislativa a Palazzo Madama, riuscendo ad ottenere la presentazione di un apposito emendamento da parte del Governo per la proroga della chiusura del tribunale di Sulmona e del finanziamento del bimillenario ovidiano.

Che sensazione ha avuto quando ha varcato, per la prima volta, da senatrice la soglia di Palazzo Madama?

Con estrema lucidità, posso dire adesso, che per me era tutto cosi nuovo, anche se un po’ l’avevo conosciuta l’attività parlamentare essendo stata un’attivista. Soprattutto nei primi giorni, mi sentivo come Alice nel paese delle meraviglie, poi gradualmente mi sono inserita nel contesto perché ero spinta dall’interessante novità che mi si stava aprendo davanti.

 Si è battuta per difendere i diritti del territorio e per salvaguardare alcuni suoi servizi utili, come quello del punto nascite e dei tribunali minori, ma anche per tutelare il territorio dal punto di vista ambientale. Mi riferisco alla battaglia contro la realizzazione del metanodotto e della centrale di compressione a Casa Pente. Ritiene che la battaglia contro la Snam sia persa?

Assolutamente no, a metà dello scorso dicembre è stata depositata alla camera una proposta di risoluzione da parte della deputata dei Cinque Stelle, Patrizia Terzoni, vice presidente della Commissione Ambiente, per una revisione del progetto. Sono impegnata anche io nello stesso tipo di iniziativa da presentare al senato. Quindi farò risaltare come le autorizzazioni per il tracciato del gasdotto e per la realizzazione della centrale di compressione sono state rilasciate prima di alcuni avvenimenti rilevanti che hanno cambiato le conformazioni territoriali, ossia il sisma del 2009 e l’incendio boschivo del 2017.  L’obiettivo è quello di fermare la realizzazione di queste opere anche se alcune autorizzazioni ci sono.

Ha iniziato la sua carriera politica come attivista nel gruppo Meet Up Amici di Beppe Grillo di Sulmona. Come si sono evoluti i suoi obiettivi politici?

Da quando sono in Parlamento, ho il privilegio di potermi documentare di più, perché ho la possibilità di accedere agli atti. Le tematiche per cui battersi sono rimaste le medesime, ad esempio per quanto riguarda il punto nascite di Sulmona l’impegno è lo stesso ma non riguarda più solo la Valle Peligna ma tutto il territorio abruzzese. La sanità è un problema che andrà affrontato in maniera più dettagliata con i candidati alla regione perché è la regione che la gestisce operativamente. Sul tribunale abbiamo festeggiato questo nuovo anno di proroga che prescinde dai provvedimenti legati al sisma e ci da la possibilità di rivedere la geografia giudiziaria. Il mio ruolo nella commissione che si occupa di infrastrutture e opere pubbliche, prevede una particolare attenzione su tematiche come l’edilizia residenziale pubblica e la revisione delle infrastrutture esistenti già avviata dal Ministro Danilo Toninelli.

Cosa consiglia a chi vorrebbe tentare di candidarsi con il Movimento per non essere escluso alle prossime elezioni, visto che molti sono rimasti esclusi senza conoscerne la ragione?

La mia esperienza politica nei Cinque Stelle è cominciata prima di tutto con un impegno civico che è rimasto costante nel tempo, nonostante le vicissitudini personali che possono essersi presentate nel corso degli anni con gli altri componenti del gruppo. Ho partecipato sempre alle riunioni regionali e avevo già preso parte ad altre competizioni elettorali, e soprattutto ho sempre mantenuto uno spirito di collaborazione anche con chi ha avuto maggiori preferenze delle mie. Consiglio di rimanere puri e di perseverare nell’impegno civico e politico. Credo che sia questo il motivo principale per cui per nelle Parlamentarie ho ricevuto i voti degli attivisti su base regionale. Credo di essere stata premiata per la mia costanza. So che le spiegazioni, ad alcune persone che hanno cercato di candidarsi, non sono state date ma è pur vero che si notano spesso delle rivalse personali all’interno del Movimento e credo che questo accada, quando si perde di vista il proprio obiettivo. Io mi sento utile e mi faceva piacere quando mi definivano la senatrice tra la gente perché continuavo a fare gli incontri nelle piazze del territorio. Non è da me chiudermi nel Palazzo.

Ci racconta la sua giornata lavorativa tipo in Parlamento?

In genere, si inizia con i lavori d’aula o quelli di commissione alle 9:30, nelle quali si inseriscono gli incontri del gruppo congiunto: commissione dei trasporti del senato e della camera. Poi le riunioni tra il Movimento 5 Stelle e la Lega con cui ho un bel rapporto. Capita anche di andare a fare delle cene insieme. Il problema nasce quando non siamo d’accordo su alcuni temi, ma personalmente non è mai capitato di trovarmi in scontri diretti, infatti nei tavoli che mi competono affrontiamo tematiche che non ci portano ad avere idee contrastanti. Sono particolarmente in sintonia con il collega della Lega, Maurizio Campari, vicepresidente della commissione in cui lavoro.

