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L’ultimo saluto della città a Emanuele Anzini

Sulmona, 18 giugno- Si sono svolti questo pomeriggi a Sulmona, nella cattedrale di San Panfilo, i funerali di stato dell’appuntato scelto dell’arma dei carabinieri Emanuele Anzini, caduto in servizio mentre era in un posto di blocco a Terno D’Isola in provincia di Bergamo, funerali i quali sono avvenuti nel giorno del suo compleanno. Emanuele era nato il diciotto giugno di quarantadue anni fa. La città  ha proclamato il lutto cittadino con la bandiera a mezz’asta.

     In tanti hanno affollato la Cattadrale per l’ultimo saluto a questo sfortunato servitore dello Stato.Presenti autorità civili, militari, religiose, con la partecipazione del generale Giovanni Nistri comandante generale dell’arma dei Carabinieri, del sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, il vice sindaco di Sulmona Luigi Biagi, il presidente del consiglio comunale Katia Di Marzio, associazioni combattentistiche e d’arme dell’esercito italiano quali fanteria, bersaglieri, alpini, il corpo forestale, della guardia di finanza, volontari della croce rossa italiana, della protezione civile, i sindaci del territorio. Tutti  si sono stretti alla famiglia del militare caduto e all’arma dei carabinieri.

La messa, accompagnata dal coro e dall’organo, è stata officiata da monsignor Michele Fusco, vescovo della diocesi di Sulmona Valva, il quale ha ricordato i valori della fede cristiana, la figura di Emanuele, l’arduo incarico dell’arma dei carabinieri che, da oltre due secoli di storia, tutela l’Italia e i cittadini. Molti occhi erano velati dalle lacrime, molta la commozione da parte di tutti. La città di Sulmona è una cittadina di provincia: ci si conosce tutti anche di vista. Il generale Giovanni Nistri, nel suo intervento, ha ricordato la figura di Emanuele il suo impegno e la decisione di entrare a far parte dell’arma dei carabinieri. Emanuele Anzini era fiero ed orgoglioso di fare il suo lavoro, ed era fedele ai valori dell’arma, istituzione la quale rappresenta uno dei maggiori punti di riferimento della nostra Italia.La professione del carabiniere è anche missione nei confronti dei cittadini, della società civile, per difendere i principi espressi ed impliciti consacrati nella costituzione italiana, sui quali si fonda la Repubblica Italiana.La figlia di Emanuele Sara ha voluto salutare il suo papà leggendo lui una lettera al termine della quale si è levato un commosso applauso  La bara, avvolta dal tricolore, al suo arrivo è stata accolta sul piazzale della cattedrale con gli onori militari, ed è stata portata a spalla dai colleghi alla presenza del picchetto militare. L’uscita del feretro dalla chiesa, al termine della funzione religiosa, è stato accolto con un lungo applauso da parte della folla. Cittadini di ogni condizione ed estrazione sociale erano presenti per dare l’ultimo commosso, affettuoso saluto ad Emanuele.

Emanuele Anzini è ricordato da tutti per onestà, sensibilità, attaccamento ai valori dell’arma e della vita. Era impegnato anche nel volontariato per dare aiuto a chiunque ne avesse bisogno. Lascia un ricordo positivo indelebile ed un vuoto incolmabile. Molti sono stati i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia, quale manifestazione di deferenza e rispetto. Emanuele amava fare del bene al prossimo quale missione sociale. Siamo vicini alla famiglia in questo momento di dolore e di tragedia per la perdita di una persona cara. Ciao Emanuele grazie per quanto hai dato, ti ricorderemo sempre con affetto e nostalgia. Grazie ancora di tutto.

 

Andrea Pantaleo

One Comment

  1. Andrea Pantaleo

    All’Appuntato Scelto Emanuele Anzini

    Torni
    nella terra natia
    coperto dal Tricolore
    difeso
    con coraggio, onore,
    in una splendida giornata
    di sole,
    espressione
    del Tuo Valore.
    La morte
    non spegnerà
    la fiamma ardente
    che brilla
    sull’uniforme
    quale simbolo
    di devozione perenne
    per la nobile missione
    che illumina
    la Nostra Nazione.
    Nel firmamento dell’Arma
    riluce
    una nuova fiamma
    antidoto del male,
    fulgore immortale
    che le tenebre
    non possono offuscare.

    Andrea Pantaleo

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