Attualità

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro o sul green pass?

 La singolare iniziativa di  protesta  di una  insegnante di Sulmona  che per oggi preannuncia una manifestazione di protesta   anche con lo sciopero della fame. Nel frattempo ha inviato  questa  lettera aperta al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi  

 

Sulmona,13 settembre– Dopo molti anni di duro precariato finalmente quest’anno ho ottenuto il ruolo per insegnare nella scuola dell’Infanzia “Fontamara” di Pescina, nel plesso di Collarmele.Ma non mi sarà possibile coronare questo sogno perché il diritto al lavoro mi viene negato. Infatti esso è condizionato al possesso del green pass che io non ho e non intendo avere perché lo ritengo non necessario e discriminatorio.Non necessario perché non c’è nessun bisogno di imporlo ad una categoria – come gli insegnanti – che ha raggiunto il traguardo del 92% di vaccinati e quindi ha superato l’obiettivo della immunità di gregge.

Discriminatorio perché l’obbligo del tampone imposto agli insegnanti ogni 48 ore, non solo è fortemente invasivo e insostenibile sia sul piano sanitario che economico, ma rappresenta una discriminazione rispetto ad altre categorie come ad esempio i parlamentari e i lavoratori del Parlamento che possono entrare senza nessun obbligo di green pass : proprio i parlamentari che fanno le leggi valide per tutti gli altri cittadini! I Parlamentari non debbono esibire nulla, mentre a noi si chiede la “tessera verde” per poter lavorare. E’ giusto?L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro (art.1 della Costituzione)  e non sul green pass.

L’obbligo del green pass è anche contro l’art.3 della Costituzione che, tra l’altro, vieta ogni discriminazione rispetto a “…condizioni personali e sociali”.Tale obbligo – che rappresenta una forma surrettizia dell’obbligo a vaccinarsi – è anche contro le decisioni dell’Europa la quale ha stabilito che “è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate e hanno deciso di non sottostare a vaccinazione” (Regolamento CE 953/2021, punto 36).

Signor Ministro, ascolti anche l’opinione dei 300 docenti universitari che le hanno rivolto un appello contro l’obbligo del green pass e che scrivono : “Riteniamo ingiusta e illegittima la discriminazione introdotta ai danni di una minoranza in quanto in contrasto con i dettami della Costituzione”. Ascolti, ad esempio, la voce dello  storico Alessandro Barbero il quale afferma : “ è ingiusto  dire da una parte che il vaccino non è obbligatorio e dall’altro rendere la vita impossibile a chi non lo fa. Se non puoi mettere l’obbligo non puoi nemmeno togliere dei diritti costituzionali”. O quella del prof. Tomaso Montanari, che pur non avendo sottoscritto l’appello, sostiene: “Se non c’è una base fattuale, scientifica e giuridica per rendere il vaccino obbligatorio non c’è nemmeno per renderlo obbligatorio in modo strisciante”.

Questa mattina mi recherò a Collarmele per prendere servizio presso la locale scuola dell’infanzia. Se mi sarà impedito resterò lì mettendo in atto uno sciopero della fame per chiedere il rispetto del diritto costituzionale al lavoro e contro ogni forma di discriminazione. Alba Silvani    (insegnante di Scuola dell’Infanzia)

3 Comments

  1. Si vaccini, signora maestra; pensi a tutelare i suoi alunni oltre che lei stessa, dando così anche una lezione di educazione civica per il bene della comunità.

  2. Andrea Pantaleo

    Mi permetto (se posso) di fare una mia modesta riflessione la quale non vuole assolutamente dar luogo a polemiche, né strumentalizzazioni politiche. Da tempo si è instillato un interessante dibattito fra il green pass e l’obbligo indiretto del vaccino, che ha determinato argomentazioni ed analisi minuziose. La costituzione della Repubblica Italiana, all’articolo 16, dispone che “ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”. A rigor di legge la libertà di circolazione può essere limitata per ragioni di sanità e sicurezza. La questione che personalmente mi pongo è la seguente: quando si argomenta di trattamento sanitario interviene l’articolo 32 secondo comma della Costituzione Italiana il quale, nella sua fattispecie costituzionale, dispone che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Da questa norma si deduce che qualsiasi trattamento sanitario, per essere obbligatorio, necessita di una legge specifica la quale impone il trattamento sanitario stesso. Si argomenta che, per lavorare e continuare a lavorare, bisogna esibire il green pass quindi dimostrare d’essersi vaccinati; tale condotta rientra nell’obbligo di vaccinarsi? Rivolgo un’ultima modesta ed umile domanda: il Parlamento italiano, organo costituzionale cui è demandato il potere legislativo, ai sensi e per gli effetti del secondo comma dell’articolo 32 della Costituzione, ha emanato la legge che impone il trattamento sanitario della vaccinazione obbligatoria per epidemia da Covid? A tal riguardo ricordo le leggi sulle vaccinazioni obbligatorie da zero a sedici anni le quali sono il decreto legge 7 giugno 2017 n.73, convertito in legge 31 luglio 2019 n. 119, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale serie generale n.182 del 5 agosto 2017, la quale prevede le vaccinazioni obbligatorie per le seguenti patologie: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

    Andrea Pantaleo

  3. Marcello Romano

    Quante storie per una vaccinazione! Io , che ho 84 anni ,ne ho tatte tante. Una volta si facevano a scuola.
    Nel medioevo non c’erano, anche per questo motivo la durata media adella vita era di circa 25 anni.
    Bisogna inneggiare alla scienza, cara docente!

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