Emma Bonino ha fortemente criticato la mozione di fiducia che ha impedito il dibattito in aula. Alcune modifiche alla legge di bilancio infatti sono avvenute senza nemmeno passare per le commissioni parlamentari. Qual è la sua idea riguardo il fatto che non è stata consentito un vero dibattito ?

Io rispetto estremamente il pensiero della senatrice Emma Bonino anche se non lo condivido. Tra l’altro non è la prima volta che si verifica una mancata discussione parlamentare, infatti il nostro capogruppo al Senato, Stefano Patuanelli ha riferito che è successo anche nel 2014 quando non c’era il problema del contingentamento dei tempi. Noi siamo stati costretti ad affrettare i tempi per votare la manovra senza dibattito in aula perché l’interlocuzione con la Commissione europea ha richiesto più tempo di quello previsto, a rischio dell’avvio dell’esercizio provvisorio. Voglio dire, la legge di bilancio si inizia a predisporre nei periodi di maggio e giugno, da quando a giugno ci siamo insediati è stata una corsa contro il tempo. Oggi la senatrice Bonino ci bacchetta per quella che lei ritiene sia stata una mancanza di democrazia, di dialogo all’interno delle commissioni e dell’aula parlamentare, mi domando perché questa critica non l’abbia espressa precedentemente quando c’erano le condizioni per poter avere davvero un dibattito ampiamente esteso.

La stampa ha riferito diffusamente sul pacchetto post-sisma, cosa può dirci sulla sicurezza delle scuole?

Ci sarebbe piaciuto affrontare in maniera radicale il discorso della sicurezza nelle scuole perché non viviamo in un paese sicuro, sia per peculiarità sismiche a cui è soggetto il paese, sia per le dotazioni di cui siamo forniti per poter affrontare i movimenti tellurici. Attualmente, gran parte delle scuole nella Valle Peligna sono dislocate in altre strutture, piuttosto che in quelle originarie.  I comuni hanno a disposizione i fondi per la messa in sicurezza e a volte il problema non è il reperimento delle risorse finanziarie o l’eccessiva burocratizzazione ma le difficoltà delle amministrazioni ad utilizzare dei fondi di cui già dispongono. Mi sembra che qui a Sulmona è stato detto che partiranno a breve i lavori del polo unico. Anche a me non piace l’idea che la scuola venga accentrata in un unico quartiere, ma se l’alternativa è non essere certi della sicurezza all’interno degli edifici scolastici dislocati, ritengo sia prioritario costruire un nuovo istituto per tamponare l’esigenza dell’edilizia scolastica.

Com’è il suo rapporto oggi con la città, con gli amici di ieri, con le istituzioni del territorio?

L’unica cosa che è cambiata è la mia disponibilità di tempo, però gli amici sono rimasti gli stessi. Con questa amministrazione comunale, prima della mia elezione non ho avuto modo di confrontarmi, cosa che invece avveniva durante l’amministrazione di Giuseppe Ranalli con cui avevo un rapporto estremamente corretto, sia perché ci si conosceva da diversi anni e sia per il fatto che quando ne facevamo richiesta come Meet Up, ci riceveva sempre. Con l’attuale sindaco è stato un po’ più difficile essere ascoltati. Cioè, se vado oggi mi riceve, ma quando sono andata in altri tempi non mi apriva assolutamente la porta. Mi dispiace che non corre questo ottimo sistema di dialogo con la sua amministrazione e mi dispiace perché io provo a pormi nella maniera più trasparente possibile.

Come fa ad organizzarsi tra vita familiare e vita politica?

Con l’aiuto della famiglia e dei bambini che a volte devono essere un po’ più maturi della loro età. La mia assenza c’è però, c’è il supporto del resto della famiglia che mi ha permesso di contemperare le due esigenze.

Magari in centro a Roma viene l’ispirazione di investire un po’ sul look. Lei nello stile di vestirsi ha cambiato qualcosa da quando vive questa esperienza a Palazzo Madama?

No, porto lo stesso giubbino dell’anno scorso, la camicia è nuova e le scarpe sono quelle vecchie. Ho tolto i tacchi, prima li portavo più spesso. E poi al Palazzo siamo obbligate a mettere sempre il tailleur.

 Buon lavoro Senatrice

 

Manuela Susi

 

1 Comment

  • Antonio Rosmini

    Porterà i bisogni di Sulmona e della Valle Peligna a Roma?
    E finora cosa ha fatto?
    Promette che darà battaglia contro il metanodotto e la centrale di compressione e scarico.
    Ma lo sa che è un progetto enorme, intercontinentale, che in Puglia hanno già provveduto a delocalizzare gli olivi secolari?
    Ignoranza o presa per i fondelli degli elettori. Ce le ricorderemo queste promesse impossibili della senatrice.

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