di Ezio Pelino
Sulmona, 10 febbraio - Sig Direttore, hanno finanziamenti milionari ma non hanno soldi per comprare i giornali. Un edicolante ha stoppato Radio Padana. La consueta rassegna stampa non è potuta andare in onda perché il giornalaio di fiducia ha perso la pazienza. “Prima pagate i debiti arretrati”, ha intimato. Ma i soldi dello Stato hanno preso il volo, sono stati utilizzati per finalità del tutto improprie, come le speculazioni finanziarie in Tanzania, e le sezioni del partito e persino la loro emittente piangono miseria. Dopo il caso del ladro confesso della Margherita, questa è l’ultima emergenza che attesta l’urgenza di riformare radicalmente il sistema dei finanziamenti dei partiti. Non sarà facile. Li conosciamo, difficilmente rinunceranno a disporre a piacimento di 200 milioni di euro l’anno. Ma il problema è più grave e profondo. La politica ha perso la bussola e l’etica si è ritirata da quel mondo. Un mondo autoreferenziale, chiuso a difesa dei propri privilegi. E non si dica che queste sono affermazioni qualunquistiche e antipolitiche. Sono contro questa politica e questi uomini di regime, questi autoeletti. Luigi Lusi non si è vergognato, ha persino attaccato. Non ha trovato infamante il suo furto milionario, ma l’ espulsione dal partito e, con la logica dell’impunito, ha aggiunto che questo non può giudicarlo perché “i processi si fanno nelle aule del tribunale”.


