Sabato, 19 gennaio 2019

L’anno che.. verrà


2018/12/31 09:5715 comments

Sulmona, 31 dicembre –Poche ore ancora e saremo già nel nuovo anno dal quale, un po’ tutti, si aspettano cose migliori rispetto a quello che ci lasceremo alle spalle. C’è in giro e si percepisce benissimo tanta preoccupazione fra la gente. Problemi spesso di natura personale e familiare, problemi di lavoro, problemi di salute ma anche problemi di natura  politica. Già, la politica che vive una stagione di grande confusione a Roma dove da mesi, ormai tanti, c’è un governo che continua a produrre guasti e disagi alla gente con scelte assai discutibili, che ha allargato la forbice del disagio sociale, che ha diviso una comunità straordinaria e prestigiosa  alimentando un clima fastidioso di odio un po’ ovunque e quello che è più grave che ha perso credibilità internazionale costruita  in tanti anni. A noi interessano poco i partiti che sono stati scelti per guidare questa fase così delicata, a noi preme giudicare i risultati perché nella politica  democratica dell’alternanza contano i fatti non le chiacchiere.  Finora di fatti ne abbiamo visti pochissimi e quelli che abbiamo percepito non piacciono alla gente.

C’è preoccupazione anche a livello  locale dov’è in atto una campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale. In questi giorni i partiti, vecchi e nuovi, sono impegnati nella definizione delle liste elettorali e dov’è in atto un’affannosa corsa di tante persone, uomini e donne, che sognano un posto  una lista qualsiasi. Un copione vecchio e risaputo ma nessuno, almeno dalle nostre parti, ha finora spiegato perché aspira ad una candidatura e cosa intende fare per la propria città e per il territorio di riferimento. Oggi non c’è più spazio per le improvvisazioni.

La Regione è un pianeta immenso e complesso che richiede preparazione e profonda conoscenza del sistema di funzionamento. Non basta arrivare a Palazzo dell’Emiciclo e scaldare il seggio. Si tratta di capire cosa fare  in tempo utile e prima che la  nuova legislatura si esaurisca. E le fortune dei diversi territori dipenderanno anche da questo.

 Nei giorni scorsi il Consiglio regionale  ha reso omaggio ad un sulmonese illustre, Giuseppe Bolino, una figura il cui ruolo prestigioso nella cultura e nelle Istituzioni è stato sempre apprezzato dall’Abruzzo intero. Consigliere comunale, provinciale, regionale, Assessore regionale in più occasioni  fino ad arrivare alla Presidenza dell’Assemblea regionale. Fu proprio durante quella esperienza che in città arrivò il finanziamento più massiccio con apposita legge regionale (anno 1984)  di dieci miliardi di vecchie lire per la costruzione della nuova ala dell’Ospedale. Quella iniziativa era  stata assunta  dal prof. Giuseppe Bolino (Dc), da semplice consigliere regionale, contro il suo stesso partito che  avversava l’iniziativa e contro la sua maggioranza in Regione che sosteneva altro progetto in provincia di Teramo. Il disegno di legge invece arrivò all’approvazione dell’Aula con successo  non solo per il prestigio personale, autorevole,  che “il piccolo grande uomo” di Sulmona esercitava in Consiglio regionale  quanto per la sua caparbietà e tenacia nella difesa del provvedimento nonostante le sue precarie condizioni di salute gli avrebbero consigliato di occuparsi più dei suoi problemi che di quelli della città.

  Bolino moriva dieci giorni dopo l’approvazione, prima ancora che la legge venisse pubblicata sul Bollettino Ufficiale. Altri tempi, altra cultura, altre sensibilità  ma  dal significato di quella esperienza (arricchita anche da decine di altre iniziative in materia di cultura, occupazione giovanile, formazione professionale, coesione territoriale) occorre ripartire oggi, ora, alla vigilia di una stagione politica delicatissima per la città ed il Centro Abruzzo.

