Sabato, 11 novembre 2017

A New York anche con la pioggia e qualche protesta un grande Columbus day (1^ parte)


2017/10/12 11:250 comments

Importanti incontri per la delegazione del Consiglio Regionale d’Abruzzo con esponenti di punta della nostra comunità

Sulmona.2 ottobre- – Ha recuperato l’ora di ritardo alla partenza il volo AZ608 per New York, modificando la rotta. Giovedì 5 ottobre. Quasi le due di pomeriggio quando la costa americana compare dalle parti di Providence. Ecco poi New Haven e fra pochi minuti New York. Non gioca la luce del sole sugli specchi d’acqua intorno l’aeroporto Jfk, per via d’una foschia che attenua anche il profilo di Manhattan, solitamente nitido in lontananza quando c’è sereno. Ma è sempre un’emozione arrivare nella Grande Mela. Buono l’atterraggio e veloci le operazioni all’immigrazione, con il controllo elettronico, quando il visto d’ingresso e’ abituale. Un’ora in tutto, con il ritiro bagagli, e si è in taxi. Ancora un’ora per arrivare in centro, sulla 7^ Avenue e 55^ Street, tra Times Square e Central Park. Mi aspetta nella sua bella casa museo Mario Fratti, sempre sorridente nell’eterna giovinezza dei suoi recenti 90 anni. Una miniera inesauribile di curiositàintellettuale, di verve, d’ironia, di talento letterario. Il drammaturgo è la simpatia fatta persona. Travolgente. Come l’amore per la sua città natale, L’Aquila. Della quale vuole conoscere le ultime novità, benché ci sia stato nel luglio scorso per festeggiare il suo novantesimo compleanno. Lo aggiorno sugli ultimi fatti e sugli impegni che ci aspettano nei prossimi giorni sin dalla prima mattinata di domani, venerdi. Mario gia’ sa dell’arrivo a New York, in tarda serata, del presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio. Lo ha conosciuto il 5 luglio scorso, quando proprio il Consiglio Regionale gli rese omaggio nel giorno del suo 90.mo genetliaco. E’ felice di rincontrarlo qui a New York, la città che dal 1963 gli ha consentito d’esprimere il suo valore di drammaturgo, ora riconosciuto in tutto il mondo, e d’insegnare in prestigiose università, come la Columbia e l’Hunter College. Passiamo la serata a raccontarci storie e varie amenità. Con lui scompare la differenza d’eta’. E poi avverte una lunga franchigia di vita, come gli disse molti anni fa a San Pietroburgo una donna leggendogli la mano. Gli vaticino’ 99 anni, cifra che per un aquilano ha il valore d’una cabala. “Le diedi una buona mancia”, annota Mario ridendo.

 Venerdi’mattina, 6 ottobre, sono quasi le 8. Il presidente Di Pangrazio e il capo della sua segreteria Gino Milano sono sistemati in un albergo vicino al Carnagie Hall. La loro missione a New York in parte coincide con i giorni della mia permanenza e volentieri presto collaborazione. Abbiamo preparato una ricca agenda d’impegni e incontri per questa prima visita della Regione Abruzzo nella grande citta’ americana. Il Presidente del Consiglio Regionale ha infatti accolto l’invito rivoltogli sin dall’aprile scorso dall’associazione Orsogna Mutual Aid Society a far visita alla numerosa comunità abruzzese dell’area di New York, in occasione del Columbus Day. Quando ne ha avuto conferma l’associazione ha fortemente pubblicizzato l’evento, acquistando in tre domeniche successive mezza pagina del quotidiano America Oggi. Vado incontro al Presidente del Consiglio Regionale e a Gino Milano, siamo amici da lungo tempo. Sono con il giornalista Dom Serafini, che scrive per il Messaggero, edizione Abruzzo. Dom ha gia’ raccolto quanto necessario per il suo articolo della domenica. Un saluto e si parte in taxi per la Columbia University. Alle 9 siamo attesi dal prof. Domenico Accili, docente presso la Facoltà di Medicina e direttore del Diabetes and Endocrinology Research Center “Russ Berrie”, prestigioso centro di ricerche sul diabete e sull’alimentazione umana. Il prof. Accili e’ uno scienziato di valore, spesso in giro per il mondo. L’anno scorso, per i suoi meriti, fu insignito dal Consiglio Regionale dell’onorificenza di Ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo, che tuttavia non pote’ direttamente ricevere in Abruzzo a causa dei suoi impegni professionali. Una cortese collaboratrice ci accoglie al Russ Berrie Pavilion e ci accompagna nello studio del prof. Accili. L’incontro e’ caloroso, senza formalità, come nell’indole degli abruzzesi.

