Mercoledi, 19 dicembre 2018

L’Aquila: Palazzo Pica Alfieri – Mostra Vincenzo Bonanni


2018/10/12 21:380 comments

 

 

 L’Aquila, 12 ottobre– Fino a domenica 4 novembre a L’Aquila sarà possibile abbinare due interessanti occasioni culturali in una. Infatti si potrà visitare la mostra del pittore Vincenzo Bonanni e contemporaneamente Palazzo Pica Alfieri.

L’occasione è offerta da una grande mostra antologica del pittore aquilano, un omaggio ai primi dieci anni di attività dell’artista che viene allestita proprio in occasione della riapertura di Palazzo Pica Alfieri, tra i più alti esempi di barocco aquilano, che viene riconsegnato alla città dopo il lungo restauro seguito al terremoto del 2009.

Vincenzo Bonanni, dopo anni di assenza, torna a L’Aquila con questa imponente mostra antologica che ripercorre le tappe salienti della sua carriera con un percorso espositivo che va da Rebel rebel (ribelle ribelle) con cui esordì a Roma nel 2008, a Kyrie Eleison a Solitudini/Loneliness passando per Anamnesi – La pietra, La carne, Lo Spirito e Warholism. In mostra sarà possibile osservare anche l’ultimo progetto dell’artista aquilano “Keep Moving – La liturgia del corpo”: rassegna in 13 quadri dove i corpi/soggetti sono come bloccati nel loro impeto naturale e lasciano quasi una volontà di “continuare a muoversi”. Una sezione della mostra “Metamorfosi di una diva”  è dedicata alla cantante Patti Pravo. L’iter artistico di Vincenzo Bonanni è legato alla cantante veneziana che nel 2004 fu la prima a scoprirne il talento e a spronarne la creatività con varie collaborazioni che continuano fino ad oggi come StramBò (“strano” ma anche dalla fusione dei cognomi Strabelli e Bonanni) .

Laureato in sociologia a Roma, dopo avere frequentato a L’Aquila il liceo classico, Vincenzo Bonanni viene definito un artista poliedrico. La pittura è la sua forma di espressione ma utilizza anche altre varie forme artistiche spaziando dall’installazione alla composizione scritta, dalla fotografia al collage con delle ispirazioni alla Andy Warhol, (pittore, scultore e regista considerato il rappresentante più tipico della pop art americana). Proprio affidandosi al linguaggio universale di Andy Warhol  Bonanni trova l’ispirazione per veicolare il proprio messaggio artistico profondo sociale e contemporaneo: la terra dei fuochi, gli sbarchi a Lampedusa, i volti di Alda Merini, Gino Strada, Roberto Saviano, testimonials di una italianità generosa e coraggiosa.

La prima mostra di Bonanni risalee da allora il suo percorso è stato sempre in ascesa nelle principali città italiane e all’estero con la partecipazione ad aste e fiere internazionali da Venezia a Firenze, Roma, Innsbruck e Londra.

Oggi sono esposte più di 250 opere che danno vita e lustro alle preziose stanze di Palazzo Pica Alfieri in una “Antologica”  che racconta gli ultimi 10 anni (2008/2018) della sua fortunata carriera. Il viaggio interpretativo intorno agli imponenti lavori dell’artista si sviluppa su tre percorsi espositivi differenti che guidano il visitatore tra le più suggestive aree e le sale interne del Palazzo Pica Alfieri, un edificio collocato su tre piani risalente al XV secolo e che domina con la sua facciata tutta la piazza sottostante che comprende anche Palazzo Regina Margherita,Palazzetto dei Nobili, Palazzo Camponeschi e la Chiesa dei Gesuiti.

Nelle sue stanze finemente arredate e con affreschi preziosi hanno soggiornato le regine Giovanna I di Aragona nel 1493 e Margherita d’Austria.

Ritenuto dai critici d’arte un vero gioiello unico in tutto l’Abruzzo e, insieme all’adiacente Palazzo Quinzi, uno dei primi esempi di barocco aquilano con una galleria doppia e un salone di rappresentanza lungo ben 18 metri, alto 11 e largo 8, dove venivano eseguiti balli e celebrate sontuose feste. Uno scrigno di arte e di storia in cui il barocco con i suoi stucchi, le sue dorature in foglia d’oro, i suoi damaschi,  coesiste con porzioni più antiche.

Il palazzo è stato di proprietà prima della Famiglia Lalle Camponeschi, poi del Colonna e dei Barberini. Nel 1685 venne acquistato da Ludovico Alfieri per 1700 ducati. Nel 1785, grazie al matrimonio tra Eusebia Alfieri e Giannantonio Pica, erede di una importante famiglia aquilana originaria di Forconia (l’attuale Fossa), da “Alfieri” il nome diventa “Pica Alfieri”. I Pica Alfieri sono iscritti dal 1922 nel libro d’oro della nobiltà italiana. Alla famiglia è legato il deputato della destra storica Giuseppe Pica che nel 1863 creò la prima legge contro il brigantaggio, conosciuta appunto come legge Pica. Il Palazzo fu danneggiato dal terremoto del 1703 e la famiglia Pica Alfieri fece effettuare dei lavori di ristrutturazione. Gli eredi ed i loro discendenti lo hanno abitato fino al terremoto del 2009.

Il terremoto del 2009 ha distrutto in parte la struttura e anche parte dell’impianto decorativo e artistico riportato alla luce dopo un certosino lavoro di restauro conservativo, accurato e complesso, durato oltre tre anni, in cui l’esigenza di preservare le parti originali ha comportato uno studio attento e minuzioso utilizzando anche tecnologie sperimentali ma sempre compatibili e reversibili.

L’architetto Antonio Di Stefano (Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila e Cratere) nel sottolineare la complessità del restauro lo definisce come una sfida importante, un percorso coraggioso e mai arbitrario, in cui si è indagato sulla materia e sulle tecniche antiche per integrare le porzioni inesorabilmente perse. Le sale del piano nobile e di tutti gli spazi di rappresentanza hanno mantenuto le finiture e i colori originali. Una esperienza unica che ha impegnato tutti gli addetti, nessuno escluso, in uno sforzo comune per riconsegnare alla città un prezioso gioiello di arte, di cultura, di architettura e di storia.(h. 14,30)

Maria Teresa Liberatore

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