Lunedi, 16 luglio 2018

Luigi De Prospero: Podestà di Pratola


2018/05/12 11:440 comments

Luigi de Prospero nacque a Pratola Peligna il 28/02/1890; possidente, capo del fascismo locale dalla sua fondazione (avvenuta nel 1920) al 1934. Sovvenzionò e organizzò lo squadrismo locale. Organizzò spedizioni punitive nei comuni di Roccaraso, Pescocostanzo, Rivisondoli, Bagnaturo e Popoli. Partecipò alla marcia su Roma guidando un gruppo di squadristi. Fu quindi nominato Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia per aver partecipato alla marcia su Roma «quale comandante di squadre d’azione» [Archivio di Stato dell’Aquila, Fondo Questura, cat. A8, b. 162 e b. 167, f. De Prospero Luigi].

Per vari anni De Prospero fu membro del direttorio federale provinciale. Fu ispettore federale di zona dal 1930 al 1932. Nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) ebbe il grado di seniore dal 1923 al 1933 e agli inizi del 1934 raggiunse il grado di console. Rivestì le qualifiche di squadrista ante marcia e sciarpa littorio.

Fu sindaco dal 1923 al 1926 e podestà dal 1927 al 1933, quando il prefetto in persona fu costretto ad intervenire per imporgli le dimissioni.

Da una riservata dei carabinieri al Prefetto dell’Aquila del 30/04/1933 apprendiamo che De Prospero non era stato né ex-ufficiale né ex-combattente. Prestò servizio militare e fu riformato il 20/10/1911; sottoposto a nuova visita il 16/11/1917 fu esonerato dal servizio militare fino al 15/08/1919 e quindi inviato in congedo illimitato con il grado di caporale.

«Nel 1917» – continua la riservata dei carabinieri – «fu nominato economo per gli approvvigionamenti di Pratola e l’anno successivo commissario. Ha sempre osteggiato la costituzione della sezione combattenti, alla quale non avrebbe potuto appartenere, e nel 1919 costituì per ripiego una cosiddetta ‘Fratellanza Militare Peligna’, della quale, secondo apposita annotazione posta sulle tessere, avrebbero potuto far parte anche coloro ‘che avevano contribuito alla resistenza interna del paese’. Solo in questi ultimi tempi (1931) è stata istituita la sezione combattenti di Pratola della quale, però, è presidente il fratello Tommaso, classe 1887. Costui, promosso sottotenente di artiglieria il 20/06/1915, prestò servizio di prima nomina al 4° Reggimento Artiglieria da Fortezza in Taranto fino al 15/01/1916, epoca in cui fu collocato in congedo assoluto perché dichiarato in modo assoluto inabile al servizio attivo. [Luigi De Prospero] è il primo Podestà di Pratola; eppure fino ad oggi non ha saputo o voluto dotare il suo paese natio di un monumento o di una lapide in onore dei caduti in guerra; attualmente il clero ha preso l’iniziativa per la costruzione di una lapide nell’interno di una chiesa; iniziativa alla quale il De Prospero è estraneo […]. L’attività che il Comm. De Prospero ha svolto e va svolgendo nell’ambito delle sue attribuzioni podestarili portano il più delle volte l’impronta dell’ambizione, della partigianeria, della persecuzione per rancori personali remoti o recenti ed a tal uopo, tutte, o quasi, le cariche politiche amministrative del comune sono ricoperte da lui medesimo, da parenti suoi o da persone a lui devote. Infatti, egli, oltre ad essere Podestà e Seniore Comandante della Coorte locale della MVSN, è Commissario per il canale Corfinio, consorzio per la irrigazione dei tenimenti di Prezza, Bugnara e Pratola Peligna, la cui amministrazione – sempre molto oculata e retta – è composta da persone da lui sempre avversate e perseguitate. È pure amministratore della Cooperativa Elettrica Peligna. Questa istituzione fu fondata nel 1906 per fornire agli abitanti del comune l’energia elettrica a migliori condizioni di altra azienda concorrente, e nel 1928, epoca in cui il De Prospero cominciò ad ingerirsi nella sua amministrazione, disponeva i cospicui utili netti. Oggi, si vuole sia passiva. Anch’essa fino al 1928 fu retta da nemici personali del Commendatore. Questi è infine presidente della Cassa Rurale del luogo: anche questa fu provvida e fiorentissima fino al 1930, epoca in cui ne fece nominare Commissario il Direttore di una Banca concorrente pure del luogo, il quale, naturalmente, non poté non dare all’Amministrazione della Cassa Rurale un indirizzo dannoso per la Cassa stessa e vantaggioso per la sua Banca […]. Parecchi sono coloro che sono stati presi di mira dal Podestà e da questi perseguitati in ogni occasione propizia. Professionisti stimati, cittadini e lavoratori onesti, combattenti valorosi, esclusi sistematicamente da tutte le cariche, dipinti con i colori più foschi nei vari rapporti alle autorità, avversati in ogni loro iniziativa, ostacolati in ogni aspirazione».

