Giovedi, 23 maggio 2019

La Sanità in Abruzzo tra attese e.. speranze


2019/04/19 10:030 comments
  • Con l’avvio dell’ esperienza  del nuovo Governo regionale il dibattito politico si va intensificando e le polemiche non mancano spesso a ragione altre a torto. Ora però s’impone il cosidetto cambio di passo  e l’avvio di politiche  capaci di attivare idee concrete e sopratutto possibili anche perchè sui problemi della sanità  la sfida è grane e abbastanza complessa. Poi ci sono i servizi che vanno garantiti a tutti i territori e i ruoli che appartengono alla politica da quella locale che deve aprire gli occhi e smetterla di piangersi addosso a quella regionale che deve esaltare il ruolo della programmazione e del riequilibrio. Da dove partire? Iniziamo oggi un viaggio per capire  meglio cosa non ha funzionato finora e  sopratutto da dove ripartire. Ospitiamo quindi questo  questo primo intervento del prof. Aldo Ronci sicuramente il piu’ convinto sostenitore delle ragioni del nostro territorio che in questi anni si è battuto con tenacia e passione. Poi affronteremo il tema delle priorità in Abruzzo e altri aspetti ancora

 

Sulmona, 19 aprile– Martedì scorso, 16 aprile 2019, si è svolto il Consiglio Regionale nel quale l’assessore Verì ha comunicato che il Tavolo di Monitoraggio ha dichiarato che i conti della Sanità Abruzzese sono in ordine.Da chiarire che il fatto che i conti della Sanità Abruzzese siano in ordine ai fini della cessazione del Commissariamento non significa che la quantità e la qualità dei servizi del Sistema Sanitario Abruzzese siano soddisfacenti.

Anzi, nei quattro anni, che vanno dal 2014 al 2017, la quantità e la qualità dei servizi del Sistema Sanitario Abruzzese sono nettamente peggiorate come da me rilevato nel report “Le 3 priorità della Regione Abruzzo”  che analizza i conti economici predisposti dalla stessa Regione. che analizza i conti economici predisposti dalla stessa Regione. Infatti da esso si traggono le seguenti riflessioni.

I risultati dell’andamento della Sanità Abruzzese dal 2014 al 2017, in sintesi, sono i seguenti: i corrispettivi per ticket diminuiscono di 7.565.000 (-18,3%) in quanto molti Abruzzesi hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie per motivi economici;  la spesa farmaceutica si incrementa di 71.909.000 (+40,1%) e non è tenuta sotto controllo tanto è vero che, secondo l’AIFA, nel 2017 la spesa farmaceutica convenzionata ha fatto realizzare all’Abruzzo il peggior risultato tra le Regioni Italiane; l’acquisto di prestazioni di sevizi sanitari da privati aumenta di 35.798.000 (9,1%) e continua a crescere in maniera troppo elevata;   i costi del personale subiscono un decremento di 12.680.000 (-1,7%) non attuando il turn over e peggiorando in questo modo la quantità e la qualità dei servizi sanitari; la mobilità passiva interregionale cresce di 10.383.000 (+4,6%) dimostra che il livello dei servizi sanitari non è soddisfacente e, secondo DemoskopiKa, nel 2017 l’indice di mobilità passiva ha posizionato l’Abruzzo al quart’ultimo posto della graduatoria nazionale  il costo del management della Sanità Abruzzese è alto tanto è vero che, secondo DemoskopiKa, nel 2017 l’Abruzzo è la quarta in classifica tra le regioni che spendono di più per costi della politica, ovvero per mantenere il management delle aziende ospedaliere, delle aziende sanitarie e delle strutture sanitarie.  

A queste riflessioni si aggiunge che la realizzazione del Piano di riqualificazione del Sistema Sanitario e il Piano di riorganizzazione della rete Ospedaliera hanno determinato, attraverso la messa in atto di tagli lineari, una penalizzazione delle Aree Interne attraverso:

o   il declassamento degli ospedali di Sulmona, Atri e Giulianova da Ospedali DEA di 1° livello a       Ospedali di base;
o   la chiusura dei punti nascita di Ortona, Penne, Atri e Sulmona;

o   il depotenziamento degli ospedali minori di Tagliacozzo, Pescina, Castel di Sangro, Popoli,           Penne, Ortona, Atessa, Gissi e Guardiagrele;
o   la chiusura diffusa su tutta la rete ospedaliera di molti servizi sanitari.

 Il ridimensionamento appena descritto ha comportato:  peggioramento della qualità dei servizi sanitari;  liste d’attesa per l'effettuazione delle prestazioni sanitarie che hanno tempi sempre più lunghi; assistenza territoriale sempre più carente;

Tutto ciò nonostante che, dal 2014 al 2017, in corso di commissariamento, la spesa complessiva per la sanità sia stata incrementata di 135 milioni mentre i ricavi aumentavano di soli 66 milioni.

Tra l’altro ha poco rilievo il fatto che, dal 2014 al 2016, il punteggio dei LEA attribuito  all’Abruzzo è migliorato in quanto esso non esprime il livello della qualità dei servizi sanitari erogati e la loro capillare diffusione sul territorio. (I Livelli essenziali di assistenza (LEA) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini.)

Si ribadisce che tutti i cittadini hanno diritto a ricevere prestazioni sanitarie di qualità anche quelli che vivono nelle aree interne; ad essere curati, per quanto possibile a domicilio, da una sanità vicina attraverso una rete sanitaria territoriale efficiente. Tutto questo mediante una gestione oculata ed efficiente del sistema sanitario che “coccoli” e non strapazzi i pazienti, gestione che deve tenere presente che le ristrutturazioni e riorganizzazioni del sistema sanitario non si possono effettuare con tagli lineari senza tener conto che la Regione Abruzzo  è la regione più montagnosa dell’Italia peninsulare nella quale si trovano le tre vette più alte di tutto l’Appennino (Gran sasso, Maiella e Monte Velino);  non è un territorio della Pianura Padana o del Tavoliere delle Puglie ma è un territorio che si trova sulla Dorsale Appenninica caratterizzata dalla presenza di piccoli comuni in via di spopolamento e con bassa densità abitativa.

(segue)

Aldo Ronci

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