
Sig Direttore, il governo Monti, che mantiene quello che promette nell’interesse della comunità, evidenzia, per contrasto, quale covo di astuzie autoreferenziali si annida nel Parlamento. La casta, che pure si indigna se la si chiama così, si è arroccata a difesa dei suoi privilegi, marcando la distanza dal Paese. Ai pesanti sacrifici chiesti ai cittadini, anche ai vecchietti con poco più di mille euro al mese, i parlamentari hanno risposto con la rinuncia…all’aumento che avevano deliberato. La loro busta paga è rimasta così quella di sempre. Dopo aver messo in sicurezza le loro retribuzioni - le più alte d’Europa - stanno lavorando per conservare il loro futuro posto in Parlamento. La richiesta popolare del dimezzamento dei parlamentari, che sembrava condivisa, sta per essere accantonata. Stanno decidendo, in riunioni semiclandestine, solo una piccola sforbiciata, tanto per tacitare il popolo che trattano come fosse plebe. L’ attesa riforma consisterà nella riduzione di 100 deputati e di 50 senatori. Tutto qui. Una beffa. Non si snelliranno così i lavori parlamentari né si ridurrà, se non in maniera insignificante, il costo della politica. Mentre si continua a voler dimenticare i privilegi dei dipendenti delle due Camere che costano un’enormità. Solo alla Camera, duecento ottanta milioni l’anno per i 1620 falegnami, idraulici, barbieri, telefonisti, baristi, guardarobieri e autisti. (h.19,00)
Ezio Pelino


