Editoriale

La voglia di ricostruire una città normale

 

 

 Sulmona, 17 maggio- Si sa che nella vita ,come nella politica, ognuno è artefice delle proprie decisioni e delle proprie scelte.  Sulmona poi che da qualche tempo non è piu’ una città normale tutto si amplifica, tutto si gonfia pur di apparire e di conquistarsi un minimo di visibilità anche se poi l’eccesso di queste manie è molto  piu’ dannoso  del disinteresse. Tant’è che spesso si usa ripetere che ci sono momenti nella vita, come nella politica , dove è piu’ utile tacere che parlare.

  Da qualche parte in questi giorni abbiamo scooperto che al Comune di Sulmona esiste una minoranza. Già perché finora  nessuno se ne era accorto sopratutto per la confusione tra  i diversi schieramenti di gente che ha  alimentato la transumanza politica da una parte all’altra degli schieramenti di vecchi tromboni e nuove trombette della politica cittadina

 E così mentre in città negli ultimi anni ne  sono successe di tutti i colori da consiglieri comunali che ieri votavano per il declassamento dell’Ospedale  e oggi tacciono di fronte a quello che è successo in questa vicenda della pandemia e  invece di schierarsi con la città applaudono le politiche del Governatore della Regione anche per quello che è capitato alla Clinica San Raffaele; da gente  che non è stata capace di decidere nulla sui temi della sicurezza delle scuole; alle politiche dei trasporti, a quelle sociali,della cultura. Oggi la città è piu’ povera, piu’ solidale, ma la politica è piu’ assente.

  Per molto tempo ha fatto comodo a tutti scaricare, talvolta in maniera ingenerosa, sul sindaco Casini ogni colpa e ogni responsabilità sulle cose che non andavano Tant’è che molti di questi consiglieri comunali di opposzione  avevano firmato mesi addietro  un documento per sfiduciarla  per correre alle elezioni   con largo anticipo  affidandosi provvisoriamente ad un Commissario Prefettizio ( ovvero ad un signor nessuno) che sicuramente  non avrebbe fatto  meglio  E se poi aggiungiamo  che perfino moltre Amministrazioni comunali ( vedi Avezzano) commissariate con largo anticipo non sanno ancora quando potranno tornare alle urne per rinnovare l’Assemblea civica si puo’ ben capire cosa avrebbe comportato questa operazione

 E così lasciando ogni divagazione  questi consiglieri di opposzione al Comune di Sulmona hanno tirato fuori un pistolotto in questi gionri  su un provvedimento di estrema importanza  che  riguarda la riorganizzazione della macchina amministrativa del Comune e siccome ,secondo loro, ci sarebbero delle anomalie incredibili hanno preannunciato ricorso a mezzo mondo ( ci manca solo alla Corte europea o all’’Onu).

 Eppure questo documento è un atto di programmazione per la migliore utilizzazione delle risorse umane  per meglio affrontare gli impegni e le sfide  di nuovi compiti e funzioni che attendono gli enti locali. Così capita nella Pubbica Amministrazione da tempo semmai è Sulmona che arriva in ritardo ma è su questo che la politica , soprattutto le opposizioni dovrebbero interrogarsi  e magari sfidare la maggioranza con proposte alternative. Come tutti i documenti di programmazione anche  questo che  presenta limiti e vantaggi è modificabile ed è perfezionabile anche perché ci sono obblighi insormontabili come il ruolo centrale del Segretario generale che sovraintende a tutta la organizzazione dell’Ente e poi ci sono ruoli e funzioni delle strutture, servizi,uffici ma ci sono anche obblighi precisi come i titoli di studio, iscrizioni negli albi professionali obbligatori  per determinati ruoli.

C’è poi il principio della rotazione negli incarichi nelle diverse strutture, il ruolo del Nucleo di valutazione , l’interesse dell’Ente a contenere i costi e raggiungere gli obiettivi prefissati. Tutte posizioni, comportamenti e sistemi organizzativi che la Giustizia amministrativa ha affrontato costantemente  con montagne di decisioni molte delle quali  sono diventati punti fermi e di garanzia  nella PA. E non  si è  mai visto che un dipendente pubblico con le carte in regola sia stato penalizzato da un Tar o un Consiglio di Stato. E chi oggi  sostiene che un qualche dipendente  possa essere danneggiato da decisioni forzose  ha sicuramente tutti gli strumenti necessari per tutelarsi

  Senza poi tralasciare che ogni atto oltre al sindaco viene  firmato per il parere di legittimità anche dal Segretario Generale che non  è un politico ma un funzionario  dell o Stato e proprio per questo non intende rischiare un capello in termini di credibilità e di responsabilità personali. Competenze diverse invece appartengono all’organo di direzione politica dell’Ente che non possono mai intaccare gli aspetti tecnici del progetto pur  rivendicando il diritto del rapporto fiduciario per alcuni ruoli delicati. Queste cose che i sindacati( dove sono?) ben conoscono e  che ovunque si praticano da anni

 Anche per queste ragioni   la posizione  assunta sul problema dalla minoranza ( con qualche piccola eccezione) al  Consiglio comunale di Sulmona è apparsa sproporzionata  dopo mesi di silenzio soprattutto perché assunta   in un momento tanto delicato per la città e la sua gente che avrebbero, forse, apprezzato maggiormente un impegno di diversa natura  sui tanti problemi che i sulmonesi stanno affrontando in questi giorni.

 Ma questa è la politica dei nostri tempi e speriamo  passi presto insieme alle preoccupazioni di tanta gente. Speriamo di poterne riparlare presto. Buona domenica a tutti (h.8,00)

 

Asterix

 

 

 

 

 

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.