Politica

Ma chi deve tutelare l’Abruzzo? E  gli  “strani” silenzi attorno alla Pescara-Roma

 

Ci sono momenti in cui la politica e le Istituzioni debbono misurare la propria capacità di saper assolvere alla  funzione di mettersi al servizio dei territori e delle comunità che rappresentano. Non è un favore che si pretende ma un dovere  invisibile ma molto preciso che troppo spesso viene disatteso o calpestato. Eppure la costruzione di una politica nuova che spesso si invoca a vanvera viene costruita con pazienza, intelligenza, esaltando le strategeie della programmazione a medio e lungo termine.La vicenda della velocizzazione della linea ferroviaria Pescara-Sulmona-Roma è troppo importante per la nostra regione e soprattutto per le prospettive del centro Abruzzo.Lo si era intuito in occasione del Convegno organizzato già nel 2019 a Sulmona  con la presenza del Presidente della Regione Abruzzo Marsilio e dell’Ad di Rfi Maurizio Gentile,poi condiviso dal Presidente della Regione Lazio Zingaretti e poi dal Ministro De Micheli.Lo stesso Presidente Conte in due occasioni  aveva posto il progetto al centro dell’azione del Governo.Tutti avevano manifestato sempre condivisione e apprezzamento per l’idea.Poi qualcosa dev’essere successo se è vero che oggi tra carenze di risorse e poca chiarezza  nel rapporto tra Regione-Governo-Commissioni parlamentari e tanti silenzi imbarazzanti dove  tutti fanno finta niente di questo progetto tutti rifiutano di parlare perché? E allora l’ex Presidente del Parco Maiella Franco Jezzi , tra i piu’ convinti sostenitori dell’iniziativa fin dal primo momento,ha preso carata e penna ed ha scritto ai parlamentari abruzzesi per suonare lasveglia Ecco la sua lettera

 

Sulmona, 7  aprile L’Associazione ARS, che presiedo, le ha recentemente inviato un video con il quale veniva sinteticamente rappresentata la situazione che si è determinata in merito alla inclusione del progetto di velocizzazione della tratta Pescara-Roma nel PNRR -Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Nei giorni successivi, il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati hanno approvato, al riguardo, le relazioni proposte dalle rispettive Commissioni Bilancio.

Nel PNRR, prima versione, la suddetta linea ferroviaria viene sì indicata tra le opere da realizzare (nella seconda versione la tratta non viene nemmeno nominata) ma l’importo previsto, pari a 620 milioni in cinque anni (il costo totale dell’intera opera è di 6,4 miliardi), è del tutto irrisorio rispetto alle aspettative e agli impegni che erano stati assunti dai rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali.

Malauguratamente la vicenda non ha provocato alcuna presa di posizione da parte di tutti coloro che, in un modo o in un altro, hanno il compito di tutelare gli interessi della nostra regione.

Esiste però ora la possibilità che vi si ponga rimedio.

Nei prossimi giorni il Governo prenderà in esame il contenuto delle risoluzioni approvate dal Parlamento e deciderà se apportare modifiche al PNRR, accogliendo o meno le proposte in esso contenute.

È auspicabile, oltre che doveroso, che in questa fase i parlamentari abruzzesi e la Regione facciano valere con forza la necessità della realizzazione di un’opera di straordinaria importanza per l’Abruzzo, il Lazio e il sistema Paese.

Franco Iezzi

Presidente Associazione ARS

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