Venerdi, 9 febbraio 2018

Le mani sul territorio. Gli ambientalisti lanciano l’allarme da Molina


2018/02/05 17:591 comment

 

L’Abruzzo Regione dei Parchi, l’Abruzzo cuore verde d’Europa, è ormai chiaramente sotto attacco. Il patrimonio ambientale di un territorio che vanta una tra le più alte percentuali di Biodiversità in Europa è seriamente minacciato da rinnovati (o mai sopiti) appetiti di sfruttamento diffuso e irrazionale delle risorse naturali. L’Abruzzo vanta anche la più grande superficie di foreste vetuste d’Italia, è la regione con più wilderness d’Italia e di conseguenza la regione con più superficie protetta d’Italia.  Eppure..

 

 Sulmona,5 febbraio-Nei giorni scorsi, nel territorio di Molina Aterno, è stato compiuto l’ultimo di una serie di delitti ambientali: il taglio di numerosi alberi ad alto fusto, per lo più perfettamente sani, su entrambe le sponde del fiume Aterno. I lavori sono stati sospesi al momento. L’intervento è stato giustificato dall’emergenza che si verrebbe a creare da eventuali pericoli riguardanti gli alberi (presenti da decenni) per la pubblica incolumità. Questi tagli, sono gli ultimi di una lunga serie che sta depauperando il territorio abruzzese, sotto varie scusanti che di volta in volta vengono manifestate ad hoc. Insomma una pratica che è diventata ormai una triste consuetudine nell’Abruzzo interno e sulla quale bisognerà fare maggiore chiarezza. Certi comportamenti, certe coincidenze, non possono che alimentare il sospetto che, con la scusa dell’incolumità e della somma urgenza, si aprano le porte a interessi privatistici senza verifiche o autorizzazioni. Lo scrivono in una lunga nota le Associazioni Comitato TerrA – Territori Attivi; Collettivo AltreMenti Valle Peligna; Comitati Cittadini per l’Ambiente

Perché? E’ proprio necessario – si legge ancora nel documento- tagliare tutti gli alberi presenti, anziché solo quei pochissimi che possano presentare qualche segno evidente di carie? Dov’è il pericolo quando gli alberi sono sani? Perché eliminare anche arbusti ed erbe? Perché non si procede a delle precise analisi sulla stabilità degli alberi, analisi che i tecnici forestali conoscono bene, anziché dar spazio all’opinione di qualcuno che non è del mestiere? Dov’è la somma urgenza quando quegli alberi sono lì da parecchi decenni? Perché, se pericolo c’è di caduta dei rami, non si procede a potature mirate e leggere piuttosto che tagliare grandi alberi?

I fatti di Molina risultano gravi in quanto il taglio è stato effettuato lungo un tratto del Fiume Aterno doppiamente protetto dalle leggi. Il luogo ricade infatti nel Parco Naturale Regionale e nella Zona di Protezione Speciale “Sirente-Velino”, nel Sito di Importanza Comunitaria “Gole di San Venanzio” e in uno dei luoghi paesaggisticamente più suggestivi della Regione. L’intervento attuato ha, per il tratto interessato, distrutto completamente il delicato ecosistema che insiste lungo gli argini fluviali. (h. 17,30)

1 Comment

  • Ma CHI controlla? Scorrazziamo con auto di servizio in città, lungo le strade provinciali e statali e non ci si cura di pattugliare a piedi il territorio. Ma già, è troppo faticoso e, peraltro non ci sono più i forestali, quelli veri, quelli di una volta.

Leave a Reply


Trackbacks