Sport

La scomparsa di Pietro Rezza

CASTEL DI SANGRO,25 settembre – Lutto nel mondo dello sport  abruzzese. E’ morto a Castel di Sangro,all’età  di 90 anni, indimenticabile Presidente del club giallorosso Pietro Rezza che con le sue gesta  stupi’ il mondo sportivo facendo assurgre ai vertici  nazionali l’esempio di un piccolo centro di poche migliaia  di persone’’.

E’ morto con il gagliardetto del club  ai piedi del letto, così lo ricorda oggi Rocco Coletti, nel reparto di terapia intensiva. Si è spento portandosi dietro quell’alone di riserbo che ha caratterizzato la sua vita pubblica. Schivo più che mai, riluttante alle telecamere e alle interviste. Lui preferiva sempre non apparire. Personaggio d’altri tempi “Don Pierino”. Specialmente nel calcio dove c’è la corsa a mettersi davanti alla televisione. Nel mondo del pallone era entrato negli anni Ottanta, insieme all’allora giovane Gabriele Gravina che era diventato il nipote, avendo sposato Maria Teresa Rezza, la figlia del fratello. Rezza e Gravina facevano parte di un gruppo di imprenditori messi insieme dall’allora sindaco Siro Pietro Gargano.

Il Castel di Sangro era in Seconda categoria e l’amministratore delegato era Enzo Iacobucci: da lì ha iniziato la scalata verso la serie B. Tempo un paio d’anni e Rezza e Gravina sono rimasti da soli al timone del club. Appariva Gabriele Gravina, però. “Don Pierino” non figurava in alcun organigramma, ma era il proprietario o uno dei proprietari insieme a Gravina. Teneva al buon nome di Castel di Sangro. Negli anni Novanta l’ascesa, fino alla serie B conquistata il 22 giugno 1996 nello spareggio di Foggia, vinto ai rigori contro l’Ascoli. I fuochi pirotecnici erano una delle passioni, in ogni fine estate finanziava una serata al paese. Per festeggiare la promozione dai dilettanti ai professionisti “illuminò” con gli spari il centro storico con la scritta in giallorosso: “Castel di Sangro in C2”.

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