Il presidente Di Pangrazio esprime l’orgoglio dell’Abruzzo per l’onore che il prof. Accili rende alla sua terra d’origine. Laureato all’Universita’ Cattolica “A. Gemelli” di Roma, Domenico Accili venne negli States a specializzarsi presso il National Institute of Health in Bethesda, nel Maryland. Dal 1999 e’ professore alla Columbia University, con responsabilità di grande rilievo. Con molta spontaneita’ il prof. Accili, alle domande del presidente Di Pangrazio, racconta la storia della sua “emigrazione”, la sua attivita’, ma anche quale rilevanza abbia a New York la comunita’ italiana. Ci illustra anche il significato storico del luogo dove sorge il Russ Berrie. Proprio li’, ad Harlem Heights, nel punto ora ricordato da un monumento, il 16 settembre 1776 George Washington raccolse i patrioti americani riuscendo a resistere e poi sconfiggere gli inglesi, benche’ fossero tre volte superiori di numero. Un episodio molto significativo nella storia dell’indipendenza americana. Facciamo con il prof. Accili un giro di visita al Centro, dove lavorano ricercatori d’ogni parte del mondo. Ci spiega in dettaglio come e’ organizzata l’assistenza sanitaria americana e come viene finanziata la ricerca. Ci da’ riferimenti epidemiologici sul diabete, un vero problema del nostro tempo. Parliamo poi dell’Aquila, della ricostruzione della citta’, stimolati dal grande poster del Castello cinquecentesco appeso nel suo studio. Siamo quasi al termine dell’incontro, programmato in un’ora. C’e’ per l’insigne abruzzese un omaggio del presidente Di Pangrazio: e’ una riproduzione in scala del Guerriero di Capestrano, scultura italica risalente al VI secolo a.C. del re vestino Nevio Pompuledio. Un po’ il simbolo dell’Abruzzo. Il prof. Accili ne e’ molto lieto, mentre ringrazia il presidente. Osservando la scultura, e notandone le dimensioni dei fianchi, deduce che anche a quel tempo dovessero esistere disturbi dell’alimentazione. Consegno anch’io a Mimmo il mio ultimo libro L’Italia nel cuore. Nel volume si parla di lui e di suo padre, il Sen. Achille Accili, piu’ volte parlamentare e uomo di governo. E’ stato un riferimento per la mia formazione politica. E’ ora di salutarci: il prof. Accili ci abbraccia con grande cordialita’.

Alle 11 siamo a casa Fratti. Mario riceve la delegazione abruzzese nella sua bella casa piena di libri, cimeli, premi, poster e opera d’arte. C’e’ la sua vita di autore teatrale. L’incontro e’ affettuoso e sottolinea l’ammirazione e la stima che l’Abruzzo nutre per uno dei suoi figli piu’ illustri e famosi. Il Presidente del Consiglio Regionale esprime questi sentimenti a chiare lettere al grande drammaturgo. Fratti con l’immediatezza del suo tratto, racconta la sua esperienza negli Stati Uniti, la quasi casualita’ del suo arrivo nel 1963, le opportunita’ che questo grande Paese sa offrire. E’ cosi’ che si  realizzo’ il “sogno americano” per Mario Fratti, arrivato in America solo per assistere alla messa in scena d’una sua opera, dal famoso regista Lee Strasberg. Un successo, mai interrotto, che ne ha fatto un autore di teatro tra i piu’ grandi al mondo. Con un velo di nostalgia mostra al presidente Di Pangrazio l’appartamento dove visse Tennessee Williams, di fronte al suo, e le finestre dalle quali ogni mattina si salutavano. Alle 3 del pomeriggio il prossimo incontro in agenda, e’ con la giornalista e scrittrice Mariza Bafile. Origine abruzzese, per molti anni Mariza e’ stata vicedirettore del quotidiano La Voce d’Italia di Caracas, fino alla sua elezione in Parlamento nella XV legislatura, alla Camera dei Deputati, eletta nella Circoscrizione America meridionale.

