Politica

Ora  è il Pd che può condizionare le sorti dell’Amministrazione comunale

Sulmona, 10 Ottobre-  La navicella dell’Amministrazione Casini al Comune di Sulmona che naviga in acque molto agitate trova ora un nuovo e più delicato caso sulla sua strada  legato alla battaglia che il Pd locale sta portando avanti da qualche mese riguardante l’utilizzo, non autorizzato, di logo e nome del Partito Democratico, da quanti all’interno del Consiglio comunale  svolgono una funzione politico-amministrativa nell’Assemblea Civica e all’interno delle Commissioni.

 In Pd infatti, dopo la “fuga” dei tre Consiglieri che facevano parte del gruppo regolarmente costituito dall’opposizione a convinti sostenitori in maggioranza della Giunta Casini non ha più rappresentanti a Palazzo San Francesco ed il Segretario provinciale del Partito, anche nella sua veste di Commissario del Circolo di Sulmona, aveva segnalato il caso alla Presidenza del Consiglio comunale diffidandola formalmente a non far ricorso per nessuna ragione all’utilizzo del nome e del partito.

Dopo il silenzio degli ultimi tempi legato al letargo  dell’Assemblea Civica di palazzo San Francesco è tornato prepotentemente alla ribalta ieri durante i lavori del Consiglio comunale tant’è che non si è fatto attendere la pronta reazione del Partito a livello provinciale che ha affidato allo  studio legale Benedetti dell’Aquila il compito di  diffidare il Presidente del Consiglio  e di tutelare gli interessi del Partito in ogni sede.

Il secondo aspetto della complicata vicenda, tutta tipicamente sulmonese, è che ora qualcuno vuol verificare se all’utilizzo del nome e del simbolo del Pd  si sia fatto ricorso in questi mesi soprattutto nei lavori delle Commissioni  consiliari e se l’apporto numerico del Pd (fantasma) possa in qualche modo aver contribuito ad adottare, o a far adottare, provvedimenti che in condizioni normali non sarebbero passati a maggioranza. Tant’è che qualche Consigliere  intende segnalare il caso al Prefetto.

 Insomma un  esempio  di politica anomala utilizzata  per raggiungere, forse, la legittimità amministrativa su alcuni  atti  che diversamente non sarebbero potuti passare in Commissione e quindi non arrivare all’esame dell’Aula. Un problema abbastanza delicato  e niente affatto scontato tanto che non sono pochi coloro che ritengono gli stessi atti annullabili o addirittura nulli. Insomma un bel pastrocchio che rappresenta l’immagine più eloquente della politica del momento in città. (h. 14,30)

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.