Cultura

La transumanza.( patrimonio Unesco)

 Sulmona, 25 settembre– – Un importante convegno ieri a Sulmona, è stato focalizzato sul tema della transumanza, alla presenza di varie personalità e soprattutto di testimoni vivi e reali, come Nunzio Marcelli. Con Nunzio ci conosciamo da tempo, essendo stati colleghi insegnanti e particolarmente amanti delle storie di Anversa, il suo paese natale e di operosità.

Ho conosciuto l’importanza dell’argomento “transumanza” attraverso la conoscenza e il libro di una amica, Silvia Scorrano, di cui ho scritto in passato su questo giornale on line. Articolo che anche oggi vale la pena conoscere e leggere.

L’Abruzzo di Silvia Scorrano 

Se c’è qualcosa che ti fa amare ciò che già ami è certamente un’amica. Silvia Scorrano, con i suoi percorsi delle acque sacre e le ricerche su un Abruzzo pressoché sconosciuto, antico e moderno, laico e religioso, nascosto e visibile, offre una panoramica assolutamente inedita. Bellissima e profonda, interessante ed efficace. La sua ricerca intitolata “Le acque sacre in Abruzzo” (D’Abruzzo libri, edizioni Menabò 2012) ha la caratteristica della scientificità e della seduzione. Silvia Scorrano, ricercatrice in Geografia economica, docente a contratto all’Università di Chieti-Pescara e all’Università di Orléans in Francia, è autrice di numerose pubblicazioni.

L’opera citata rappresenta una delle più importanti rassegne storico-geografico-folkloristiche della Regione. Il percorso delle Acque Sacre non è che un’immersione nella storia, come se secoli e millenni non fossero trascorsi. Una storia che rivela le sue tracce nelle testimonianze ancora presenti, dai monumenti ai numerosi lavori scritti da autori famosi o sconosciuti. Una pagina leggibile ieri come oggi, un album in cui le fotografie non sono mai sbiadite. Che l’acqua sia un elemento fondamentale per soddisfare i bisogni primari di vita è evidente. E che intorno a tale elemento sia sorta una sacralità, una devozione plurimillenaria sia pagana che cristiana, non fa che accentuare  la necessità dell’uomo di trattare l’acqua come un bene assoluto. Una cosa divina.

Nel libro c’è un excursus particolareggiato sui luoghi abruzzesi dove si venera l’acqua, sempre legata alla presenza di qualche santo. In tale contesto la trattazione del fenomeno della transumanza assume un valore  profondamente significativo. I segni ancora visibili della transumanza rivelano come il fenomeno abbia caratterizzato per secoli l’economia abruzzese e centro meridionale: Bizantini, Longobardi, Franchi, Svevi, Aragonesi si avvicendano come un flusso costante in un territorio sempre più depauperato. “Il  culto delle acque, scrive la Scorrano, risulta di per sé un fenomeno ricco di storia e di storie strutturato su di un articolato patrimonio culturale… può costituire il punto di partenza di un itinerario volto alla valorizzazione turistica… si presenta inoltre quale matrice identitaria e strumento di rivalorizzazione dell’ambiente naturale e del sistema economico grazie al coinvolgimento delle risorse locali”.

Mario Setta

 

 

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