[Archivio di Stato dell’Aquila, Prefettura. Atti di Gabinetto, cat. I, b. 5. Legione Territoriale dei Carabinieri Reali del Lazio, Divisione di Aquila, 30/04/1933, riservata al Prefetto dell’Aquila].

In data 22/04/1934, il Prefetto dell’Aquila informò il ministero dell’Interno che De Prospero e lo zio, l’avvocato Tommaso Colaiacovo:

«da oltre dieci anni avvelenano la vita cittadina di Pratola. Ambiziosi, prepotenti, interessati, hanno spadroneggiato in tutte le attività cittadine asservendola al loro volere ed ai loro interessi […]. Il De Prospero è pericoloso millantatore […]. È un ex-imboscato di guerra: quando la gioventù italiana moriva sui campi di battaglia egli giovanissimo ed idoneo riuscì a farsi nominare commissario agli approvvigionamenti nel suo comune: l’incarico che avrebbe dovuto essere gratuito come lo era in tutti gli altri comuni d’Italia gli fruttò ben 23mila lire […]. Non poteva nutrire come non ha mai nutrito sentimenti patriottici italiani […]. Fu nominato podestà, presidente di quella Cassa Rurale, presidente di quel circolo e, in breve, divenne il padrone assoluto ed incontrastato del suo paese. Da me richiamato ad una maggiore comprensione dei propri doveri di cittadino, di amministratore e di fascista, prometteva sempre di modificarsi e per alcun tempo non si faceva vivo, salvo a ricominciare peggio di prima […]. Dall’aprile decorso [1933] sono stato costretto iniziare contro di lui un’azione a fondo per riportarlo nei limiti della legalità. Gli imposi quindi le dimissioni da podestà, poi da presidente della Cassa Rurale ed in ultimo gli chiusi il circolo che era divenuto un covo pericoloso di suoi seguaci».

[Archivio di Stato dell’Aquila, Prefettura. Atti di Gabinetto, II vers., cat. I, b. 5. Prefetto dell’Aquila, 22/04/1934, al Ministero dell’Interno].

Imputato di correità nel cruento eccidio di Pratola Peligna del 17/04/1934, De Prospero fu processato e condannato a due anni di confino (Lipari, Cava dei Tirreni).

Prosciolto dal confino il 23 agosto 1935, ottenne di essere nuovamente iscritto al Partito Nazionale Fascista e di conservare il grado di console della MVSN.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si iscrisse al Partito Fascista Repubblicano (PFR). Insieme ad altri uomini della MVSN passò nella Guardia Nazionale Repubblicana (GNR). Collaborò con i nazisti. Pubblicò manifestini incitanti la popolazione alla collaborazione con le truppe tedesche minacciando la popolazione stessa di gravi rappresaglie. Assunse la carica di commissario prefettizio di Pratola Peligna dall’aprile ai primi di giugno 1944.

Il 24 giugno 1944, dopo la liberazione dei Comuni della Valle Peligna dal nazifascismo, De Prospero fu arrestato dalle autorità Alleate per collaborazionismo e internato, il 27/06/1944, nel campo di concentramento di Padula (Salerno). Nel luglio 1945 fu tradotto nel carcere di Poggioreale di Napoli. Il 5 settembre fu tradotto nel carcere di Sulmona, colpito da mandato di cattura emesso da quella Procura del Regno per violenze, devastazioni e crimini commessi durante il periodo dello squadrismo. Grazie all’amnistia Togliatti, con sentenza del Tribunale di Sulmona del 5/07/1946 De Prospero fu prosciolto dai delitti di: organizzazione di squadre fasciste, organizzazione di spedizioni punitive, violenza carnale, sequestro di persona, violazione di domicilio, rapina, furto aggravato e usurpazione. Fu così scarcerato il 7/08/1946.

Nel 1948 si iscrisse al Fronte Liberale Democratico dell’Uomo Qualunque, che a Pratola Peligna contava circa 400 iscritti, tra cui ex-squadristi. Per le elezioni dell’aprile 1948 aderì al Blocco Nazionale (coalizione elettorale formata da Partito Liberale Italiano, Fronte dell’Uomo Qualunque di Giannini, Unione per la Ricostruzione Nazionale di Nitti). Passò quindi al Movimento Sociale Italiano e fu segretario politico della locale sezione. Morì a Pratola Peligna il 13/07/1957.

Per ulteriori informazioni si veda la ricerca di Maurilio Di Giangregorio, I moti di Pratola Peligna, stampato in proprio, 2015, pp. 187-325.

La fotografia è stata pubblicata nel libro di Ornella de Prospero, “La storia in soffitta. Viaggio nella memoria”, a cura di Roberta Pizzoli, stampato in proprio, 2017, p. 176.

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