Il giornale, fondato nel 1950 dal padre Gaetano, che lo ha diretto fino alla sua scomparsa nel 2008, e’ stata una casa aperta per tutta la comunità italiana in Venezuela. Fu strumento di difesa degli Italiani, negli anni degli abusi polizieschi sotto la dittatura di Peter Jimenez. Come il caso della scomparsa nel nulla, nel 1955 a Caracas, di sette siciliani. Gaetano Bafile aprì con il suo giornale un’indagine per salvare l’onore infangato dei nostri connazionali, accusati ingiustamente di crimini inesistenti da un regime corrotto. A rischio della propria vita, Bafile fece chiarezza sul caso con la sua coraggiosa inchiesta, anche se non riuscì a sottrarre i nostri connazionali dalla fine che quel regime cagionò loro. Gabriel Garcia Marquez, in un suo libro, raccontò la storia di questo giornalista tenace e coraggioso. La Voce d’Italia ha continuato negli anni la preziosa opera d’informazione. Ora ne e’ direttore Mauro Bafile, fratello di Mariza. Cordiale e ricco di emozioni l’incontro con Mariza. Lei ora vive a New York, dove ha fondato ViceVersa magazine, una rivista bilingue inglese/spagnolo diventata punto di riferimento per intellettuali e artisti di cultura ispanica, con collaboratori da tutto il mondo. Con Mariza il presidente Di Pangrazio parla della difficile situazione in Venezuela, della condizione che vivono i nostri connazionali e in particolare la numerosa comunita’ abruzzese. Si ragiona sulle possibili iniziative utili, in aggiunta a quelle meritoriamente gia’ messe in campo dal CRAM della Regione Abruzzo, in collaborazione con la Fondazione Abruzzo Solidale di Caracas, per l’assistenza sanitaria ai nostril corregionali in difficolta’. Come pure viene evidenziato quanto di meritorio sta realizzando l’associazione ALI con il progetto “Ali per il Venezuela”, diretto dal medico Edoardo Leombruni, con l’invio di medicinali. Mariza, infine, raccoglie dal presidente Di Pangrazio un’intervista che uscira’ sulla Voce d’Italia.

A sera siamo attesi nella sede sociale dell’associazione Orsogna MAS, ad Astoria. Nel distretto di Queens vivono molti abruzzesi, quasi 10mila sono originari di Orsogna, in provincia di Chieti, un paese distrutto nel 1944 durante la battaglia di Ortona, la Stalingrado d’Italia. In quel dopoguerra partirono da Orsogna schiere d’emigrati, verso New York e Boston, soprattutto. E’ stata preparata una serata in onore della delegazione del Consiglio Regionale. Mario Fratti e’ ospite speciale. Tutti i 200 posti occupati, su prenotazione. Tony Carlucci, presidente del sodalizio, porge il saluto al Presidente del Consiglio Regionale, lo ringrazia per aver accettato l’invito e gli esprime i sentimenti d’affetto dell’Orsogna MAS. Invita quindi Rocco Pace, presidente del Club Nuova Orsogna, a portare il suo saluto. Con commozione Pace esprime l’onore di ricevere per la prima volta una visita dell’istituzione regionale, un fatto che riempie di soddisfazione e d’orgoglio, un’attenzione che ripaga l’opera di tanti abruzzesi che hanno cercato di illustrare al meglio la terra d’origine. Di Pangrazio ringrazia tutti per la calorosa accoglienza, ma soprattutto per quanto gli emigrati abruzzesi hanno fatto per l’Abruzzo, consentendone la ricostruzione dopo la guerra, con le loro rimesse, e il lavoro per chi restava. Un’opera che ha permesso all’Abruzzo il suo sviluppo, di cui si e’ grati per sempre. Consegna quindi, in segno di considerazione e gratitudine, due targhe ricordo ai presidenti dei due Club, Tony Carlucci e Rocco Pace. Dona poi a Maria Fosco, infaticabile esponente della comunità abruzzese, dirigente al Queens College e vicepresidente dell’Italian American Museum, in segno di riconoscenza, un dono che segnala un’antica tradizione abruzzese. Quindi un omaggio anche a Mario Fratti. Festosa la conviviale che ne segue. Con un finale a sorpresa, quando le luci si spengono ed entra in sala un carrello con una grande torta, le candeline accese per i 90 anni di Mario Fratti. Gli occhi dello scrittore hanno gioito, con lo stupore d’un “ragazzo” che celebra la vita con passione, ogni giorno  (h.11,00)                                                                                     (segue)

 Goffredo Palmerini

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