Politica

Ma quale arteria Roccaraso-Scanno-Ortona dei Marsi ?Per Ambiete e/è vita  “E’ assurdo”

Sulmona 22 febbraio-“La nuova strada Roccaraso-Scanno-Ortona dei Marsi, proposta dalla DMC Alto Sangro ed UNCEM Abruzzo, rappresenta una proposta estemporanea e disomogenea rispetto ai reali bisogni del territorio, oltre a non costituire una reale alternativa alla rete viaria esistente ed avere un potenziale di impatto ambientale devastante”. Così Patrizio Schiazza Segretario regionale dell’Associazione “Ambiente e/è vita”

“Nel leggere la bozza, perché tale è e speriamo che tale rimanga, della nuova arteria di collegamento Roccaraso-Ortona dei Marsi, la prima preoccupante sensazione – spiega tra l’altro Schiazza–  è che ancora una volta , nell’elaborazione di idee volte a migliorare la competitività degli areali interessati, non si dia corso a calibrata programmazione, ma ad una eccessivamente superficiale analisi dei “bisogni” priva dell’occorrente parametrizzazione con le esigenze dei comprensori e distante anni luce dall’aver una qualche coerenza con le vocazioni dei perimetri interessati dall’attuazione della misura avanzata.La seconda sensazione è che la richiesta di finanziamento e l’eventuale allocazione di risorse disponibili per la realizzazione della strada non derivi da una stima dei costi e da una selezione di progetto in base al rendimento atteso in termini di risultato e di beneficio (a margine di qualificata valutazione), ma unicamente da una richiesta estemporanea di vincolo di spesa, da una partecipazione all’attribuzione di un finanziamento nel quadro di una distribuzione di risorse eventualmente disponibili.

La terza preoccupazione è invece rintracciabile  nel fatto che l’intervento elaborato non rientri in un piano di sviluppo armonico, ma al contrario che non abbia alcuna uniformità con le strategie di sostenibilità competitiva che il territorio in parola faticosamente sta cercando di attuare. Si tratta, rispetto a quest’ultima sensazione, di una questione cruciale perché la concretezza e la chiarezza di “visione” sono le uniche due leve in grado di smuovere la gestazione ed attuazione di investimenti pubblici con fondi di derivazione europea ( PNRR e Programmazione Comunitaria 21021/2027) che siano capaci, altresì, di stimolare investimenti privati che necessitano, per implementare il rendimento, di un quadro di riferimento chiaro.In ultimo l’idea sembra non rispondere a nessuno dei requisiti di valutazione richiesti dalla Commissione Europea per il PNRR e, più in generale nei Regolamenti dei fondi comunitari, ovvero : Pertinenza, Efficacia , Efficienza e Coerenza. A margine, quindi, di quanto esposto non si può che rimanere basiti di fronte ad una proposta che, nella sua semplice evidenziazione, denuncia una tale carenza di elementi “strutturali” da rendere impossibile una qualsivoglia analisi nel merito.

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