Martedi, 14 novembre 2017

“Miti e Metamorfosi tra Eliot e Ovidio” conferenza a Sulmona


2017/11/13 14:410 comments

Sulmona, 13 novembre– Una Conferenza interessante è stata quella svoltasi nella città di Sulmona all’interno del Palazzo Corvi Zazzara dal titolo “Miti e Metamorfosi tra Eliot e Ovidio”. L’iniziativa è stata promossa dal Gruppo Archeologico Superequano, nel trentottesimo anniversario della fondazione, in collaborazione con il Comune di Sulmona. Presenti Emiliano Splendore Presidente del Gruppo Archeologico Superequano, Roberta Salvati Consigliere Comunale della  di Sulmona, il Giornalista e Scrittore Giovanni D’Alessandro,Relatore del convegno, il quale ha illustrato le figure di Ovidio e di Thomas Stearns Eliot, poeta, critico letterario, saggista, drammaturgo, nato negli Stati Uniti il 26 settembre 1888, morto a Londra il 4 gennaio 1965, insignito del Premio Nobel per la letteratura, considerato uno dei più grandi poeti e uomini di cultura del Ventesimo Secolo.

Il relatore ha sottolineando il prezioso legame fra Ovidio ed Eliot il primo, a rappresentare duemila anni di storia, il secondo nella preziosa continuità nella cultura e genialità del novecento, per un binomio inscindibile di storia ed erudizione. Giovanni D’Alessandro ha sottolineato che l’opera di Ovidio le Metamorfosi è la realizzazione più importante e prestigiosa di Publius Ovidius Naso, opera conosciuta in tutto il mondo ed in ogni epoca storica, assieme a tutti gli atri capolavori scritti da Ovidio. Le metamorfosi doneranno ad Ovidio una straordinaria risonanza sia nel mondo occidentale, sia in quello orientale, opera ovidiana costituita da quindici libri.

Fra Eliot ed Ovidio esiste un legame indissolubile il quale si realizza dopo duemila anni di storia in quanto Eliot, nell’opera la Terra Desolata, considerato uno dei più grandi capolavori della poesia modernista del Novecento, menziona Ovidio traendo spunto proprio dalle Metamorfosi, suggellando un legame storico culturale davvero straordinario ed inscindibile. Eliot nella Sua opera dimostra tutto il Suo attaccamento e fervore verso le Metamorfosi di Ovidio, argomentando in maniera straordinaria su alcuni passi dell’opera Ovidiana: chiunque legge La Terra Desolata non può che rimanerne affascinato e coinvolto. È stata un’ennesima giornata interessante caratterizzata da un viaggio storico incantevole, mirabilmente descritto ed esposto da Giovanni D’Alessandro, con encomiabile cultura ed oratoria. (h. 14,30)

Andrea Pantaleo

 

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