Venerdi, 10 novembre 2017

Libri: Kenneth Canio Cancellara, Il sussurro lontano


2015/08/26 14:310 comments

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Settantatré capitoli brevissimi, un prologo e un epilogo segnano la cadenza, quasi ritmica, del romanzo di Kenneth Canio Cancellara: Il sussurro lontano.

Il libro, pubblicato dalla Di Felice Edizioni, giovane casa editrice abruzzese di Martinsicuro, già dalla bella veste grafica è possibile intravvedere un percorso editoriale di sicuro avvenire, sempre che mantenga, accrescendola, l’attenzione alla qualità dei testi che poi, alla fine, è la parte che connota una casa editrice e al contempo la impone sul mercato librario in un Paese, come il nostro, sempre così traballante e avaro di lettori.

Premesso questo, il lungo racconto di Cancellara, nella traduzione di Antonella Perlino, si muove tra bagliori e ombre che non sono da riferirsi alle descrizioni paesaggistiche, in cui piacevolmente indulge l’Autore, dei confini geografici entro i quali si sviluppa il racconto: la costiera amalfitana o le terre lucane o il Canada. Piuttosto ci riferiamo alle considerazioni che si possono trarre dalla narrazione in sé. Ciò a dire che il romanzo se da un lato presenta tratti narrativi convincenti, dall’altro affiorano ridondanze concettuali che se fossero state “asciugate” avrebbero conferito all’intera storia una più marcata pregnanza letteraria. Insomma, sarebbe stato meno danneggiato l’impianto narrativo nel suo insieme qualora non si fossero viepiù rimarcati e ripresentati certi concetti o astrazioni filosofiche che rischiano di compromettere il tutto. Ciò nonostante, a lode e merito del romanzo, va segnalato il tentativo dello scrittore, a tratti ben riuscito, di porre al centro della vicenda il conflitto tra la formazione interiore del protagonista, Mark Gentile, con la crudeltà della contemporaneità che non dà scampo, che fagocita ogni interiorità, che contagia i più lontani estremi del pianeta. Una realtà, nello specifico quella economico-industriale con tutte le sue implicazioni, così latitante nella narrativa italiana, così scarsamente considerata dai nostri scrittori. Un romanzo, pertanto, quanto mai in sintonia con la modernità. Come dire?, immerso nel proprio tempo che ha, tra gli innumerevoli aspetti, nella ricerca del profitto il suo totem, nelle ciniche logiche societarie un altare su cui sacrificare il senso morale di chi ne è invischiato. Ecco che s’innesta nella mente del protagonista il bisogno di «riguadagnare quell’idealismo che avevo vissuto […] nel mio paese natale di Acerenza». Sicché la vita di Mark prende una direzione che gli avrebbe offerto un’inaspettata destinazione, un’inattesa presa di coscienza, ovvero la constatazione che i successi aziendali – economici si possono conseguire ugualmente nel solco della lealtà e dell’onestà.

Mark, dunque, si riconcilia con la parte più intima di se stesso, riappropriandosi degli antichi insegnamenti dell’adorato nonno, fondati sul rispetto, sul donare senza nulla a pretendere in cambio.

Se l’occasione fa l’uomo ladro, allo stesso modo l’occasione fa anche l’uomo ravveduto. L’occasione, dunque, sarà per Mark Gentile di riportare l’azienda automobilistica in gravi difficoltà finanziarie, cui è chiamato nuovamente a presiedere, non soltanto per ridarle vigore, ma anche ad assegnarle una visione strategica che tenga conto del rispetto ambientale con l’assunzione di tecnologie che escludano l’impiego dei combustibili fossili. L’attenzione al pianeta diventa l’asse portante del new deal aziendale. Alla presenza degli azionisti, in una dichiarazione d’intenti, Mark dice: «… Noi siamo sempre più interessati a lasciare il pianeta su cui viviamo nella migliore condizione possibile, in modo che i nostri figli erediteranno aria pura […] Porteremo la vostra azienda ad un livello che vi renderà di nuovo fieri di essere i proprietari di un’azienda redditizia, e che fa anche attenzione all’ambiente […] I due concetti di profitto e sensibilità per l’ambiente non sono in conflitto tra loro». Questo in ultimo è il messaggio saliente che si desume dal romanzo a prescindere da ogni altra e alta considerazione strettamente letteraria.

Mark/Cancellara – il romanzo ha forti rimandi autobiografici – ora sì che è in pace con se stesso, con il mondo circostante e con tutte le sue creature.

Alfredo Fiorani

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