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Alessia Mocci

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Libri/ Proposte - Uno sceriffo qualunque di Andrea Rezzonico

Libri/ Proposte - Uno sceriffo qualunque di Andrea Rezzonico

di Alessia Mocci

La Watson Edizioni, casa editrice romana, ha il piacere di presentarvi una nuova pubblicazione dal titolo “Uno sceriffo qualunque”.

Un thriller ambientato nella metà del XIX secolo in un piccolo villaggio nel cuore degli Stati Uniti.

L’autore, Andrea Rezzonico, è nato a Latina il 19 settembre 1984. Dopo il diploma, ha frequentato  la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi “Roma Tre”. Finalista in alcuni premi letterari, esordisce nel 2009 con la sua prima raccolta di racconti umoristici, “Non è vita da timidi”, edito da Iacobelli, che ottiene un buon riscontro a livello di pubblico e di critica (segnalato, fra gli altri, da Il Messaggero ed Ulisse). Di lui hanno detto: “L’ironia è la migliore amica della sua vita”.

In “Uno sceriffo qualunque” viene narrata la curiosa avventura di Harold Zapruder, giovane praticante di uno studio legale del Massachusetts, che arriva in uno sperduto e decadente paesino per raccogliere l’eredità di uno zio che non ha mai conosciuto; qui, però, scopre di essere stato ingannato: dopo un veloce colloquio con un bolso e ottuso vicesceriffo – l’ultima autorità rimasta in un villaggio in cui tutti sembrano darsi alla fuga – il ragazzo scopre non solo che lo zio è vivo e vegeto, ma che è altresì bisognoso di un cospicuo aiuto economico. 

Pare infatti che lo zio, l’anziano medico del paese, abbia contratto numerosi debiti e perciò, per evitare di essere condannato a passare gli ultimi anni di vita in prigione, abbia inscenato la sua morte per attirare a sé il nipote, sperando di poter ricevere da lui un qualche aiuto. 

Harold, ovviamente, non intende affatto farsi carico dei problemi dello zio e così decide di ripartire; poiché la partenza non è possibile prima di una settimana, è costretto suo malgrado a soggiornare presso il saloon, dove conosce la bella e affascinante proprietaria del locale, Kate, che per il momento rappresenta la sua principale fonte di informazioni sul villaggio e sui suoi abitanti.

Lo stile de “Uno sceriffo qualunque” è ironico e volutamente lineare, allo scopo di non rendere ostica la lettura e di intrattenere piacevolmente il lettore.

Il titolo dell’opera allude al modo in cui il protagonista viene nominato sceriffo: dato che quest’incarico viene assegnato solo per la totale mancanza di altri candidati e non per qualche caratteristica peculiare dello stesso, Harold può benissimo essere definito come “uno sceriffo qualunque”. 

Per acquistare il libro:

http://www.watsonedizioni.it/

 
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