Mercoledi, 29 novembre 2017

Ora il Pd  a Sulmona piace e fa.. paura.


2017/11/28 16:101 comment

 

 

Dopo alcuni mesi di gestazione il progetto sta decollando con un gruppo dirigente rinnovato, fortemente motivato e con alcune idee chiare. Nel mirino il recupero di una credibilità della città di Sulmona nell’ambito della politica regionale, la difesa orgogliosa dei diritti del territorio, il fallimento del civismo locale che ha procurato solo guasti a  Sulmona, un’Amministrazione comunale che “non si trova alla frutta ma.. al caffè” , lotta senza quartiere alla politica debole e pasticciona  delle “tre carte” E poi la chicca finale: Sulmona avrà sicuramente un candidato Pd al Collegio della Camera, scelto dai sulmonesi o dai cittadini del Centro Abruzzo a dimostrazione della forza che il Circolo ha guadagnato  all’interno del Partito abruzzese

 

Sulmona,28 novembre.  Da tempo si percepiva in giro che all’interno  del pd di Sulmona, uno dei circoli più numerosi in Abruzzo, la “musica è cambiata” complice la debolezza dell’Amministrazione comunale, la scarsa rappresentatività che la città esprime sui tavoli regionali, la crisi economica e sociale che ha investito il territorio (negli ultimi 23 mesi hanno chiuso in città  ben 56 esercizi commerciali).

Un peso determinante ha avuto  sicuramente la vicenda del doppio voto espresso a maggioranza dal Consiglio comunale su piano di riorganizzazione della rete ospedaliera e sul declassamento dell’Ospedale civile  la vicenda della bretella ferroviaria, la sicurezza sismica nelle scuole, la  macchina amministrativa paralizzata. E che dire delle altre emergenze dall’accresciuta estensione della microcriminalità, alle nuove povertà?

Ma non sono mancate bordate ai protagonisti che la settimana scorsa avevano bocciato la richiesta di costituzione del Gruppo Consiliare (il Presidente Di Marzio) ed i responsabili abruzzesi del Pd (dirigenti e funzionari) che con la loro condotta hanno introdotto “elementi di confusione e indebite interferenze nell’attività istituzionale” tant’è che i firmatari della richiesta hanno “confermato punto per punto l’intero contenuto della prima iniziativa anche perché – è stato spiegato- nessuna autorizzazione veniva richiesta alla Segretaria regionale”.

Così quella che doveva essere  un semplice incontro con gli organi di stampa per presentare il nuovo Gruppo  Antonio Di Rienzo Capogruppo), Fabio Ranalli e Bruno Di Masci, ma presto potrebbe essere più numeroso, affiancati per l’occasione  dal Segretario del Circolo e dal Presidente dello stesso Sergio Dante e Sandro De Panfilis, è stata invece una ghiotta occasione per conoscere da vicino programmi e orientamenti di questo partito  in città e nel territorio.

Intanto la solidarietà del Comitato provinciale della  dell’Aquila che terrà la propria assemblea a Sulmona venerdì prossimo. Non capitava da tanti anni (significherà qualcosa?) e poi la strutturazione   territoriale del Pd nel Centro Abruzzo. Domani pomeriggio è in programma  a Sulmona una nuova riunione del Coordinamento che sta lavorando su un modello organizzativo efficiente.

  Ma c’è di più.  Sulmona ed il Centro Abruzzo, sicuramente, avranno un candidato Pd nel Collegio per la Camera alle prossime elezioni di primavera. La scelta sarà condivisa da iscritti e simpatizzanti e  non pioverà certamente dall’alto, né potrà essere  mediata su tavoli diversi.

Insomma sta per aprirsi, speriamo, a Sulmona una nuova fase con il ritorno della politica vera (valori, programmi e uomini adeguati) quella che ha determinato, negli anni passati, lo sviluppo e la crescita della città e del territorio che sono ancora (per quello che c’è rimasto) sotto gli occhi di tutti.

(h. 15,45)

 

 

 

 

 

 

1 Comment

  • Andrea C.

    Caro Corriere, é un vero peccato che dal circolo di Sulmona continuino a provenire dichiarazioni inutilmente polemiche. L’autorizzazione alla segreteria regionale é stata chiesta da loro, per l’utilizzo della denominazione. Come era giusto che fosse. La titolarità del simbolo Pd per Statuto appartiene al Segretario nazionale e per delega alla segreteria regionale. Così come è stato dal mio punto di vista corretto il comportamento della Presidente del Consiglio Comunale, ma è una mia opinione personale visto che non compete a me entrare nelle valutazioni del Consiglio Comunale. Ma mi compete entrare in quelle del partito. I circoli non sono depositari del simbolo a meno che non siano delegati a ciò dalla segreteria regionale, tanto é vero che questa delega era stata negata nella circostanza delle elezioni amministrative. La sospensione dell’autorizzazione all’uso del simbolo, al netto di come è avvenuta , é stata necessaria, anche alla luce di quelle vicende. E rivendico di essere stato partecipe di questa necessità, nel mio ruolo di dirigente del partito e coordinatore della segreteria regionale . Non c’è affatto bisogno che ci si riferisca a me per omissis perché il mio dissenso nei confronti della linea politica del circolo é noto, pubblico e argomentato. E rivendico di aver assunto l’iniziativa per chiedere una riflessione che c’è stata e che dal mio punto di vista ha prodotto una sintesi che mi dispiace venga adesso rimessa in discussione, a leggere almeno questo articolo. Il Pd è un partito di governo nazionale e regionale e personalmente non credo nella formula del partito di lotta e di governo. Un circolo locale dovrebbe sentirsi impegnato a sostenere l’azione di governo, su cui siamo giudicati quotidianamente, cercando sempre la sintesi delle posizioni anche quando vi sono legittimi dissensi e punti di critica. Tanto più che l’impegno del governo regionale e nazionale per Sulmona é rilevante a partire dal suo inserimento in Casa Italia, dalle risorse per l’Abbazia, alla velocizzazione dei collegamenti ferroviari,ai 17 milioni per il nuovo ospedale, etc.. Mi auguro che il metodo di lavoro di consultazione preventiva che si è stabilito, come confermato dalla dichiarazione del segretario regionale, sia confermato, valorizzando anche l’impegno del partito regionale a consultarsi con il circolo locale sulle questioni del territorio, senza necessità di precisazioni fuori luogo che non hanno ragione di esistere. Anche perché nel nostro partito non esistono “portaborse” ma solo portatori di idee.

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