Politica

Ora il Pd apre una questione delicata: a Sulmona la politica è bene della città o il bene di alcuni?

 

 

Il dibattito politico in città per troppo tempo asfittico e insignificante ha avuto negli ultimi tempi una forte impennata: da una parte l’Amministrazione comunale   dall’altra il Partito democratico che sembra aver ritrovato le giuste motivazioni dopo la vicenda dei tre consiglieri comunali  che hanno deciso di disubbidire alla linea fissata dal Partito e di correre in soccorso dell’Amministrazione Casini  E così mentre tanti problemi aspettano  risposte che non arrivano  a Palazzo San Francesco si pensa a “tirare a campare” con l’esperienza della amministrazione civica “che sta procurando solo danni”, il Pd ha alzato il livello dello scontro e oggi con un duro documento  ha dato uno scossone  alla fragilissima maggioranza. Perchè ?

 

Sulmona, 13 giugno- “All’esito dell’ennesima riunione della stravagante maggioranza del Comune di Sulmona si apprende da taluni consiglieri “ora si va avanti fino alla scadenza naturale”. A parlare sono quegli stessi transfughi che fino a qualche giorno fa avevano promesso di dimettersi , convocare assemblee, mandare a casa la sindaca a dicembre 2019. Promesse che, come ci hanno ormai abituato da tempo, non verranno mantenute.” Inizia così il documento riflessione del Pd di Sulmona diffuso nella giornata  odierna

“E lo fanno giustificandosi – prosegue la nota-  in quanto si andrebbe avanti sempre per il bene della città, quel “bene” che viene strumentalmente riesumato ogni volta che la situazione diventa politicamente grottesca e che passerebbe attraverso la risoluzione dei problemi relativi alla “sanità, scuole e riorganizzazione dei vari settori e servizi del Comune, comprese le posizioni organizzative dei funzionari”.

Tali affermazioni, condivise da tutta una maggioranza quanto mai stravagante ed inconcludente, incollata alle poltrone perlopiù per soddisfare obiettivi che poco hanno a che vedere con il bene della città ma che potrebbero trarre in inganno qualcuno se non fossero contraddette da fatti al limite del misfatto.

Possono, infatti, conferirsi incarichi a società i cui amministratori sono figli di consiglieri comunali? Possono restare in carica assessori le cui mogli partecipano a concorsi indetti dal comune? Possono restare in carica assessori indagati per fatti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni? Possono sedere in giunta assessori soci di consorzi morosi nei confronti del Comune?

Queste ed altre sono a nostro parere le motivazioni che inducono a ritenere che questa maggioranza si ostini a restare “in sella”, con tutte le conseguenze negative del caso, principalmente per il perseguimento di interessi di bottega di pochi.

Nulla a che vedere- conclude la nota del Pd– quindi con il bene della città, che dal perdurare di questa stravagante anomalia politica sta subendo solo danni, quando invece meriterebbe di essere finalmente liberata con le dimissioni più volte presentate dalla sindaca e mai mantenute”. Insomma alle temperature alte di questi giorni ci mancavano anche quelle del Pd per rendere la città invivibile  perché… bollente. (h. 18,30)

 

 

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