Politica

ll richiamo del Vescovo e quella politica che non c’è

 Sulmona, 27 dicembre.–  Il messaggio, forte e molto chiaro, lanciato ieri dal Vescovo di Sulmona Angelo Spina, durante l’omelia al rito funebre per  Fabrizia Di Lorenzo ha fatto rumore. E  anche parecchio. Lo dimostra l’attenzione che tutti  i media  nazionali (agenzie di stampa, giornali e reti televisive) hanno riservato  alle parole del Vescovo. E ancora oggi molta attenzione su quel passaggio  riguardante “un territorio che non sa offrire speranze ai propri giovani”  oppure quello relativo a   “ricercare lontano  di una speranza   per costruire un divenire migliore”  ha trovato sufficiente spazio sui giornale. Uno scossone  che invita alla riflessione aprendo anche inevitabili e sciocche polemiche 

Se in questo territorio “il lavoro non c’è” è perché sicuramente da tempo non c’è più  la politica  che non sa costruire occasioni di sviluppo e di crescita ma non sa nemmeno tutelare i diritti di una comunità antica e prestigiosa. Ieri lo ha fatto il Vescovo, alla presenza del Presidente della Repubblica, lasciando di ghiaccio i rappresentanti delle istituzioni   regionali e nazionali. Un momento straordinario ed eccenzionale per alzare la voce e farsi ascoltare anche da coloro che troppo spesso di fronte a questi problemi  oltre a balbettare  hanno sempre girato la testa dall’altra parte. Mons Spina rappresenta da qualche tempo  per i sulmonesi (e non solo) la nuova speranza a cui aggrapparsi; rappresenta il riferimento più importante, con le idee chiare, che non si tira mai indietro.

Lo ha dimostrato in tante occasioni  da quell’evento indimenticabile con l’arrivo in città del  Papa; quando denunciò i rischi del gasdotto su nostro territorio; quando sposò la causa sulla necessità di avviare una concreta politica di coesione territoriale; oppure  quando condivise in pieno la battaglia per la difesa del punto nascita; del Tribunale; quando sosteneva  la battaglia per i poli di attrazione  mentre il Consiglio comunale  decideva, a maggioranza, il declassamento dell’Ospedale della nostra città frutto di una politica miope e  scellerata costruita altrove. 

E si potrebbe ancora continuare per risalire fino alla vicenda del Masterplan presentato all’Abbazia celestiniana quando il Vescovo  senza ipocrisie di chi in politica è costretto sempre ad alzare la mano  rappresentò i bisogni diversi  della città  che aveva necessità di nuove opportunità di lavoro e di occupazione rispetto a progetti futuribili  il cui successo è ancora tutto da verificare.Mons Spina in questi drammatici giorni ha avuto la possibilità, ed il coraggio, di far conoscere al Paese intero l’altra faccia di questa straordinaria città piena  di bellezze e di storia  dove  i giovani debbono ancora fuggire perché in questa terra, per ora, non c’è speranza perché la politica in questi ultimi anni ha saputo costruito solo chiacchiere e tradire le speranze di tanti giovani

 

(gi.ru)

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