Martedi, 26 settembre 2017

Ora spostare la questione Centro Abruzzo in Consiglio regionale


2017/09/03 09:200 comments

 

  •  Gli incendi e non solo. La richiesta di un incontro con la Conferenza dei Capigruppo del Consiglio regionale è stata già avanzata prima dell’estate. Ora è urgente arrivare ad una seduta straordinaria dell’Assemblea per individuare un pacchetto di iniziative a sostegno dell’economia di questo territorio così come si cercò di fare prima del sisma del 2009 quando era stato firmato al Ministero dello Sviluppo Economico un accordo di programma per combattere “ la grave crisi- diceva il Ministero- che attanaglia il comprensorio peligno e quello sangrino”. E poi è urgente rilanciare la politica di programmazione per abbattere ritardi e squilibri e porre fine alla fiera delle chiacchiere

Sulmona, 3 settembre- Il rischio grosso  ora  una volta spenti i diversi incendi, è che inizi una corsa ad annunciare iniziative per il dopo e su come ricostruire un equilibrio armonico del territorio a cominciare dalla bonifica, rimboschimenti, prevenzione, conservazione. Tante ipotesi, giustissime, che richiedono massicci investimenti, idee chiare e soprattutto un coordinamento istituzionale forte e preciso. A nessuno piacciono le polemiche stonate e fuori luogo, spesso strumentali e quindi inutili, ma non  piace nemmeno la politica dell’indifferenza e dell’incapacità caratterizzata da quelle esposizioni mediatiche senza senso.

Mercoledì mattina  arriverà in Abruzzo il Premier Paolo Gentiloni che fra le tante iniziative in agenda ha anche una tappa, nell’Alta Valle dell’Aterno, e  avvicinarsi nelle aree flagellate dal fuoco  dove potrà  non solo   avere contezza dal Presidente D’Alfonso delle nuove ferite procurate al territorio della Provincia dell’Aquila e ricevere un robusto dossier sugli incendi che sicuramente accompagneranno il provvedimento di richiesta dello stato di emergenza avanzato al Governo  nei giorni scorsi dalla Regione. Questo è forse il primo e più significativo appuntamento dei prossimi giorni.

E mentre da Palazzo Chigi si attendono decisioni importanti e anche abbastanza rapide è inevitabile che la città ed il territorio debbono pensare ad altro. Gli incendi di questi giorni hanno messo a nudo  la fragilità del Centro Abruzzo esposto sempre più ai rischi della natura, ma anche degli uomini e della politica. Ci vuole qualcosa di forte, un segnale che rimetta in moto le speranze ed il coraggio della nostra gente, della nostra economia.

Le misure straordinarie e occasionali, quando arriveranno, non basteranno di certo. Ci vuole altro. Occorre costruire, ad esempio, da parte della Regione qualcosa che un tempo si chiamava “progetto speciale Centro Abruzzo” tra l’altro indispensabile anche alla luce delle nuove strategie della programmazione dell’Ue. E poi sia detto con molta franchezza non basta la buona volontà di qualche amministratore o sindaco affrontare  la dimensione di taluni problemi sono sproporzionate per le capacità dei Comuni piccoli e grandi

Ecco perché è necessario spostare la questione in Consiglio regionale perché si discuta attentamente del problema e si definiscano una serie di misure straordinarie per il Centro Abruzzo. Per la verità la richiesta di incontro con la Conferenza dei Capigruppo al Presidente del Consiglio regionale è già stata avanzata dai primi del mese di Giugno dal Movimento per la Difesa del Centro Abruzzo. C’era anche l’impegno del Presidente Di Pangrazio a fare presto. Ora in questa occasione  sarebbe stato compito del Consiglio comunale di Sulmona, magari, sostenere la richiesta perché questo è uno dei casi in cui  l’Assemblea regionale ha tutte gli elementi per arrivare  ad una seduta urgente interrompendo magari le vacanze e richiamando  tutti all’Emiciclo.

 Il Consiglio regionale del Veneto ha tenuto una seduta il 29 agosto alla faccia della chiusura feriale. Quando bisognava affrontare, nel 2009, le emergenze del terremoto dell’Aquila e le strutture non erano a prova di sicurezza  allora le riunioni della conferenza dei Capigruppo (e non solo) si facevano all’aperto nei giardini  di Palazzo dell’Emiciclo e si decidevano le misure  importanti per l’emergenza.

Intanto in questi giorni da più parti è stata rilanciata l’idea di richiedere alla Regione l’istituzione a Sulmona di una sezione  decentrata, con uomini e mezzi, del servizio di protezione civile regionale. Un progetto di legge a firma di diversi consiglieri di più gruppi politici era stato presentato allo scadere della passata legislatura. Bisognerebbe rispolverarlo e rilanciarlo tra l’altro la città oggi  ha spazi e strutture adeguate per venire incontro alle decisioni della Regione.

C’è poi un problema di programmazione territoriale che non esiste ma che è urgente  rilanciare con forza. La città ed il Centro Abruzzo oggi non possono essere più emarginate da decisioni che spesso sono costrette a subire  senza condividerle e che non garantiscono un riequilibrio territoriale. La vicenda del Masterplan  per realizzare  all’Abbazia Celestiniana “una terrazza sull’Abruzzo” è eloquente ma nessuno finora ha  detto ai sulmonesi  quanta occupazione è capace di produrre questo investimento.

 In Consiglio regionale ci sarà qualcuno disposto a porre questo interrogativo e rappresentare le esigenze di una comunità intera?. Nel 2008  Regione e Governo assunsero  decisioni straordinarie per il Centro Abruzzo a cominciare dalla seduta straordinaria dedicata alla crisi  di questo territorio e l’accordo di programma  firmato al Ministero dello Sviluppo Economico  Una fotografia della Sulmona di ieri  che era ed è la stessa di oggi. Basta rileggere le carte.

Poi arrivò il terremoto del 2009 e anche quegli impegni finirono sotto le macerie. Forse ripartire da quelle decisioni non sarebbe sbagliato soprattutto ora. Ma occorre farlo presto con convinzione e determinazione  perché nonostante i diversi anni trascorsi le cose non sono affatto migliorate negli ultimi tre-quattro anni dalle nostre parti. Anzi. (h.9,00)

L.D.B.

 

 

 

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