  Questo territorio non può delegare più nulla  a nessuno se vuole evitare il precipizio e l’emarginazione in Abruzzo. Chi viene a raccontare cose diverse in questi giorni non vuole bene a Sulmona che ha  bisogno di trovare attenzione, rispetto e spazio nella politica regionale. E quando la politica è incapace, allora ci vuole la Istituzione più prossima ai cittadini, forte e rappresentativa, come il Comune capace di assolvere al suo ruolo. 

Sulmona, però, da diversi anni non ha un’Amministrazione comunale adeguata al suo ruolo e alla sua storia. Da  tempo l’Amministrazione comunale è stata posta  al servizio di gruppi e personaggi che  hanno depotenziato il ruolo della città e ne hanno svilito la sua funzione. Mai una interlocuzione attenta con la Regione sulle grandi questioni né con il Governo centrale. Clamorosi comportamenti  sulla storia della riorganizzazione della rete ospedaliera (con il doppio voto a maggioranza del Consiglio comunale) ed il silenzio sull’accordo di programma del 2007 per la  crisi del Centro Abruzzo già  firmata al Ministero dello Sviluppo Economico  con Regione e Provincia dell’Aquila e rimasto in un cassetto. E che dire degli  sovracomunali (tutti a guida non sulmonese)   attorno ai quali il Consiglio comunale ancora  avvia una riflessione a voce alta per definire le strategie, condivise, per i prossimi anni? Se l’anno che verrà sarà l’anno del rinnovo del Consiglio regionale quasi certamente sarà anche l’anno del rinnovo del Consiglio comunale.

Dai segnali e dalle sollecitazioni che registriamo la macchina sembra già essersi messa in moto anche se le resistenze non sono poche soprattutto di chi vuol continuare a “tirare a..campare”, comunque. Noi siamo convinti del contrario perché il nuovo anno sarà, dovrà essere, sicuramente migliore di quello che stiamo per lasciare per la politica sulmonese e vogliamo sperare carico di nuove speranze e di cose belle per la sua gente. Buon anno a tutti. (h. 9,30)

 Asterix

15 Comments

  • Già, la politica che vive una stagione di grande confusione a Roma dove da mesi, ormai tanti, c’è un governo che continua a produrre guasti e disagi alla gente con scelte assai discutibili, che ha allargato la forbice del disagio sociale, che ha diviso una comunità straordinaria e prestigiosa alimentando un clima fastidioso di odio un po’ ovunque e quello che è più grave che ha perso credibilità internazionale costruita in tanti anni. A noi interessano poco i partiti che sono stati scelti per guidare questa fase così delicata, a noi preme giudicare i risultati perché nella politica democratica dell’alternanza contano i fatti non le chiacchiere. Finora di fatti ne abbiamo visti pochissimi e quelli che abbiamo percepito non piacciono alla gente.
    Buon Anno Asterix,
    il governo Conte ha appena 6 mesi di vita e parlare di stagione confusa dopo appena 213 giorni di mandato (al 31.12.2018) è un po’ azzardato ed ancor più se in comparazione con gli ultimi e precedenti governi, che per certo non hanno né brillato e né vissuto di prestigio e men che meno di risultati (i governi D’Alema II, Amato II, Berlusconi II e III, Prodi II, Berlusconi IV, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni (dal 2000 al 01.06.2018) e questo senza approfondire sulla legittimità di alcuni di essi.
    Risibile anche affermare ed elogiare la credibilità internazionale persa. Ma quale? Quella credibilità creata da Berlusconi, Renzi o Gentiloni per intenderci? L’Italia nazione zimbello dell’Europa e del G20? Basta vedere qualche filmatino in rete per vedere i potenti del mondo sghignazzare/rabbrividire dei premier italiani… ma questo è gossip… nei fatti…. Ci hanno sempre imposto di tutto e di più!!!
    Quali i risultati dei governi precedenti, vogliamo elogiare Monti, Renzi e relativi governi con le loro manovre? Tiriamo fuori nuovamente la favoletta dello spread? Ci siamo dimenticati i loro valori nei precedenti governi pre e post cura dimagrante? Quali i benefici dalla cura impostaci dall’Europa?

