Venerdi, 24 novembre 2017

L’ulivo pianta regina del Mediterraneo; conferenza di Fausto Jannucci


2017/11/23 17:370 comments

 

 Sulmona,23 novembre-  Si è svolta  all’interno dell’Istituto d’Istruzione Superiore Ovidio, un’interessante Conferenza avente come tema “L’ulivo pianta regina del Mediterraneo”. Il relatore è stato Fausto Jannucci Dottore in Scienze Agrarie, Docente; il dibattito è stato moderato e condotto dal Professor Fabio Valerio Maiorano storico e studioso di araldica.

L’evento è stato organizzato dall’Università Sulmonese della Libera età di Sulmona. Il relatore ha enunciato la storia dell’olio e della sua pianta in un viaggio storico nei secoli interessante. La pianta dell’olio è antichissima risalente almeno a 6000 anni or sono con i boschi di olivastri. Dalla Siria la pianta giunge in Grecia, successivamente in Italia ed esattamente nella città di Taranto, durante il periodo storico pre – imperiale, per poi diffondersi in seguito in tutto il Salento ed in tutto il centro sud della Nazione. Si deve ai Fenici il far giungere la pianta di olivo nella Sardegna. In Grecia la pianta viene dedicata al culto della Dea Atena. La pianta d’olivo è molto longeva raggiungendo anche i mille anni di vita, ma vi sono esemplari nel Salento che hanno anche duemila anni.

L’Italia  ha un’ottima realtà di produzione nell’intero panorama internazionale dell’industria olearia avendo, da sempre, traguardi prestigiosi ed eminenti riconoscimenti in ambito internazionale. L’olio, a differenza del vino, fa parte della Dieta Mediterranea per le Sue ottime qualità organolettiche. In ogni caso si consiglia di non esagerare nella degustazione dell’olio in quanto trattasi di grasso liquido, avente molte calorie, motivazione per la quale il relatore ha consigliato di non superare i tre cucchiai al giorno. Il vino ha però il primato di muovere decisamente di più l’economia e gli affari commerciali, se si considera che l’Italia anche nella produzione enologica è tra i primi posti al mondo. Vi sono più varietà di olio che sono le seguenti: il Lampante (denominato in tal mondo in quanto, nel corso della storia, è stato impiegato per l’illuminazione), il Vergine, l’Extra Vergine, di Semi, ed infine gli oli Rettificati. Distinguere i tipi di olio non è facile soprattutto per quanto concerne l’olio Vergine e l’Extra Vergine, di conseguenza è facile poter cadere in un errore di valutazione.

Va precisato che la qualità non si concilia con la quantità ossia a produzioni di maggior quantità a volte corrisponde una minora qualità dell’olio, così come del vino. L’olio di norma ha una durata di circa diciotto mesi poi inizia a declassare, per processi naturali che il prodotto subisce. La produzione e la coltivazione dell’olio richiedono esperienza, professionalità e tanta, tanta passione nel settore, al fine di conseguire risultati ottimali. L’olio vergine è considerato ottimo e fra i migliori per friggere. Soffermandoci sulle qualità dell’olio nei confronti del colesterolo va precisato che l’olio è indifferente nei confronti dell’HDL, ma non nel LDL Nel corso dell’incontro vi è stata anche la proiezione di fotografie di frantoi secolari tuttora operanti in Salento, quale ossequio alla storia dell’olio e del Suo rinomato prodotto finale.(h. 17,15)

Andrea Pantaleo

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