Cultura

Oltre il Muro di Berlino, la conferenza del Generale Luigi Di Biase

Sulmona, 30 gennaio– Si è svolta a Sulmona  la conferenza  tenuta dal generale di Divisione Luigi Di Biase, avente come tema oltre il muro di Berlino, ricordando gli avvenimenti della storia contemporanea d’Europa, partendo dalla conferenza di Yalta del millenovecentoquarantacinque, per giungere alla caduta del muro di Berlino avvenuta giovedì nove novembre millenovecentoottantanove con i suoi cambiamenti epocali sia dell’Europa, sia del mondo. L’evento rientra negli appuntamenti culturali dell’Università Sulmonese della Libera Età di Sulmona. Nel corso della conferenza sono state proiettate diapositive ed immagini storiche.

Il Generale Luigi Di Biase ha una carriera professionale militare autorevole. Nasce a Raiano il ventidue aprile del millenovecentotrentanove ed è stato ufficiale carrista. Frequenta il sedicesimo corso dell’accademia militare di Modena, il novantatreesimo corso di Stato Maggiore, il sedicesimo corso di istituto stato Maggiore inferiore, corso ufficiali S3 air, il quarto corso ardimento e corso paracadutista militare, corso d’addestramento alla guerra in clima artico presso la Scuola Militare Alpina tedesca, il corso ufficiali superiori presso la Nato School in Germania, il corso di guerra elettronica presso Intelligence Center and School negli Stati Uniti d’America. Per quanto concerne le attività di comando e di servizio il Generale Luigi Di Biase ha prestato servizio presso la divisione corazzata Centauro il qualità di comandante plotone carri, ha operato nel reggimento Lagunari Serenissima con funzioni di comandante di compagnia carri, nel terzo reggimento corazzato con funzione di comandante di compagnia carri, nella brigata corazzata Mameli in qualità di comandante di battaglione carri, nella brigata corazzata Ariete con funzione di Vice Comandante; è stato comandante della zona militare di Vicenza. In qualità di ufficiale di Stato Maggiore ha prestato servizio presso il comando ragione militare meridionale Napoli con funzioni di Capo Sz. Addestramento, è stato nel comando forza mobile della NATO presso Heidelberg in Germania addetto alla pianificazione logistica; ha operato inoltre nel comando brigata corazzata Mameli Tauriano in qualità di Capo di Stato Maggiore, nel comando regione Militare nord est di Padova con funzione di S. Capo di Stato Maggiore Logistico. Durante gli avvenimenti della guerra in Jugoslavia avutasi dal millenovecentonovantuno al millenovecentonovantaquattro il Generale Luigi Di Biase è stato addetto militare navale e aereonautico presso l’ambasciata d’Italia a Belgrado; nell’anno millenovecentonovantacinque lascia l’esercito italiano con il grado di generale di Divisione. Molti i temi affrontati dal Generale Luigi Di Biase nel corso della sua conferenza. Ci sono date storiche, momenti che resteranno per sempre nella memoria di coloro che li hanno vissuti, poiché rappresentano la fine di un’epoca di divisione del mondo sia nella politica, sia nell’economia internazionale.

 Giovedì nove novembre 1989 è la data la quale segna la caduta del muro di Berlino, per una notte memorabile vissuta dai berlinesi e dal mondo intero. Dal 1961 al 1989 il muro di Berlino, la cortina di ferro, hanno rappresentato una netta divisione senza avere la libertà di attraversarli liberamente. Ventotto anni di separazione di ogni realtà, non solo politica, cadono terminando in poche ore. Una folla di almeno cinquantamila persone percorre la Germania dall’ovest all’est, dall’est all’ovest, con le persone le quali si incontrano, si abbracciano, si salutano. Momenti d’una emozione e commozione entrati di diritto nella storia di tutti i tempi. Le autorità comuniste iniziano a demolire il muro che per decenni ha rappresentato una divisione netta dell’Europa e del mondo, uno dei simboli della conferenza tenutasi a Yalta nel 1945 e della sua politica della guerra fredda. Una gioia delle persone che si riversa nelle strade al grido di libertà, con molte  di esse le quali non credono a quello che sta accadendo, la libertà di transitare il muro dall’est a l’ovest, dall’ovest all’est, è realtà che molti non ancora riescono a credere. La cortina di ferro, il muro di Berlino, da questa notte non esistono più cancellando decenni di immobilismo, di contrapposizione ferma e decisa, della divisione dell’Europa, del mondo. Con il trascorrere delle ore le persone che attraversano il muro diventano sempre di più per un momento di gioia, festa, entrati di diritto nella storia del mondo. A mezzanotte di giovedì nove novembre 1989 il muro di Berlino e la cortina di ferro, che si estendeva per chilometri e chilometri, praticamente non esistono più. La guerra fredda non esiste più, la divisione del mondo non esiste più, quale messaggio di unità e coesione dell’intera società internazionale. Il muro di Berlino è la risultante della divisione della Germania in quattro zone di controllo alleato, situazione che si viene a creare al termine della seconda guerra mondiale: la est controllata dall’URSS la Russia, ad ovest sotto il controllo della Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia.

La seconda guerra mondiale è praticamente conclusa, ma ne sta per iniziare altra, quella della “Guerra Fredda” la quale sarà caratterizzata per la divisione del mondo in due blocchi contrapposti USA URSS. La guerra fredda iniziata con la conferenza di Yalta nel 1945, località nella quale si incontrano Roosevelt, Churchill, Stalin, a seguito della quale si procederà a stabilire le rispettive linee di politica, influenza, controllo, praticamente è conclusa con la libertà di poter circolare ed andare in Europa dove si vuole. Molte persone hanno contribuito a che tale realtà, tale avvenimento avvenisse, guardando al futuro con ottimismo, libertà, cooperazione internazionale. Da non dimenticare i migliaia di tentativi da parte delle persone di attraversare il muro, con molti di questi finiti tragicamente con la morte delle persone uccise a colpi d’arma da fuoco. Giovedì nove novembre 1989 è data da rimembrasi sempre nel mondo intero. Dalla caduta del muro di Berlino inizierà anche altra era quella della globalizzazione dell’economia, con il mondo che è iniziato a correre in maniera velocissima.

Andrea Pantaleo 

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