Cultura

Mattarella: Sulmona merita di piu’

 

Il discorso del Capo dello Stato era particolarmente atteso. Sobrio,pacato,elegante ha esaltato il ruolo della cultura quale elemento straordinario per superare le difficoltà della vita. E l’ Abruzzo negli ultimi anni è stata terra martoriata. Ricorda le vittime del terremoto e Fabrizia Di Lorenzo. Entisiamo e tanta gente al suo arrivo in città

 

 

Sulmona, 6 aprile 2017– La cultura rende forte l’Italia per combattere difficoltà e sfide sul piano interno ed internazionale. Lo  ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto a Sulmona alla Giornata conclusiva del Convegno  internazionale di studi ovidiani promosso in occasione del bimillenario della morte di Publio Ovidio Nasone.

Il Capo dello Stato ha preso spunto dalle recenti vicende che hanno funestato l’Abruzzo, ricordando anche la tragedia di Fabrizia DiLorenzo. “Il pensiero delle difficoltà che dobbiamo affrontare -ha spiegato il Presidente- richiama in maniera ancora più vigorosa  all’importanza della cultura, senza la quale non vi è la capacità di affrontare problemi, fronti, difficoltà, il nostro futuro. La nostra identità, la nostra condizione si collega alla cultura, a quella in  cui siamo nati e a quella che abbiamo di fronte, perchè soltanto in questo modo possiamo affrontare il futuro delle nostre comunità”.  “E’ questo l’augurio che rivolgo a questa città che ha una grande  storia e che merita un futuro adeguato, a questa regione” e “a tutti i sindaci presenti degli altri Comuni esprimo grande solidarietà per il  loro impegno, la loro attività sempre faticosa ma preziosa”.

“Il nostro Paese nel mondo è visto e apprezzato e amato in larga misura per il suo patrimonio culturale, perchè portatore di questa straordinaria dimensione culturale, di cui oggi abbiamo avuto un richiamo. E questa condizione è quella che ci rende forti come comunità nazionale anche sugli altri versanti, da quello dell’economia a quello sociale”.”In queste nostre basi, in queste nostre radici, in questa nostra identità -ha concluso Mattarella- abbiamo un grande punto di partenza,dobbiamo coltivarlo, curarlo e adeguarlo nel corso del tempo alle  esigenze che nascono. E’ un augurio che rivolgo a Sulmona, all’Abruzzo e a tutto il nostro Paese”.

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