Giovedi, 23 maggio 2019

La processione del Cristo morto a Sulmona


2019/04/19 18:170 comments

Sulmona,19 aprile-  Il mercoledì santo, come tradizione secolare prevede, la chiesa dell’Arciconfraternita della Santissima Trinità chiude il suo portale per l’allestimento della processione del Cristo morto, attendendo le ore diciotto del venerdì santo, quando la porta della chiesa si aprirà, non appena la banda musicale darà inizio all’esecuzione della marcia funebre di Alberto Vella dal titolo una lacrima sulla tomba di mia madre. Il portale della chiesa in tal momento rappresenta un confine significativo con la memoria che corre lontano nei secoli, all’anno 1576, quando la chiesa diviene sede ufficiale del sodalizio.

  Molti sono i cimeli secolari che vengono portati in processione la sera del venerdì santo. Fra essi la statua lignea del Cristo morto del secolo XVIII attribuita ad un tal Pizzola o Pizzala, la quale viene adagiata sulla bara adornata di trentatre garofani rossi. Durante tutto l’anno il simulacro è esposto all’interno della chiesa sotto l’altare del santissimo sacramento. La bara è seguita dal simulacro della Madonna addolorata, la quale ha il pugnale che le trafigge il cuore, la quale segue il figlio morto per la redenzione del mondo. Fra i beni secolari trinitari spicca il Tronco, croce di velluto cremisi con tralci d’argento, il quale è collocato al centro del quadrato di venti fanali, reparto processionale il quale apre il corteo funebre; a seguire la croce lignea del XVI secolo. Il quadrato scorta il tronco e coordina i reparti che seguono e compongono il corteo processionale. La arciconfraternita trinitaria ha una storia importante ed autorevole se solo si considera che, l’arcisodalizio trinitario, ha visto per secoli i suoi adepti occuparsi dell’aiuto nei confronti dei poveri e bisognosi.

La cappella del corpo di cristo del palazzo della Santissima Annunziata è stata la culla dell’Arciconfraternita, la quale si fonda nell’anno 1320, durante episcopato di sua Eccellenza Monsignor Andrea Capograssi, vescovo di Sulmona. Il tronco è opera dell’artigiano sulmonese Nicola Gizzi ed è portato in processione anche il primo novembre nel corso della cerimonia in onore dei defunti. La processione del Cristo morto è allestita dall’Arciconfraternita trinitaria dal 13 aprile 1827 in quanto, sino all’anno prima, era organizzata dalla congrega dei nobili la quale aveva la sede nella chiesa di Sant’Ignazio. La processione del venerdì santo della città di Sulmona è annoverata fra le più belle ed affascinanti sia in ambito nazionale, sia internazionale. Il passo dei trinitari è definito struscio ed è toccante ascoltarlo nel silenzio sia delle musica, sia del coro, sia della popolazione. Ogni minimo particolare dell’allestimento del corteo processionale è curato nei minimi dettagli, poiché tutto deve essere coordinato in maniera perfetta. Le confraternite hanno serbato nei secoli le loro tradizioni, le loro usanze, le loro identità tramandandole di generazione in generazione fra gli adepti che, nel corso dei secoli e della storia, ne hanno fatto parte. Molte di esse sorgono nel periodo storico della controriforma cattolica.

  La processione del Cristo morto è stata descritta da molti personaggi autorevoli, fra essi ricordiamo il concittadino Sulmonese Francesco Sardi De Letto, nella sua opera dal titolo “La città di Sulmona”. Un’atmosfera particolare, forse finanche difficile da spiegare, si vive in città ed ogni volta, ad ogni vigilia dei riti secolari della settimana santa Sulmonese, si vivono nuove emozioni. La luce del tramonto del sole, l’inizio delle tenebre della notte, segnano l’inizio della processione del venerdì santo per la quale si attende un anno intero.  (h.18,00)

Andrea Pantaleo

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