Politica

La scommessa sul ruolo della ferrovia per la crescita dell’Abruzzo interno

 

Sale il dibattito  sui  temi della programmazione regionale ed in modo particolare attorno al ruolo delle infrastrutture sopratutto quelle ferroviarie. Oggi ospitiamo un contributo dell’avvocato marsicano Aurelio Cambise che da tempo si batte per il  potenziamento e  sull’utilità dell’alta velocità della Pescara-Roma. E anche  il collegamento Avezzano-L’Aquila  puo’ avere  una utilità strategica se potrà collegarsi alla rete principale. Ecco perché

Sulmona, 10 gennaio- Tempo fa, nel mio piccolo prospettai, tra le altre infrastrutture anche la possibilità di un collegamento ferroviario Avezzano – L’Aquila (E perché no?) un collegamento L’Aquila – Teramo. Questa mia visione prospettica mi fa vedere un Abruzzo interno progredito in economia e nella vita sociale e culturale. Non dobbiamo dimenticare che L’Aquila, Teramo e anche Avezzano sono sedi universitarie, che potrebbero crescere e servire egregiamente un territorio che siamo stanchi di vedere isolato e depresso, anziché ben collegato. Nell’antica Grecia le Città – Stato divennero tali, cioè isolate le une dalle altre, proprio perché in un territorio accidentato non c’erano strade di collegamento.

Dico questo perché le aree interne dell’Abruzzo ancora soffrono a causa di collegamenti, anche e soprattutto ferroviari non in sintonia con i tempi moderni. I trasporti di qualsiasi genere sono fondamentali per le merci e per le persone. Perché non cogliere al volo le opportunità offerte dalla ZES e dal Corridoio intermodale trasversale Barcellona – Civitavecchia – Ortona – Ploce per vedere ammodernate e anche realizzate opere infrastrutturali come quelle di cui stiamo parlando, cioè ferroviarie, senza trascurare l’adeguamento di autostrade e di strade per far rinascere il nostro amato Abruzzo? Collegare il Tirreno all’Adriatico e i due mari con le zone interne in modo efficiente significherebbe dare opportunità a lavoratori e studenti di potersi muovere agevolmente da un punto all’altro senza per questo trasferirsi, e perciò evitando lo spopolamento. Sarebbe un bel sogno raggiungere Roma e Pescara, L’Aquila e Teramo dalla Marsica o dalla Valle Peligna in poco tempo e in sicurezza, specialmente durante la stagione invernale, quando le strade e le autostrade sono ghiacciate e perciò pericolose. Gli Interporti di Avezzano e di Manoppello, i Porti di Pescara, Ortona e Vasto, l’Aeroporto dei Parchi e l’ Aeroporto d’Abruzzo potrebbero trovare una migliore utilizzazione. Le Aziende potrebbero insediarsi positivamente nel territorio e non rischiare continue delocalizzazioni con conseguenti chiusure dannose per la vita di molti operai e impiegati.

La ferrovia Pescara – Roma, con l’Alta Capacità, potrebbe dare una forte spinta alla rinascita dell’economia. Ma io che cosa sto dicendo, se la Politica che conta vuole la chiusura di ben 4 Tribunali in Abruzzo (Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto), lasciando sguarnito un territorio più ampio di tutto il Molise? Ma chi può pensare che la Giustizia, accorpando Avezzano e Sulmona con L’Aquila e Lanciano e Vasto con Chieti troverebbe risoluzione in processi dai tempi brevi, se già attualmente i cittadini soffrono per la loro lentezza, non certamente da imputare agli operatori del diritto che fanno del loro meglio per smaltire il carico di lavoro? Perciò occorrerebbe incrementare il personale giudiziario, anziché ridurlo. In sostanza invece di rafforzare i presìdi della Giustizia, che già funzionano egregiamente in un territorio popolato e interno, si pensa di eliminarli. Ci si domanda: con quali risultati? L’Aquila è pronta da un punto di vista logistico e organizzativo ad accogliere due Tribunali, quello di Avezzano e di Sulmona, sapendo che quello di Avezzano ha un carico di lavoro superiore a quello del Capoluogo? E già che ci siamo, mi domando se fosse stato proprio necessario chiudere una ferrovia che da Sulmona raggiungeva Napoli? Non la si sarebbe potuta adeguare nel tempo? Ricordo pure che da Avezzano c’è una ferrovia, per fortuna che ancora funziona e raggiunge Cassino, sede universitaria. I tempi corrono e non si possono trascurare per decenni e decenni le opere che i nostri padri hanno realizzato con tanti sacrifici. Lasciar trascorrere gli anni, se non qualche secolo, senza adeguare gradualmente ciò che è stato fatto, non c’è altra via che quella di sopprimerle del tutto. Io credo che la politica dei tagli sui Trasporti, sulla Scuola, sull’Università, sulla Giustizia e sulla Sanità siano molto pericolosi per la società, che smette di guardare avanti, vivendo solo di rimpianti. Se oggi la società è globalizzata, occorre servirsi di mezzi e servizi adatti ad essa. Il mondo corre e, se noi ci fermiamo, restiamo indietro fino a fermarci e, quindi, morire. E per concludere ricordo anche ai Politici che contano che l’Europa vuole tra l’altro la Giustizia di prossimità e quindi non vuole la chiusura dei Tribunali cosiddetti minori. L’Ing. Antonio Nervegna ed il Dott. Euclide Di Pretoro da tempo con i loro studi sulla ZES trasversale e sul Corridoio intermodale trasversale Barcellona – Civitavecchia – Ortona – Ploce hanno invitato politici e Amministratori pubblici a non lasciarsi sfuggire l’occasione di cui stiamo parlando per poter finalmente adeguare la ferrovia Roma – Pescara al trasporto veloce e capace di merci e persone.


 Aurelio Cambise

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.