Martedi, 13 febbraio 2018

(opinione)- Aizzano la piazza


2018/02/12 09:120 comments

 

 

Sulmona, 12 febbraio- Fascismo, antifascismo, partigiani, foibe. Pur non potendo negare il recente passato, di tempo non ne è passato tanto, ci facciamo imbottigliare dalla cieca politica, soprattutto ora in tempo di elezioni e ci guardiamo in cagnesco: l’uno contro l’atro armato, rivendicando, da stolti, un’appartenenza, che è volata via con il vento.

Credo che la divisione di oggi sia: tra coloro che desiderano l’ordine ed il ritorno dei valori morali fondanti della società e coloro che, invece, pur rivendicando tali valori, scivolano sulla strada del disordine, della disobbedienza, del rifiuto della democrazia, che costringerebbe al rispetto delle regole e degli altri. 

D’altro canto, quando si scende nelle piazze per manifestare e si passa alla protesta violenta, la democrazia viene mortificata e ad essa si sostituisce l’arroganza di chi vuole gestire il potere, anche di quel momento soltanto, per annientare il pensiero di altri. Quando, poi, la manifestazione, diventa passerella di slogan insulsi ed offensivi, si dimostra soltanto il livello culturale di coloro che espongono slogan senza senso; probabilmente di gente che scivola nel vuoto e che desidera soltanto confusione, scontro anche fisico, per abbattere la democrazia.

E la democrazia viene attentata anche da quei ragazzotti, che compiono atti vandalici contro il patrimonio, contro tutti e tutto e che soddisfano il loro istinto demenziale rovesciando, o bruciando bidoni della spazzatura, o distruggendo panchine, arredi urbani e via dicendo.

All’origine, credo, ci sia la distorta visione della famiglia, prima cellula della società, o l’assenza di essa, con genitori assenti, con insegnanti mortificati della loro autorevolezza ed inermi di fronte al protestare, spesso violento, di padri e madri, che ritengono di fare il loro dovere soltanto con l’aggredire l’istituzione.

La democrazia, quella vera, è piena di valori, di regole, di comprensione, di empatia, di concetti che i nostri Padri Fondatori hanno, con sapienza, elencato e descritto e normato nella nostra Costituzione.

Il popolo, quello attento a tali valori, tali regole, tali norme, ha evitato che la Costituzione fosse modificata, non perché hanno seguito il parere dei partiti, arrapati di potere, ma perché i valori li hanno incardinati nel cuore, anche se, poi, è difficile trasmetterli ad una platea assente, amante del consumismo, dell’arrivismo e dell’apparire.

Democrazia significa rispettarsi, prima di tutto e confrontarsi, senza distruggere, senza violenza ed essa va insegnata dal basso, sin dai primi anni della vita. (h.9,00)

 

Salvatore Fluttuante

 

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