Sulmona, 17 febbraio - Signor direttore, oggi come duemila anni fa sotto l’imperio della Bibbia e del Corano. Una notizia che viene da lontano. Lontano nel tempo, prima che nello spazio. In Iran una donna accusata di adulterio è stata condannata a morte per lapidazione. Dopo anni di detenzione, è stata salvata dal presidente Ahmadinejad che ha abolito quella barbara condanna. Un’altra adultera fu salvata duemila anni fa. Non dalla legge, ma da Gesù, che ai lapidatori lanciò la sfida famosa:”chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Ma quella pena rimase ancora a lungo in Palestina e altrove. Duemila anni, in Iran, per eliminare una pena crudele, assurda e ingiusta. Quanto ci vorrà per eguagliare l’adulterio femminile a quello maschile e, soprattutto, considerare la relazione extraconiugale non un reato, ma un comportamento che attiene alla sfera privata, che non deve interessare lo stato e tantomeno la legge penale. Ma solo i rispettivi mariti e le rispettive mogli. Altri duemila anni?
Ezio Pelino