    • Prendo atto del limite tecnico del vostro format, e segnalo la completa estraneità al mio commento originale delle prime 10 righe qui postate, come segnalo l’altra stranezza del vostro commento inserito nel mio e non in sua risposta utilizzando (come di regola) l’iconcina blu “rispondi” del mio commento…, mi si rinfacciano 80 righe di risposta e poi trovo “incollata” la vostra di risposta, ma non è qui che voglio dilungarmi … avete già risposto nell’apertura del vostro commento e tanto mi basta.Dovendo rispettare “modi e forme consentite”, “l’adeguamento ai parametri degli spazi” e “lo spirito collaborativo richiesto”, e per non lasciare un commento tronco, procedo alle correzioni del caso. Se ne perderà in impaginazione e leggibilità ma se così deve essere per farsi leggere un commento … ebbene, così sia!!!

    • oi non abbiamo mai toccato una virgola ai commenti dei nostri lettori e non ci siamo mai sottrati alle critiche o al confronto civile. Ma la nota che ci ha inviato il sig. temp ( ma perché si nasconde e non usa nome e cognome ?) è la prima volta che ci capita. Oltre ottanta righe di risposta, uno spazio sproporzionato, che non entrano nel format tecnico del nostro giornale per ospitare tutto il pistolotto. Vede Sig.Temp lei non deve mai confondere la signorilità per debolezza. Voleva polemizzare sulla nota del nostro Asterix liberissimo di farlo e noi siamo disponibili nei limiti tecnici che ci vengono consentiti per questo spazio.Il nostro giornale però, ricordi bene, non è uno sfogatoio per le frustrazioni altrui, né può’ essere un luogo di propaganda per considerazioni politiche strampalate e che fanno comode a chi le scrive e magari si pretende le digeriscano tutte Polemizzi pure con realismo su argomenti concreti ma lo faccia come altri nei modi e nelle forme consentite. Ora decida lei: se vuole può’ rinviarci una risposta tenendo conto delle indicazioni che le abbiamo dato ( max 15 righe); può’ modificarle, adattarle,fare come ritiene opportuno ma deve tagliare buona parte delle sue considerazioni e adeguarsi ai parametri degli spazi. Stesso discorso vale per Asterix per ogni eventuale precisazione intenderà evidenziareGrazie della collaborazione che vorrà mostrarci e tanti auguri per il nuovo anno

  • Parte 2: Non è per caso che le preoccupazioni degli italiani con cui apriva l’articolo sono figlie di questi passati governi? Certo, l’alternanza del governo di una nazione è data dai voti, ma nei precedenti 40 anni di guida della sbandierata alternanza (ovviamente mascherata come tale), quali sono stati i risultati per la nazione?
    È ora la catastrofe? Dopo 6 mesi? E questo il messaggio che si vuol far passare? Quale il recondito e nascosto scopo? I risultati del governo non piacciono alla gente? E la fonte qual è? Quello di fine anno? Il sondaggio ultimo per intenderci? Fine anno per fine anno, i mancati aumenti dei pedaggi autostradale, argomento ultimamente tanto caro alla Regione Abruzzo non valgono forse un “mi piace”?

    • Caro direttore, ubbidisco anch’io all’indicazione fornita e cercherò di rispomndere, per quanto possibile, alle richieste avanzavate dal sig.Temp a proposito dell’ultimo mio articolo di fine anno.Il nostre lettore si lamenta del troppo breve tempo avuto a disposizione dal Governo Conte.Rispetto il suo punto di vista ma personalmente ritengo che sei mesi sono un periodo lungo, troppo lungo, nella politica e nei rapporti fra istituzioni così imp0rtanti per capire il cambio di passo.Ma io intendevo riferirmi in parte ai risultati ( pochissimi) quanto alla credibilità italiana messa in discussione in questi mesi.Non scordiamoci che la finanziaria ha avuto un parto travagliata a Bruxelles ed è arrivata in dirittura d’arrivo. Una manovra che per evitare la procedura d’infrazione dell’Ue è stata approvata in Parlamento calpestando le regole democratiche e parlamentari. Tant’è che su di essa penda un ricorso alla Corte Costituzionale. Non era mai capitato nei Governi precedenti da quello che ricordo Asterix

