Editoriale, Politica

Ma che città è diventata la mia Sulmona ?

 

Sulmona, 31 maggio– Che settimana amici lettori quella che ci siamo lasciati alle spalle! Una settimana che, nonostante le preoccupazioni legate all’emergenza sanitaria, non  ha consentito alla città ancora di invertire un trend comportamentale della politica e non è riuscita a smuovere minimamente  quel pizzico di sensibilità civica che si registra ovunque in giro e che  pure sarebbe indispensabile  per  costruire quel  valore aggiunto  che serve per sconfiggere paure e difficoltà e guardare avanti per costruire un divenire migliore

 La settimana si era aperta con l’allarme lanciato dal sindaco di Sulmona sugli effetti della movida incontrollata  che potrebbero scatenarsi se si allentassero le maglie. Casini, si era detta  preoccupata anche sul piano delle responsabilità personali tanto da sollecitare, giustamente, Prefettura ed organi di polizia a  studiare insieme una giusta strategia da mettere in piedi per contrastare il fenomeno.  Lo credereste? Si sono levate  polemiche, soprattutto di carattere politico,  da parte di   chi, non avendo argomenti da proporre, si è schierato comodamente dalla parte opposta alle posizioni del sindaco. Ma nelle altre città anche in Abruzzo  cosa è stato fatto?  Hanno forse applaudito alla goliardia ( e non solo) di tanti giovani che giustamente intendevano riconquistare spazi, libertà e voglia di stare insieme  dopo che per alcuni mesi erano state private magari senza rispettare troppo regole e comportamenti? Non ci pare.Ma a Sulmona dove tutto è particolare c’è stato perfino un noto personaggio politico , solitamente distratto sulle vicende  cittadine,   che è salito in cattedra, ed ha rifilato a tutti un predicozzo da grosso moralizzatore  schierandosi strumentalmente dalla parte dei giovani quasi noi volessimo stare dalla parte dei vecchi ammondendo perfino  con uno stonato appello“ non toccate i giovani”.

  I giorni precedenti erano stati caratterizzati anche dalle polemiche rivolte alle posizioni politiche assunte in Regione  della Consigliera regionale Marianna Scoccia, sindaco di Prezza e moglie dell’ex Assessore regionale Andrea Gerosolimo, che ha deciso di lasciare  la coalizione di centrodestra e   di sedersi    fra le forze di opposizioni.  Scelta normalissima, che si fa comunque da sempre  ,non solo in Regione ma anche in tutte le assemblee elettive dal Parlamento fino a quelle dei piccoli comuni. Perfino a Sulmona la transumanza partitica  è stata la pratica preferita negli ultimni anni  da molti nostri amministratori. E’ un diritto legittimo di ogni eletto che  si esercita ovunque Non c’è da scandalizzarsi piu’. Poi le  considerazioni,sulla coerenza, rispetto di alcuni valori, sono altra cosa e meritano considerazioni diverse.

 Il giudizio politico sugli eletti si deve esprimere sulle cose che sono capaci di fare e l’impegno che mettorno al servizio del territorio. Perché avrebbe fatto scandalo l’iniziativa della Consigliera regionale  Scoccia? Perché in tanti, troppi, si sono affannati ad esprimere giudizi,anche disinvolti, per le sue scelte? Forse perché è la consorte di Gerosolimo o  si pensa di  battere l’avversario politico con questi piccoli mezzi da quattro soldi?

 Un moralismo stonato si è intrecciato dalle nostre parti attorno ad una vicenda politica  che secondo noi andava affrontata in modo diversoi, soprattutto da alcuni partiti e formazioni politiche, magari sfidando la consigliera a rendere conto del suo operato svolto  finora o magari sulla qualità delle proposte avanzate Purtroppo   l’ipocrisia è un sentimento pessimo che domina le  paure degli  uomini ( ma sopratutto delle donne). In politica esiste una sola strada praticabile per vincere  ed è quella della credibilità e del consenso. Chi non lo ha non ha diritto di infangare gli altri anche se sono avversari e sono scomodi. E’ una regoletta elementare che non puo’ essere calpestata a piacimento e quando fa comodo

 E che dire delle lamentele e polemiche sulla riorganizzazione del mercato in piazza Garibaldi o della migliore sistemazione della Villa comunale? Fiumi di chiacchiere e polemiche  a vuoto senza uno straccio di proposta  praticabile e costruttiva. Ma come possono i censori di oggi trovare la giusta solidrietà domani  se sognano di candidarsi ( a chicchiere) a guidare il futuro di questa città?

 Ma la chicca   finale questa settimana  appartiene alla vicenda della pulizia del parco fluviale. Questa volta l’Amministrazione comunale  ha fatto una cosa bella e utile che restituisce il polmone verde patrimonio della città nella condizione migliore e noi vogliamo testimoniare ad alta voce l’apprezzamento dell’opinione pubblica soprattutto perché lo ha fatto con una squadra di operatori che hanno testimoniato  che in questa città la solidarietà e la coesione quando serve sa trionfare. Lo diciamo con la stessa franchezza così come alzammo la voce l’estate scorsa per i ritardi ed il sistema di pulizia( sporcando) utilizzato. Ma evidentemente chi  doveva decidere questa volta  ha fatto tesoro di quella esperienza e quest’anno ha inteso rimediare al meglio. Lo credereste? Anche in questa occasione i soliti personaggi hanno voluto buttarla in caciara, dove tutto si risolve in simpatia-antipatia,in tifo e controtifo, in sospetto e appiattimento, martellando e schierandosi su questo tema, come per altri, con superficialità con toni pronti ad aizzare la piazza soprattutto quella virtuale dei social.

 No, questà non è piu’ la mia città,  così profondamente cambiata nei sentimenti e nei valori. Quella città che diede vita a Jamm’ mo’ oppure  quella  che  spinse la delegazione degli amministratori sulmonesi   a Roma ad incontrare Ministri e sottosegretari per la battaglia sulla Provincia di Sulmona oppure a Pescara in pieno Consiglio regionale ad alzare la voce per difendere con orgoglio il diritto di una città e di un territoro ad essere elevato a  capoluogo di Provincia  Dietro quel sindaco della Democrazia Cristiana di allora, c’erano uomini del Partito socialista, comunista, liberale, repubblicano e socialdemocratici tutti insieme senza distinzioni di sorta.

  Quella città  e quella politica noi la ricordiamo benissimo  da sulmonesi . Ci manca molto Quella dei nostri giorni stentiamo a riconoscerla.Perché? Ne riparleremo presto . Buona domenica a tutti

 

Asterix

2 Comments

  1. Povera Sulmona come ti hanno ridotto

  2. Inutile piangersi addosso ora se poi alle elezioni si vota sempre per far dispetto a qualcuno o qualcosa.
    Mai nessuno sceglie per la città’ ma sempre contro .il Consiglio comunale e’ la rappresentazione veritiera della Sulmona di oggi

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