Regione Abruzzo

Mafie dei pascoli: Di Benedetto, ecco  il senso della mia proposta di emendamento

Secondo l’Amministratore regionale l’attuale norma è incostituzionale e non garantisce la lotta alla cosiddetta ‘mafia dei pascoli’ ma  genera un danno al territorio

 

Sulmona,20 maggio-  “Ringrazio i tanti Sindaci e Presidenti ASBUC che, nella giornata di ieri, hanno espresso il loro sostegno al mio emendamento per la modifica della procedura di assegnazione delle terre civiche. Le loro parole confermano l’assoluta necessità di superare la riforma voluta ad aprile dalla Lega e difesa adesso dal Partito Democratico”. Ad affermarlo il Consigliere regionale Americo Di Benedetto.

“Anche se tutti sanno che quanto disposto dall’articolo 9 della Legge regionale 6 aprile 2020 è palesemente incostituzionale e quindi senza futuro, alcune forze politiche preferiscono fare finta di niente per ottenere un po’ di consenso. Io penso, invece, che la politica debba essere fatta con senso di responsabilità per risolvere i problemi. L’attuale norma regionale, come sostenuto dagli Amministratori locali, non garantisce la lotta alla cosiddetta mafia dei pascoli, ma genera un danno al territorio.

L’obbligo di concedere i terreni a condizioni di favore a tutti i residenti della Regione, con l’eliminazione del ricorso a qualsiasi procedura di evidenza pubblica, non fermerà eventuali speculatori ed impoverirà i bilanci degli Enti locali. In particolare quelli dei piccoli Comuni delle aree interne che, soddisfatta la richiesta della popolazione locale, hanno sempre ottenuto dalle gare per l’assegnazione dei pascoli le risorse necessarie per gli investimenti a vantaggio delle proprie Comunità. Spero”, conclude il Consigliere Di Benedetto“, che l’appello arrivato ieri non rimanga inascoltato e quindi, dopo aver posto rimedio alla situazione che si è creata, tutti siano disponibili ad un confronto per trovare insieme il modo di tutelare gli interessi dell’intero Abruzzo ed in modo particolare della parte più debole del territorio regionale che, come ricordato dai Sindaci e Presidenti ASBUC della Provincia dell’Aquila, rischia di diventare ancora più debole”.(h.17,30)

One Comment

  1. Effettivamente l’articolo 9 , e lo ho detto diverse volte da subito, appare grossolanamente contrario anche allo spirito paritario che mantiene viva l’unità della Europa, e che tanto attualmente coinvolge Coldiretti, che in un altro articolo di questo giornale plaude alla riapertura delle frontiere UE , se la libera circolazione di lavoratori da altre nazioni europee quali Bulgaria Romania Polonia eccetera ,viene ritenuta salvifica per la produzione agricola abruzzese.
    Ora in altra odierna nota rilasciata alla stampa, invece, Confagricoltura (e stranamente, se, per come ricordo è stato sempre il sindacato dei latifondisti e dei baroni mentre Coldiretti era quello dei piccoli particolari e dei cafoni vanga e latte) difende a spada tratta ancora la liceità di questa norma attaccando invece il costume dei sindaci (se anche loro sindaci mossi da sacrificata necessità per non differente patita estrazione di vita in questi poverissimi comuni) di attenzione unghiosa a soltanto ed unicamente intascare qualche regalino per bisogno personale;usando la parola bancomat ;(o denaro sottobanco come suppongono alcuni commenti ad articoli) senza ulteriore intento in tale concessione per appalto di queste terre , e con il disinteresse poi di ben comprendere come, raggiunto il fine di intascare impropri contributi europei , resteranno inutilizzate o minimamente sfruttate come gli antichi latifondi di quei baroni e proprietari che lasciavano i loro grandi appezzamenti incolti provocando così la povertà la disoccupazione e la fame sino alle rivolte,tra i miseri contadini di appartenenza ai feudi.
    È evidente come per libera circolazione dei lavoratori UE, lo stesso sia anche per gli imprenditori dell’Unione, e la Regione non ha certamente proclamato, prima gli abruzzesi per il privilegio di andare a raccogliere l’insalata a Fucino, non potendolo perciò introdurre come principio contrario in forma esclusiva per le concessioni di benefici o diritti.
    Quando ,in ipotesi, nelle nostre montagne, conoscendo gli allevatori, e tra questi, a produrre deliziosi prodotti, i due amici barbudos, Gregorio Rotolo di Scanno e Nunzio Marcelli di Anversa, se per continuativo similare looking, sembrano ambedue i pronipoti di un antico pastore barbuto raffigurato in un quadro di inizio 800 del pittore svedese Hjalmar Mörner che si può vedere a questo link

    http://www.inabruzzo.com/?p=74440

    Il Comune di Scanno debba emettere un qualsiasi bando di affitto di terre o pascoli ,non vi può essere nessun impedimento legislativo, non solo tra i due di due comuni limitrofi ma anche con pari dignità contrattuale , essendo Scanno nella UE , verso un ipotetico allevatore di renne svedesi che abbia libero interesse a produrre salumi di renna od alce al nuovo gusto di erbe mediterranee.
    È poi ben certo che ai tempi del pastore ritratto da Mörner, il nostro precedente Stato doveva suppostamente essere meno corrotto ,se ,per secolari leggi napoletane gli affitti dei pascoli si pagavano più giustamente in relazione al numero di animali che verificabilmente vi si introducevano per il periodo stagionale.

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