  • Parte 3: Tutto e subito? Dopo decenni di fame, regressione e crisi politiche pilotate per continuare l’opera di distruzione dell’economia italiana? Mi sembra che si strumentalizzi un po’ la cosa… forse in ragione dell’alternanza “non desiderata ed inaspettata” venuta fuori dalle urne? Dopo leggi elettorali fatte ad hoc per far in modo che nulla cambiasse e pure è cambiato? E dove partitini con un misero 0.5% e grazie all’appartenenza alle coalizioni vincenti sono entrati in parlamento e che sono già sono in moto per un posto in Europa? E non vogliono mail mollare!!! Più alternanza di governo di questa? Un fulmine a ciel sereno nella statica politica italiana.

    • Dove ha letto mai tutto e subito. Nella democrazia dell’alternanza c’è una regola elementare: chi vince governa, chi perde controlla. E’ lecito pretendere da chi governa che lo faccia bene e presto o bisogna chiedere permesso a qualcuno? Le leggi elettorali ad hoc si fanno in Parlamento con le maggioranze e con i numeri precisi non in segreto e con le chiacchiere Asterix

  • Parte 4: Che il governo Lega-M5S sia un governo stretto e forzato è noto, ma era ed è l’unico possibile per entrambi ed ovviamente in base ai voti (passati ed ottenuti) e per le coalizioni scioltesi come neve al sole appena dopo i risultati elettorali, dove per meglio dire, il sole ha riso più in altri partiti della stessa coalizione ed i vari patti e giuramenti si sono anch’essi sciolti… ma è la politica!! Infatti, sarebbe stato un autogol unico per la Lega negare la fiducia riposta dagli elettori dopo l’exploit avuto (camera [2013 25.56% / 2018 32.68% – senato [2013 23,79% / 2018 32.22%] – fonte Viminale), come per il M5S dopo la riconferma dei risultati del 2013 (camera [2013 4.09% / 2018 17.35% – senato [2013 884,33% / 2018 17.61%] – fonte Viminale).

    • Condivido questo passaggio del sig. Temp. Anch’io ritengo che il Governo in carica era il solo possibile che in quel momento alla luce dei risultati elettorali poteva esprimere. D’altra parte il Paese aveva due strade percorribili: la paralisi o il ritorno alle urne. Mi resta difficile ancora oggi capire come può’ il M5S che pure porta dietro segnali di novità e di entusiasmo governare con la Lega che ha una cultura,una storia e una visione diversa della società rispetto a Salvini e la sua gente Asterix

  • Parte 5: È ancor presto per aprire una crisi di governo fra i due partiti…. Anche qui, come prima detto, non converrebbe a nessuno… ma agli altri si… e gli avvoltoi volteggiano sempre… grandi e piccoli. E fin qui la vicenda nazionale tirata in ballo come preambolo a quella regionale… più semplice e leggera da analizzare… Come giustamente cita, al momento le preoccupazioni sono tutte dei partiti, mentre sempre ora i cittadini abruzzesi di tutto si preoccupano fuorché del nuovo governatore e annessa corte, visti i magri risultati… .Errato dire che non vi siano stati iniziali pronunciamenti su cosa fare per la propria città e territorio di riferimento…. E guarda caso è una candidata locale della Lega ad essersi già pronunciata.

    • Quando parlo delle preoccupazioni del territorio sui risultati conseguiti a livello regionale intendevo rigferirmi ai risultati conseguiti non con idee, promesse e chiacchiere ma con risultati precisi. Spero che una volta presentate le liste ciascuno possa far pesare nel dibattito politico i risultati conseguiti con leggi, atti, scelte programmatiche e investimenti. Il confronto si fa sulle cose concrete il resto sono solo divagazioni goliardiche. Non ho ascoltato la candidata locale a cui si riferiva. Ma si tratta di buone e belle intenzioni forse. Nell’articolo facevo invece riferimento ai risultati
      Asterix

  • Parte 6: Sulle capacità e tempistiche di intervento sono anche qui con lei concorde viste le capacità mostrate dai vecchi politici… che poi a quanto si legge si ripresenteranno in blocco… e quindi sanno benissimo cosa fare. Bene il ricordo su Bolino, anche se sappiamo che l’anno che verrà non sarà l’anno che fu, anche perché e vado volutamente a memoria, dove a noi arrivarono i 10 miliardi di lire, in altri “contadi” arrivavano moltiplicati… ed il tutto a ricordare la poca valenza del territorio nelle assise regionale, nonostante le carature dell’epoca in campo (un passato come consigliere, componente di giunta e presidente del consiglio per l’appunto e al cui fianco pongo il nome di Pizzola anche vice presidente e di Susi anche deputato) … allora come adesso (nella concludenda legislatura per intenderci…

  • Parte 7: … nulla è cambiato per il nostro territorio… anzi… la regressione più marcata.
    Quindi, cosa ci racconteranno di nuovo i locali e non politici del momento, ma già vecchi e dal passato bruciato che non ci hanno già proferito e puntualmente disatteso? Per il Comune e gli enti sovracomunali il discorso non cambia ed e avvinghiato come l’edera al buon esito delle elezioni regionali prossime… lo è sempre stato… Spero vivamente che l’anno appena iniziato sia migliore del trascorso e che i politici facciano veramente tesoro dei suoi proponimenti … vedremo a breve!!!
    Di nuovo Buon Anno sig. Asterix.

    • Qui’ mi trova convinto sostenitore della sua riflessione. C’è una crisi profonda della politica ovunque e in città ed in questo territorio è ancora piu’ marcata. Non c’è spazio per le divisioni ed occorre ciascuno fare la propria parte.Un gruppo di amici ( giovani universitari,professionisti, gente con tanta passione politica) hanno dato vita da anni ad un laboratorio di politica e cultura denominato ” Patto per Sulmona”. Mi hanno chiesto nei giorni scorsi una mano per individuare una strategia che possa rimettere in moto questa parte importante del Centro Abruzzo. Ho suggerito loro poche cose, semplici,ma precise. Intanto realizzare un ” vero patto” di solidarietà nella politica di questo territorio, costruire la Istituzione di riferimento piu’ vicina ( il Comune) forte e rappresentativa capace di guidare i processi di cambiamento, aprire con la Regione e con il Governo centrale un confronto costante sulle emergenze del territorio. Se già si riuscisse a costruire questo piccolo( grande) percorso forse qualcosa potrebbe muoversi. Forse. Ma almeno si riesce a muovere la poltica. Grazie dell’attenzione e tanti auguri di buon anno anche a lei sig.Temp. A disposizione quando vuole e ritiene opportuno
      Asterix

  • Nell’articolo facevo riferimento all’azione e ai risultati conseguiti in Regione da altri uomini che hanno onorato la città e le Istituzioni. Parlavo di Bolino soltanto non per mancanza di rispetto verso gli altri in particolare Paolo Pizzola, secondo Presidente del Consiglio regionale qualche anno dopo Bolino, consigliere e Assessore regionale e di Domenico Susi Consigliere e Assessore regionale e poi parlamentare e sottosegretario. Si tratta di tre persone che ho conosciuto per la loro disponibilità,amore per la città ed il territorio e tutti e tre ignorati dalla città che non ha mai fatto nulla per ricordarli ed onorare la loro memoria. Ultima cosa: lo spunto su Bolino è stato determinato dalla decisione del Consiglio regionale di intitolare la biblioteca regionale alla sua memoria e dalla vicenda dell’inaugurazione del nuovo Ospedale di Sulmona per ricordare a tanti smemorati che il progetto di legge regionale di 10 miliardi per la vecchia ala fu presentato da Bolino e approvato qualche settimana prima della sua prematura scomparsa. Solo questo volevo evidenziare
    Asterix

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